{"id":14374,"date":"2022-05-31T14:08:26","date_gmt":"2022-05-31T12:08:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14374"},"modified":"2022-05-31T14:08:27","modified_gmt":"2022-05-31T12:08:27","slug":"la-baita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14374","title":{"rendered":"La baita"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Perfino ora che \u00e8 morto riesce a crearmi delle difficolt\u00e0. <\/em>Questo penso mentre guardo i fianchi ripidi della gola scorrere fuori del finestrino del pullman. Il frastuono dell\u2019acqua rimbalza tra le pareti aspre e brulle, dove l\u2019ultima neve resiste nei punti pi\u00f9 in ombra. Solo qualche ciocca viola di crochi spunta a ricordarmi che la primavera \u00e8 iniziata.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo era sempre un momento emozionante, un fremito nel sangue, un dilatarsi dei polmoni del mondo. Questo prima che la mamma si ammalasse, da allora niente pi\u00f9 vacanze in montagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi \u00e8 venuto il trasloco, la nuova moglie e i due figli troppo piccoli per viaggiare. Dopodich\u00e9 me ne sono andata io, anche se l\u2019universit\u00e0 a Roma era pi\u00f9 che altro una scusa, per poter smettere di occuparmi di due mocciosi piagnucolanti che dovevo chiamare fratelli, e di parlare ogni santo giorno con quella donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Un raggio di sole improvviso e invadente mi colpisce dritto negli occhi, costringendomi a schiuderli. Quando li riapro, le pareti a picco sono scomparse.<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno a me si allargano verdi prati pianeggianti, e all\u2019orizzonte spunta un gruppetto di tetti rossi. Un vibrare della borsa mi avvisa che il telefono prende di nuovo, ma ora non ho tempo di guardare i messaggi, perch\u00e9 il pullman sta rallentando per fermarsi nella piccola piazza di Imer. Appena scesa mi guardo intorno per qualche istante, finch\u00e9 dal bar di fronte esce di corsa un ometto anziano, con due chiazze rosse che spiccano sulle guance. Mi viene incontro e mi stringe la mano in una morsa, con un sorriso che gli raggrinzisce il viso cotto dal sole. \u201cEccomi! Ho pensato di farmi un grappino mentre aspettavo\u201d. \u201cNessun problema\u201d rispondo. \u201cIn realt\u00e0 avrei preso la coincidenza, senza disturbare nessuno\u201d. \u201cMa quale disturbo? E poi avresti aspettato due ore\u201d. Senza lasciarmi la mano, mi trascina verso un pick-up malandato parcheggiato accanto alla fontana. \u201cNon c\u2019\u00e8 traffico a quest\u2019ora\u201d dice Beppi, mettendo in moto. \u201cArriveremo in mezz\u2019oretta\u201d. \u201cNon importa, purch\u00e9 io riesca a prendere l\u2019ultimo pullman che scende\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada si infila in un\u2019altra stretta valle, risalendo il corso del torrente Vanoi. L\u2019acqua forma gorghi spumeggianti tra le rocce ai piedi delle cascatelle e, qui e l\u00e0, si raccoglie in pozze pi\u00f9 profonde di un blu glaciale, che scintillano come zaffiri liquidi. Passato Canal S. Bovo, lungo la strada si incontrano solo segherie, e sui pendii spicca l\u2019occasionale macchia bianca di qualche capra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il posto non \u00e8 cambiato granch\u00e9 dall\u2019ultima volta che ci sono passata. Ricordo che la mamma si lamentava per le buche e pap\u00e0 per le cassette di musica classica che lei si ostinava a mettere. Era l\u2019estate dopo la terza media, e sembrava che nella mia vita tutte le strade si stessero aprendo. Invece, a mia insaputa, le cose avrebbero gi\u00e0 imbroccato la discesa libera della fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Beppi mi lancia occhiate, come sul punto di dire qualcosa, cos\u00ec rompo il silenzio per prima. \u201cCome sta Gemma?