{"id":14534,"date":"2023-01-07T21:56:02","date_gmt":"2023-01-07T20:56:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14534"},"modified":"2023-01-07T21:56:03","modified_gmt":"2023-01-07T20:56:03","slug":"tormentoni-linguistico-lessicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14534","title":{"rendered":"Tormentoni linguistico-lessicali"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono quelli che vengono ripetutamente e ossessivamente ripetuti senza rendersi conto di scimmiottare altri che hanno usato gli stessi termini che, se pur esatti, una volta ripetuti a pappagallo, perdono di significato e dimostrano la corda sottilissima che copre una certa ignoranza e pigrizia mentale. Sono i microfoni dei luoghi comuni ripetuti con certezza scientifica di chi non sa cosa stia dicendo.<\/p>\n\n\n\n<p>ASSOLUTAMENTE SI.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutti oramai rispondono con questa formula insignificante a qualsiasi domanda. Usano questo avverbio che, con tono perentorio, conferma in maniera assoluta il suo si. Guai a smentirli, capirebbero che li vogliamo far scendere dal loro piedistallo.<\/p>\n\n\n\n<p>IN BOCCA AL LUPO! Risposta: CREPI!<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 dovrebbe crepare colui che ci ha difeso e nutrito? La formula di augurio che gli antichi romani usavano nei confronti di chi andava a combattere o a svolgere una missione difficile, riconosceva infatti al lupo doti di protezione, memori del mito della lupa che allatt\u00f2 i fratelli fondatori della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>VIRGOLETTE, segnalando a braccia alzate e a dita ripieganti il segno tipografico. Sono oramai pi\u00f9 di quaranta anni che si \u201csegnalano\u201d in questo modo, penso che oramai si sia capito il significato del gesto e che non ci sia pi\u00f9 bisogno di ripeterlo. Grazie.<\/p>\n\n\n\n<p>LIBERTA\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo alto concetto che contorna la vita delle persone che da sempre lottano per essa, oggi, i persuasori occulti che indirizzano le campagne pubblicitarie, ci fanno credere che la libert\u00e0 \u00e8 quell\u2019auto, quella compagnia telefonica o di rivendita di elettricit\u00e0, o di quelle scarpe o di quel dolciume. Notate con fastidio lo stridore di quella parola ripetuta e oramai priva di significato in ogni slogan, come un tempo facevano solo certi politicanti che la \u201crivendicavano in nome del popolo\u201d. E cos\u00ec, reiterando lo stesso concetto demagogico, ci viene urlata, ribadita e nullificata in nome del dio danaro, l\u2019unico che abbia potuto sostituire la centralit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0: o compri quel prodotto o non sei autorizzato a sentirti libero.<\/p>\n\n\n\n<p>FELICITA\u2019. Ho sentito una giovane coppia di sposi dirsi che per essere felici, bisognava iscriversi ad un corso che insegnava ad esserlo. Forse avrebbero fatto bene a farlo visto che passano il poco tempo insieme a urlarsi contro, oppure seguire il richiamo di quella Regione che solo andando a passare le vacanze da loro si potr\u00e0 conoscere cosa sia la felicit\u00e0! Questa commerciale idiozia te la senti ripetere con tale continuit\u00e0 che, se eri sereno, poi cominci a pensare in che modo un slavina potrebbe mettere fine a questo slogan.<\/p>\n\n\n\n<p>IL FILO ROSSO che collega vari fatti, eventi, luoghi, persone, solitamente messi in fila da qualche giornalista. Ma perch\u00e9 rosso? Rosso di che? Sangue? Lava? Sugo di pomodoro? Marmellata di lamponi?