{"id":14224,"date":"2021-11-30T18:10:38","date_gmt":"2021-11-30T17:10:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14224"},"modified":"2021-11-30T18:10:40","modified_gmt":"2021-11-30T17:10:40","slug":"re-porchetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14224","title":{"rendered":"Re porchetto"},"content":{"rendered":"\n<p>A un re, non si sa per magia o per disgrazia, nacque un figlio maiale, di pelle rosa e grugno tondo. Lo chiamavano re Porchetto, e lui rispondeva a tono, perch\u00e9 era ben educato e molto alla mano. Per\u00f2 ogni tanto faceva i capricci e suo padre si disperava.<\/p>\n\n\n\n<p>Figlio mio, che ti manca? \u2013 gli chiedeva, facendogli il solletico dietro l\u2019orecchio. \u2013 Mi manca la sposa, mi manca la sposa! \u2013 grugniva lui tutto arrabbiato. Ma una ragazza che volesse sposarsi con un maiale, anche se era figlio di re, non si trovava. Dai e dai, alla fine convinsero il fornaio a mandare a corte la sua figlia maggiore: e pur di vederla regina, lui disse di si. Cos\u00ec re Porchetto si fidanz\u00f2 e subito si fecero le nozze. Il giorno del matrimonio, per\u00f2, si present\u00f2 in chiesa sporco di fango e di altre cose che non si dicono e inzaccher\u00f2 il velo della sposina. Allora lei gli diede un calcio dicendo:<\/p>\n\n\n\n<p>Torna nel porcile, che quello \u00e8 il tuo posto! -. Questa me la paghi! \u2013 grugn\u00ec re Porchetto, e infatti al mattino dopo la sposa era bell\u2019e morta, stesa nel letto con il velo in testa e l\u2019anello al dito. Re Porchetto riprese a fare i capricci e faceva dannare re e cortigiani. \u2013 Mi manca la sposa, mi manca la sposa! \u2013 grugniva di notte e di giorno. e dai e dai, convinsero il fornaio a mandare a corte la seconda figlia: se la prima era finita male, forse l\u2019altra avrebbe avuto pi\u00f9 fortuna. Ma le cose andarono proprio nello stesso modo: re Porchetto mise le zampe sudicie sullo strascico della sposa e strofin\u00f2 il grugno sporco sulla gonna. \u2013 Torna nel porcile, che quello \u00e8 il tuo posto! \u2013 disse lei dandogli un calcio. E il giorno dopo la trovarono morta tale e quale alla sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Re Porchetto non si calmava e continuava a chiedere la sposa mattina e sera. Cos\u00ec anche la terza figlia del fornaio venne a corte: e siccome era bella e gentile, tutti la compativano, convinti che neanche lei l\u2019avrebbe scampata. Ma quando re Porchetto, pi\u00f9 sporco che mai, venne a strofinarsi alle sue gonne, lei gli fece il solletico e gli pul\u00ec il muso con la manica, poi lo baci\u00f2 sul naso senza schifarsi. La mattina dopo, eccola l\u00ec tutta allegra e soddisfatta, e anche re Porchetto era contento: si vede che aveva trovato la moglie giusta. La sposa per\u00f2 s\u00ec era messa in mente che suo marito non fosse quel che sembrava, perch\u00e9 di notte, nel letto, odore di maiale non ce n\u2019era, e a toccare re Porchetto si sentiva pelle liscia e non grugno e setole. Una notte, perci\u00f2, accese una candelina per poterlo guardare. E cosa vide? Vicino a lei dormiva un giovanotto, ma cos\u00ec bello, ma cos\u00ec bello che neanche dipinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre faceva luce, per\u00f2, una goccia di cera cadde sul braccio del principe, che si svegli\u00f2 e subito salt\u00f2 su gridando: &#8211; Che hai fatto! Adesso ti toccher\u00e0 cercarmi finch\u00e9 non avrai consumato sette paia di scarpe di ferro, sette mantelli di ferro e sette cappelli di ferro. E riempito sette fiaschi di lacrime, versate goccia a goccia!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi spar\u00ec e non se ne seppe pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>La sposa pianse e si disper\u00f2, poi si fece fare scarpe, mantelli e cappelli di ferro e si mise in cammino, piangendo una lacrima ad ogni passo. Cammina cammina, una notte arriv\u00f2 in cima a un monte dove c\u2019era una casetta. Buss\u00f2 per chiedere pane e letto, e le venne ad aprire una vecchina alta mezzo palmo. \u2013 Figlia mia \u2013 le disse . in questa casa non entra nessuno mai, perch\u00e9 ci abita il Vento di mezzanotte, e quando torna, guai se trova carne cristiana sotto il suo tetto! Ma lei piangeva e si raccomandava, e alla fine la vecchia, impietosita, la fece entrare. Ed ecco arrivare il Vento di mezzanotte, con il suo gran naso che fiuta tutto intorno! \u2013 Snif, snaf, snuf! C\u2019\u00e8 qualcuno qui! -. E la vecchia: &#8211; E\u2019 solo un\u2019impressione, lavati le mani che metto in tavola!