{"id":14552,"date":"2023-01-27T18:28:38","date_gmt":"2023-01-27T17:28:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14552"},"modified":"2023-01-27T18:28:39","modified_gmt":"2023-01-27T17:28:39","slug":"canzone-dinverno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14552","title":{"rendered":"Canzone d\u2019inverno."},"content":{"rendered":"\n<p>Il vecchio pos\u00f2 la chitarra. Si strofin\u00f2 le mani per riscaldarle e gett\u00f2 un\u2019occhiata alla custodia aperta e alla manciata di monete che conteneva, sparpagliate sul velluto nero come stelle in un cielo avaro. Mentre fletteva le dita deformate dall\u2019artrite, osserv\u00f2 il via vai di gente. Gli occhi quasi ciechi distinguevano solo un turbinio sfocato di sagome in movimento, con qualche sciarpa o berretto vivace a interrompere la monotonia. La maggior parte delle persone lo scalzava senza alzare gli occhi, altri si spostavano apposta, voltando la testa verso il negozio di borsette di fronte. Prese un sorso dal cartone di vino, si asciug\u00f2 un rivolo dalle labbra e lo rimise dietro la schiena. Lo beveva solo per scaldarsi. La temperatura stava calando in fretta, e presto non gli sarebbe stato pi\u00f9 possibile trascorrere ore a suonare sul marciapiede, n\u00e9 dormire all\u2019aperto. Cerc\u00f2 di scacciare le immagini del rifugio per senzatetto, con l\u2019odore aspro di miseria e disperazione che ammorbava il dormitorio e avvelenava perfino i sogni. Pi\u00f9 dell\u2019odore o della compagnia, lo spaventava l\u2019impossibilit\u00e0 di continuare a esercitarsi senza venire sommerso da richieste stizzite di far silenzio. E se non poteva suonare, non gli restava nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una parte di lui sperava di trovare una soluzione diversa, anche se negli ultimi tre anni non ci era riuscito. Un\u2019altra parte immaginava che dovesse esistere un Dio anche per i vecchi musicisti falliti, e magari, se l\u2019avesse pregato abbastanza, l\u2019inverno lo avrebbe reclamato prima che lo facesse l\u2019ospizio dei poveri.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre si aggiustava la chitarra sulle ginocchia, una donna quasi gli fin\u00ec addosso, ma lui non mosse un muscolo: se l\u2019avesse investito forse si sarebbe sentita abbastanza in colpa da lasciare un paio di euro; un altro brick di vino dal discount dietro l\u2019angolo, o un panino\u2026 il suo stomaco brontol\u00f2 a quel pensiero, ma lo ignor\u00f2 e si gratt\u00f2 la barba grigia e ispida, che era insieme maschera e biglietto da visita. Flett\u00e9 le dita e accarezz\u00f2 le corde, attaccando uno dei suoi brani preferiti: Gute Nacht, di Schubert. Anche lui di tanto in tanto sognava di essere un viandante, di partire alle soglie dell\u2019inverno e lasciare tutto dietro di s\u00e9, solo per il bisogno di andare. Ma la verit\u00e0 era che le sue gambe non l\u2019avrebbero portato nemmeno fino alla fine della citt\u00e0, e non aveva alcuna ragazza a cui scrivere \u201cbuona notte\u201d prima di lasciarla. L\u2019unica che aveva amato abbastanza da sposare, nei giorni felici in cui la sua carriera di concertista era all\u2019apice, se l\u2019era lasciata indietro molto tempo prima. Era certo che lei ne fosse stata sollevata: negli ultimi tempi non faceva che dirgli che non voleva un ubriacone come padre per sua figlia. Non c\u2019era niente di romantico nel passare da un ponte a un ospizio, cantando agli angoli delle strade per racimolare quel tanto da sopravvivere. Forse per questo, nonostante la sua voce fosse ancora passabile, solo un po\u2019 arrochita dal fumo, non se la sentiva di cantare. Le uniche frasi che pronunciava in un giorno erano al solito \u201cDio la benedica\u201d o \u201cPu\u00f2 metterci altri 50 centesimi di prosciutto?