<\/p>\n\n\n\n<p>IL \u201cRECOVERI FAUND\u201d ossia la versione pronunciata all\u2019italiana del \u2018 recovery fund\u2019 post-Covid che l\u2019UE ci mette a disposizione. All\u2019italiana, pronunciato faund, suona come \u201cfound\u201d, qualcosa che qualcuno ha smarrito, come una banconota sul marciapiede, sulla quale mettere rapidamente il piede e da intascare in fretta prima che la veda qualcun altro. A pensarci bene mi sa che la pronuncia all\u2019italiana \u00e8 quella giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>LO STARE SUL PEZZO. Che sia di origine giornalistica o industriale o militare, che sia gergo di redazione o di fabbrica o da trincea, che ricordi Charlot nella catena di montaggio o Montanelli con la Lettera 22 seduto sulla custodia, o le trincee del Carso rimbombanti e fumanti di cannonate, la locuzione \u00e8 claustrofobica, soffocante, opprimente, segno di quel misto di colpa e obbligo che lega pi\u00f9 di una catena:\u201d non ti alzi da tavola finch\u00e9 non hai finito quello che hai nel piatto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDIMOSTRA DI NON ESSERE UN ROBOT\u201d. Sempre pi\u00f9 siti web mi fanno questa domanda. Ora, seriamente, come faccio a rispondere? Ho provato a cercare sportellini nascosti sotto l\u2019ascella e a ficcarmi un cacciavite nell\u2019ombelico: finora non ho trovato circuiti di nessun genere. Ma non si pu\u00f2 mai sapere: magari sono sulla schiena.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c RISPARMIARE ALLA GRANDE\u201d, detto dello Yeti, o dei Capuleti e i Montecchi, per trasformarsi in vantaggi se compri da Amazon: intanto \u201calla grande\u201d \u00e8 espressione sciatta del XXI\u00b0 secolo, riferita a personaggi o mitologici e storicamente vetusti fa veramente a cazzotti col buon senso: in pi\u00f9 quale senso possa avere per un (mitologico) abitante delle montagne pi\u00f9 inospitali \u201crisparmiare\u201d \u00e8 davvero scarsamente comprensibile, e altrettanto quale vantaggio procuri il risparmio a famiglie attraversate da odi atavici \u00e8 ugualmente difficile da capire. Infine che c\u2019azzecchi Amazon con tutto ci\u00f2 lo si deduce dalla conclusione pubblicitaria, ma resta un mistero.<\/p>\n\n\n\n<p>RESILIENZA.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostantivo. Utilizzato in un ventaglio di settori tecnologici, infatti non \u00e8 una parola nuova, ma che \u00e8 stata essenzialmente coniata per spiegare pochi spazi in ristretti ambiti. In buona sostanza significa adattarsi per poi ripartire. Dopo i provvedimenti degli ultimi governi ha assunto un notevole spazio che \u00e8 diventato modaiolo, appunto un tormentone. Lo troviamo alla fine della sigla pi\u00f9 sbandierata dei governi: Piano Nazionale di Ripresa e <em>Resilienza. <\/em>Ma, quindi, dobbiamo resistere alla troppa resilienza?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCAMBIAMO DECISAMENTE ARGOMENTO\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si perch\u00e9 per sottolineare il cambio di argomento questo passaggio va fatto con molta decisione. Che poi si cambi dal dire nulla al niente non ha importanza. Gi\u00e0 perch\u00e9, non so ce ci avete fatto caso, ma i circa 30 minuti dedicati ai telegiornali per fare informazione, questa \u00e8 diventata merce sempre pi\u00f9 rara. Si passa in modo spiccio e privo di informazioni sostanziali per capire il senso dentro la notizia, dall\u2019ultima disgrazia, terremoto o morti sul lavoro, all\u2019ennesimo femminicidio, e quindi \u201cPASSIAMO ALLA POLITICA\u201d. Come se le frane dovute all\u2019abusivismo, i morti sul lavoro non siano \u201cpolitica\u201d. Questa infatti \u00e8 dedicata alle ultime veline fornite dal governo. I giornalisti ancora non hanno capito che \u2018tutto \u00e8 politica\u2019. E intanto sono passati circa 20 minuti dei 30 in dotazione. Gli ultimi 10 vengono dedicati a cosa pi\u00f9 ci deve interessare: il gossip. Cosa ci sia dentro la borsetta della regina di turno, al divorzio dei divi che litigano per i diritti ereditari, e alla promozione dell\u2019ultimo disco di qualche illustre sconosciuto. Ed \u00e8 cos\u00ec che ci invitano a \u201ccambiare decisamente argomento\u201d e ad ignorare non solo il senso stesso di questa finta informazione, ma ad ignorare l\u2019informazione stessa. Tanto c\u2019\u00e8 gi\u00e0 l\u2019algoritmo che decide e pensa per te. E per sapere cosa accade nel mondo oltre che a casa nostra, utilizziamo i mangia neuroni elargiti da una certa informatica.