<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec lui mangi\u00f2 e se ne and\u00f2 a letto. Al mattino presto la vecchina chiam\u00f2 la ragazza e la mand\u00f2 via: &#8211; Svelta, prima che si svegli! E per ricordo mio prendi questa castagna: ma bada di aprirla solo quando ne avrai davvero bisogno!<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina cammina, la povera fanciulla si trov\u00f2 in cima ad un altro monte, proprio mentre cadeva la sera. E siccome l\u00e0 c\u2019era una casetta, buss\u00f2 per chiedere ospitalit\u00e0. Venne ad aprire una vecchina alta un palmo, che disse: &#8211; Figlia mia, fuggi da questa casa. Qui ci abita la Saetta, e se ti trova ti arrostisce! -. Ma lei piangeva e si raccomandava, e ala fine la vecchia la fece accomodare e la nascose. Ma ecco che arriva la Saetta:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Zup, zip, zap! C\u2019\u00e8 qualcuno qui! \u2013 Non dire stupidaggini, &#8211; gli rispose la vecchia \u2013 Togliti gli stivali piuttosto, che metto in tavola. La Saetta mangi\u00f2 e se ne and\u00f2 a letto. Al mattino presto la vecchia svegli\u00f2 la ragazza e la mand\u00f2 via: &#8211; Svelta, prima che si svegli! Eccoti una noce: te la regalo, ma tu aprila solo se ne avrai bisogno!<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina cammina, in piena notte la ragazza si trov\u00f2 di nuovo su un\u2019alta montagna. Anche l\u00e0 c\u2019era una casetta, e le cose andarono proprio come le altre volte, solo che stavolta il padrone di casa era il Tuono. La ragazza, per fortuna, la scamp\u00f2 ed ebbe in dono una nocciola. Ormai di strada ne aveva fatta parecchia, e scarpe, mantelli e cappelli erano bell\u2019e consumati. Quanto ai fiaschi, un\u2019altra lacrima li avrebbe fatti traboccare. Intanto si era avvicinata a una citt\u00e0 piena di bandiere, dove si faceva festa nelle strade. Le spiegarono che la figlia del conte stava per sposarsi con un principe forestiero, e lei, non si sa perch\u00e9, si mise in testa che doveva essere re Porchetto ma entrare nel castello del conte non era facile, e pensa pensa, alla fine decise di aprire una Castagna. Dentro c\u2019erano gioielli come non ne aveva neppure la moglie dell\u2019imperatore, e la ragazza and\u00f2 a venderli sotto le finestre del castello. La figlia del conte, come li vide, subito li volle comprare. La ragazza le disse che glieli dava per nulla, se lei la faceva dormire per una notte nella stanza del principe. \u2013 Va bene, ci sto \u2013 disse la figlia del conte, e si prese i gioielli.&nbsp; Al fidanzato diede il sonnifero, e lui dorm\u00ec tutta la notte. La ragazza, quando lo vide, lo riconobbe subito: era proprio re Porchetto, bello come non mai. Perci\u00f2 lei si mise a chiamarlo piangendo: &#8211; le scarpe le ho consumate, i mantelli e i cappelli son diventati ragnatele, i sette fiaschi sono pieni, marito mio: adesso svegliati e dimmi che mi hai perdonato! \u2013 Ma re Porchetto non si svegliava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo lei ruppe la noce, e ne vennero fuori vestiti e gonnelle tutti pizzi e fiocchi, roba fina, roba da regina! La figlia del conte li voleva a tutti i costi, e la ragazza chiese in cambio, di poter dormire per una notte nella stanza del principe. Ma anche questa volta, imbottito di sonnifero, re Porchetto non si svegli\u00f2. Allora la ragazza ruppe anche la nocciola, ed ecco apparire carrozze d\u2019oro e cavalli con briglie d\u2019oro, guidati da un cocchiere in livrea. \u2013 Li voglio, li voglio! \u2013 disse la figlia del conte e la ragazza glieli diede alle stesse condizioni. Quella sera, per\u00f2 il principe fece solo finta di bere il sonnifero. La ragazza riusc\u00ec finalmente a svegliarlo, e il principe l\u2019abbracci\u00f2: in fondo era sempre la sua cara sposa, e si meritava un po\u2019 di riguardo per aver tanto penato. Poi si ripresero gioielli, vestiti, carrozze e cavalli, e con tutto quel ben di Dio tornarono a fare la bella vita al loro paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">E per chi l\u2019ha sentita<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">La storia \u00e8 gi\u00e0 finita;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">per chi non stava ad ascoltare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">posso anche ricominciare.<\/p>\n\n\n\n<p>(fiaba popolare piemontese )<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14224\"> (114)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14224\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14224\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 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