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La chitarra poi non era lo strumento migliore per la musica classica, ma era il massimo che avesse trovato. L\u2019aveva avuta da una associazione di beneficienza, insieme al cappotto ormai logoro. Alla sorte non si guarda in bocca, quindi aveva adattato il proprio repertorio e aggiunto qualche canzone moderna. Per fortuna a quell\u2019epoca la sua vista gli permetteva ancora di leggere gli spartiti. Ormai doveva accontentarsi di quel che sapeva a memoria. Mentre attaccava la seconda strofa del lied, dei passi si fermarono, e poco dopo qualcuno inizi\u00f2 a cantare. Anche se non la vedeva bene in faccia, la voce da soprano era quella di una donna matura, un po\u2019 roca e incerta. Fu tanto sorpreso che la sua mano si ferm\u00f2, facendo stonare le corde. Subito anche la donna tacque, ma non se ne and\u00f2. Il vecchio attacc\u00f2 la strofa successiva e lei si un\u00ec di nuovo. Altre persone si fermrono, incuriosite: un cerchio di volti resi ancor pi\u00f9 sfocati dal vapore del loro fiato nell\u2019aria gelida della sera. Ud\u00ec qualche timido battimani e il tonfo di tre o quattro monete. Lui si concentr\u00f2 sulla donna, che aveva allungato la mano per lasciar cadere nella custodia qualcosa che non emise alcun rumore. La voce di lei gli sembrava familiare, e aveva acceso un barlume di curiosit\u00e0 tra le nebbie dense della sua rassegnazione. \u201cAspetti signora\u2026\u201d inizi\u00f2. Lei per\u00f2 si stava gi\u00e0 allontanando, e presto si confuse nella massa caotica di passanti e nell\u2019alone dorato delle luci natalizie. Era trdi, e il freddo gli rendeva sempre pi\u00f9 difficile suonare, cos\u00ec radun\u00f2 le monete per metterle al sicuro nel cappotto. Fu sorpreso nel trovare un rettangolo di carta. Dapprima trattenne il respiro, con la speranza che fosse una banconota, ma la carta era troppo liscia. Un po\u2019 delus, lo ficc\u00f2 in tasca, ripose la chitarra nella custodia e si alz\u00f2, barcollando un po\u2019 sulle gambe irrigidite. Giunto sotto il cavalcavia, dove dormiva nella bella stagione, pass\u00f2 in mezzo ai giacigli improvvisati fino a raggiungere Mario, che aveva ancora una vista buona.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201ccavolo\u201d esclam\u00f2 l\u2019uomo, quando gli mostr\u00f2 il pezzo di carta. \u201cCosa? Che c\u2019\u00e8 scritto?\u201d \u201cMille euro c\u2019\u00e8 scritto. Porca miseria\u2026\u201d. \u201cMille che?\u201d. \u201cNon \u00e8 un biglietto, \u00e8 un assegno, scemo. Dove l\u2019hai trovato?\u201d. Il vecchio rimase senza parole, si limit\u00f2 ad allungare la mano per riprenderlo. Alla sua mente si affacci\u00f2 l\u2019immagine di se stesso, un vecchio sporco e male in arnese, che si presentava in banca per riscuoterlo. Forse si sarebbe trovato a dover convincere la polizia che gliel\u2019avevano dato come elemosina. Sorrise, al pensiero, e a quel movimento inusuale le sue labbra si riempirono di crepe, come argilla secca. \u201cSe riesci a incassarlo, almeno offri da bere\u201d. Il vecchio mugugn\u00f2 qualcosa in risposta, mentre ripensava alla donna che doveva aver lasciato l\u2019assegno. Magari era una di quelle riccone un po\u2019 svitate a cui piace fare regali casuali ai bisognosi. C\u2019era anche la possibilit\u00e0 che l\u2019avesse lasciato cadere per sbaglio, al posto di una banconota. Tenne via l\u2019assegno, ma continu\u00f2 a sperare che la sconosciuta tornasse. Nei giorni seguenti suon\u00f2 con pi\u00f9 convinzione, sempre con un orecchio teso a percepire passi che si fermavano. L\u2019aria nel frattempo si era fatta pi\u00f9 pungente, ma decise che avrebbe resistito almeno fino alla vigilia di Natale, perch\u00e9 era un peccato non sfruttare lo spirito natalizio, nonch\u00e9 l\u2019ingrossarsi stagionale dei portafogli. Il via vai si era intensificato, cos\u00ec come l\u2019esuberanza delle voci e lo splendore