\u201d. Ne ho solo un vago ricordo: una lunga traccia, denti un po\u2019 sporgenti e un\u2019orribile gonna scozzese. L\u2019altro si rabbuia. \u201cDa quando \u00e8 andata a stare a Belluno la vedo solo per le vacanze. Continua a dirmi \u201cPap\u00e0, prenditi un cellulare\u201d. Ma io non lo saprei neanche usare. Comunque aggiunge, \u201csta bene, ha un buon lavoro e tre figli. Sar\u00e0 contenta quando le dico che ti ho vista\u201d. \u201cOh, neanche si ricorder\u00e0\u2026\u201d. \u201cMa se veniva sempre da me per lamentarsi: \u201cLa Gabri ha un paio di Levis bellissimi\u201d o \u201cHa questo nuovo mangiacassette con le cuffie\u201d. Beppi sospira. \u201cEh, vent\u2019anni fa le novit\u00e0 qui arrivavano quando erano gi\u00e0 fuori moda. Ma i tempi sono cambiati\u201d. \u201cA me pare rimasto tutto uguale\u201d. \u201cI giovani ormai vanno via tutti, e al loro posto arrivano i turisti. Ci sono continui lavori per sistemare le strade e per la linea internet\u201d. Guardo di sfuggita il telefono che ho in mano. Ci sono messaggi dl lavoro, e uno di Marco, che vuole sapere se sono arrivata. In questi ultimi giorni mi tratta come se fossi di vetro, come se potessi andare in pezzi da un momento all\u2019altro per la morte di qualcuno che non vedevo da una vita. Risponder\u00f2 pi\u00f9 tardi. Beppi si schiarisce la gola. \u201cMi dispiace per tuo pap\u00e0. Non veniva pi\u00f9 spesso, ma ne ho un buon ricordo\u201d. Ecco. Sapevo che se gliene davo occasione l\u2019avrebbe detto. \u201cEra molto cambiato, non l\u2019avresti riconosciuto\u201d. \u201cIn realt\u00e0 l\u2019ho visto solo pochi mesi fa\u201d. Aggrotto la fronte. \u201cCredevo fosse malato da tempo\u201d. \u201cSi, infatti non stava molto bene, ma ha voluto vedere la baita. Pensa che \u00e8 venuto da solo\u201d. \u201cVoleva venderla?\u201d. \u201cNo, non ha parlato di vendere. Si \u00e8 fatto portare su, e mi ha chiesto di continuare a darci un occhio\u201d. \u201cSei stato gentile\u201d. L\u2019altro scrolla le spalle. \u201cNon mi costava niente, visto che la mia \u00e8 l\u00ec attaccata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada prosegue tutta curve, finch\u00e9, disteso lungo il torrente, appare il paesino di Caoria. Sopra le vecchie case costruite nello stile semplice di montagna, spicca il campanile bianco della chiesa, con la sua cupola metallica a forma di cipolla che cattura i raggi del sole. L\u2019auto prosegue, attraversa un ponte di legno e si lascia il paese alle spalle. Poco pi\u00f9 avanti Beppi imbocca un sentiero che si inerpica su per il bosco, litigando con la frizione, mentre il furgone procede a balzi. Quando gli alberi si aprono, sulla destra si allarga un ampio prato con una dozzina di casupole costruite in legno e sassi. Un tempo erano usate dai pastori come rifugio e deposito nei mesi estivi, ma ora sono tutte chiuse. Non c\u2019\u00e8 anima viva. Scendo e mi abbottono il giubbino per proteggermi dall\u2019aria fredda. Solo poche baite, forse convertite in case per vacanze, sono in buone condizioni. Le altre sembrano abbandonate. Qui e l\u00e0, sotto gli alberi che circondano il prato, spuntano chiazze bianche. Una distesa di bucaneve, molti ancora in boccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Se venivamo in questa stagione, mamma ne coglieva sempre un mazzolino che metteva in un bicchiere sbeccato, sulla tavola del nostro alloggio in affitto gi\u00f9 in paese. Tenere la baita dei nonni era stato un capriccio di pap\u00e0, con la vaga idea di ricavarne prima o poi una vera casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0 che sono qui, vado a controllare la mia\u201d dice Beppi, con il palese intento di lasciarmi sola. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo solo entrare, vedere le condizioni e decidere se posso ricavarci qualcosa o no. Punto.