<\/p>\n\n\n\n<p>BOMBE D\u2019ACQUA!<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono pi\u00f9 piovaschi o forti rovesci. Sono termini desueti, troppo familiari e in tempo di scoop e gossip coloro che promettono sfracelli meteorologici devono trovare termini adeguati, che attirino subitanea attenzione. E cosa c\u2019\u00e8 che crei pi\u00f9 ansia e paura di una bomba anche se d\u2019acqua? \u00c8 del tutto chiaro che i nostradamus di casa non sono mai stati nei Caraibi o all\u2019equatore dove, quando all\u2019improvviso piove, l\u2019acqua non cade come da noi, ma vi investe in modo orizzontale e non c\u2019\u00e8 modo di ripararsi. Dura circa 10\/ 15 muniti, poi smette di colpo cos\u00ec come si \u00e8 presentata. Ti ritrovi con le ossa da strizzare, ma ecco che esce il sole e con 5 minuti di attesa ti ritrovi asciutto, vestiti compresi.<\/p>\n\n\n\n<p>FREDDO SIBERIANO.<\/p>\n\n\n\n<p>O \u00e8 cos\u00ec o non fa freddo. Poi, dopo l\u2019ennesima preoccupazione causata da tromboni meteo, verifichi timidamente fuori dalla finestra come vanno le cose e decidi che con un maglione si \u00e8 ben protetti. Vi do un esempio di cosa sia il freddo siberiano: per rifornire Stalingrado assediata dai nazisti, si decise di far passare una ferrovia sul lago Baikal. Si stesero binari e traversine e finalmente i soccorsi poterono arrivare a destinazione. Si avete letto bene, una ferrovia su un lago! L\u2019acqua era un poco freddina e gelava solidamente. Nelle citt\u00e0 centrali della Siberia si vive e si lavora anche con 50\/60 gradi sotto zero. Per nostra fortuna geografica, quel freddo non arriver\u00e0 mai da noi, ma non fatelo sapere ai meteopatici delle nostre visionarie tv, perch\u00e9 dovranno trovare altri terrificanti termini per avvisarci del pericolo incombente.<\/p>\n\n\n\n<p>OKKEI!<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa dire poi dell\u2019asservimento culturale a quella barbara lingua che si parla in una piovosa isola che una volta possedeva un immenso impero e che dopo decenni ancora non ha capito che quell\u2019impero non esiste pi\u00f9? Vanno avanti con la soap opera del loro sistema regnante che \u00e8 quanto di pi\u00f9 anacronistico sistema di governo esistente e non riescono, tra uno scandalo di corte e l\u2019altro, a darsi una costituzione, ed emulati nel tono, nella lingua e nella prosopopea, dai loro discendenti oltre oceano che, convinti servitori e distributori della \u201cdemocrazia\u201d nel mondo, hanno sparso i loro dittatoriali metodi fin sulle nostre indifese sponde tanto da convincerci che la lingua di Dante sia obsoleta e che quindi, senza bisogni di dare spiegazioni, spicciamente dicono: si fa cos\u00ec, OKKEI? E senza attendere risposta, certi che verranno ubbiditi senza timori, riaffermano perentoriamente subito il primo il secondo OKKEI!<\/p>\n\n\n\n<p>Testi elaborati da: Andrea Cantaluppi, (che si assume ogni responsabilit\u00e0), Alberto Cammozzo, Claudio Treves.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14534\"> (44)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14534\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14534\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 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