delle luci lungo la via,&nbsp; ma anche le stelle nella sua custodia aumentavano, raggruppandosi in piccole galassie. Da qualche parte veniva l\u2019eco di una musica natalizia suonata al violino. Il musicista non era molto esperto, ma probabilmente era pi\u00f9 giovane e vivace di lui. Resistette per un po\u2019 alla tentazione di competere, ma quando un bambino disse ad alta voce che voleva sentire Bianco Natale, si rassegn\u00f2 e attacc\u00f2 la melodia. Fu allora che la voce si fece udire di nuovo. La gente intorno a lui si gir\u00f2 per vedere chi cantasse, e la donna ne approfitt\u00f2 per venire pi\u00f9 avanti. Il vecchio si impose di continuare a suonare, anche perch\u00e9 il bambino si era unito, e subito dopo lo fecero un altro paio di persone. Alla fine ci furono applausi e risatine, prima che molti si disperdessero per continuare i loro acquisti. Temendo che la sconosciuta potesse dileguarsi un\u2019altra volta, guard\u00f2 diritto verso di lei. \u201cSignora, l\u2019altro giorno mi ha lasciato un assegno cospicuo. Mi sentirei pi\u00f9 a mio agio se sapessi perch\u00e9\u201d. Dopo un lungo momento di silenzio, la donna parl\u00f2, con voce bassa e riluttante. \u201cHo studiato canto da piccola, ma senza molto successo. Forse perch\u00e9 non \u00e8 mai stata una vera passione, era mio padre che ci teneva. Mio figlio Lucio invece \u00e8 molto dotato. Sta facendo una brillante carriera, lo chiamano nei teatri di tutto i mondo: Vienna, New York, Londra. Ha deciso di accantonare parte dei guadagni per gli ex musicisti in difficolt\u00e0\u201d. \u201cAllora \u00e8 per questo che mi ha dato l\u2019assegno?\u201d. Gli parve di vederla scuotere la testa. \u201cParlando con vecchi musicisti in pensione, Lucio ha saputo che uno di loro aveva suonato con suo nonno e a iniziato a fare ricerche, scoprendo che l\u2019ultima volta era stato visto qui qualche anno fa. Ho dovuto confessargli che non era morto quand\u2019ero piccola, come gli avevo detto\u201d. Il vecchio apr\u00ec la bocca per domandare, ma cap\u00ec che non ce n\u2019era bisogno. \u201cSono venuta a cercarti solo per lui, ma dopo aver scoperto come vivevi ho pensato che forse Lucio avrebbe preferito non conoscerti. Potr\u00f2 almeno dirgli in tutta sincerit\u00e0 che il suo assegno \u00e8 andato a un vecchio musicista bisognoso\u201d. \u201cLeonora\u2026\u201d mormor\u00f2, e quel nome pareva cavato a forza da un cassetto sigillato. Sua figlia per\u00f2 non gli prestava pi\u00f9 attenzione: si era alzata il bavero del cappotto e si era gi\u00e0 avviata lungo il marciapiede. Lui prese un sorso di vino e si strofin\u00f2 le mani, mentre rivedeva quelle stesse dita, con quarant\u2019anni di meno, che pigiavano tasti pr accompagnare i vocalizzi di una bambina di nove anni. Allora era un uomo diverso, con una famiglia, una carriera, e un sacco di ambizioni. Le stelle del suo cielo erano fatte di sogni, non di monete.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in qualche modo era riuscito a far naufragare la propria vita all\u2019angolo di una strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Tast\u00f2 la tasca per assicurarsi che l\u2019assegno ci fosse ancora. Con esso avrebbe potuto pagarsi un posto caldo dove passare l\u2019inverno, cibo decente e medicine. Il Dio dei musicisti spiantati avrebbe dovuto attendere un po\u2019, prima di reclutarlo nella sua orchestra celeste.<\/p>\n\n\n\n<p>Decise di suonare un\u2019ultima canzone prima di andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Baldo.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14552\"> (62)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14552\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14552\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vecchio pos\u00f2 la chitarra. 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