<\/p>\n\n\n\n<p>La baita&nbsp; in cima al prato, lambita dalle fronde di un grande abete. L\u2019interno \u00e8 buio e sa di legno umido, il sole che filtra tra le asi illumina&nbsp; nuvole di polvere sospesa. C\u2019\u00e8 ben poco qui: un tavolo, due panche, una bassa credenza. Non so perch\u00e9 sono venuta. Dopo dieci anni di silenzio arriva la telefonata di quella donna per dire che pap\u00e0 \u00e8 morto e mi ha lasciato la baita. Poi comincia con una tiritera sulle difficolt\u00e0 degli ultimi anni, i debiti\u2026 Ma chi le ha mai chiesto niente? Ho smesso di ascoltare, sobbalzando solo quando ha iniziato a dire quanto pap\u00e0 era dispiaciuto e quanto avrebbe voluto farsi vivo, specie dopo essersi ammalato, e di come temesse di farmi sentire in obbligo.. bla, bla. Per tagliare corto, le ho promesso che sarei venuta a vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto per fare qualcosa, apro le ante della credenz, e resto a bocca aperta nel trovarci una grossa scatola di plastica. Sembra nuova, e a differenza del resto ha solo un sottile velo di polvere.<\/p>\n\n\n\n<p>Incuriosita, la porto sul tavolo per aprirla. Dentro c\u2019\u00e8 un vecchi gatto di peluche. Fuffi! Ero certa fosse stato buttato molto tempo fa. Ci sono anche altre cose: pagelle, disegni, un paio di babbucce rosa da neonato lavorate a maglia, il bracciale del battesimo\u2026 Un grosso plico di foto. Quelle di famiglia fino ai miei quindici anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fondo noto una lettera. La grafia \u00e8 tremolante e stento a riconoscerla.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cara Gabri, se leggi questa\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Scorro in fretta il resto: cure poco efficaci, pessimismo dei medici; i molti errori passati; la mia ostinazione nel non voler accettare la nuova famiglia, e i suoi tentativi inutili di mettere pace; la voglia di cercarmi senza trovare mai il coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2026 quindi ti capisco se vorrai venderla, ma \u00e8 un pezzo del mio cuore e devo almeno provare. Io non ci sono pi\u00f9 venuto, era troppo triste. E ora mi chiedo se&nbsp; non ti ho dato l\u2019impressione sbagliata: che avevo cancellato il passato, i momenti spensierati qui nel Primiero e, soprattutto, tua madre. Ma uno fa quel che pu\u00f2 per affrontare i cambiamenti, specie quelli dolorosi, e per me era pi\u00f9 facile provare a dimenticare. Spero che mi perdonerai e che farai un pensiero sul tenere la baita. Magari un giorno ci porterai i tuoi figli. Niente mi farebbe pi\u00f9 felice. Con affetto, pap\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fuori trovo Beppi che sorride. \u201cAh, ecco per chi era la scatola. Quando l\u2019ho portato qui, l\u2019ultima volta, ha detto solo che questo era il suo posto. Ho pensato non ci fosse pi\u00f9 di tanto con la testa\u201d. S\u2019interrompe, imbarazzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sistemo la scatola nel pick-up, ma prima mi chino a raccogliere un bucaneve, che infilo in mezzo alla lettera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora , cos\u2019hai deciso?\u201d. Chiede Beppi, mentre torniamo a Imer. \u201cSe la vendi, posso farla vedere io ai compratori, senza che vieni su apposta\u201d. Scuoto la testa, lasciando vagare lo sguardo sulla striscia argentea del torrente al mio fianco. \u201cGrazie, ma vorrei pensarci ancora un po\u2019. Se non ti dispiace continuare a darle un occhio\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14374\"> (38)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14374\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14374\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perfino ora che \u00e8 morto riesce a crearmi delle difficolt\u00e0. 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