{"id":14094,"date":"2021-07-09T22:46:27","date_gmt":"2021-07-09T20:46:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14094"},"modified":"2021-07-09T22:46:29","modified_gmt":"2021-07-09T20:46:29","slug":"zezinho-luizinho-e-il-porcospino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14094","title":{"rendered":"Zezinho, Luizinho e il porcospino."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In un piccolo villaggio nel sertao brasiliano vivevano due fratelli: Zezinho e Luizinho. Il primo di 9 anni si vantava di non avere paura di nulla, sempre coinvolto in un\u2019avventura. Il fratello era un ragazzo timido, di quelli che quando parla \u00e8 sempre d\u2019accordo con il fratello, in tutta la sua lunga vita, 7 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita dei due era divisa tra la casa della nonna e quella della madre. Nella casa della madre avevano la funzione di portare il pranzo nel campo del padre. Finito il daffare quotidiano, una cosa che piaceva ai due era ascoltare il canto degli uccelli e, naturalmente, cercare di imitarli. Poi, c\u2019era anche da correre sotto la pioggia, e scommettere chi poteva scalare l\u2019albero pi\u00f9 alto della regione, la Barriguda. Entrambi sognavano grandi cose, che per loro erano poter volare e parlare con gli animali. Ma niente era pi\u00f9 interessante che passare i pomeriggi ad ascoltare la nonna Benta che raccontava storie. E le migliori erano quelle dei fantasmi, fino a quel giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno si svegliarono presto, bevvero latte e caff\u00e8, mangiarono frutta e presto sentirono la voce della madre che li chiamava: \u201cLuzinho, Zezinho venite qui!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E via, uno spingeva l\u2019altro, fecero come sempre un gioco per vedere chi avrebbe preso il pentolino di terracotta, dove c\u2019era il pranzo del padre, e sempre Luizinho perdeva. Mentre Zezinho andava avanti per la strada, il fratello brontolava con il pranzo in mano e fecero la strada a passo di lumaca, prendendo a calci i sassolini. Dopo la consegna del pranzo, era il momento migliore della giornata: ora di correre alla capanna di nonna Benta, che aspettava sempre con un couscous caldo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNonna! Sono qua!\u201d disse Zezinho.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnch\u2019io!\u201d disse Luizinho.<\/p>\n\n\n\n<p>Deliziati dal couscous della nonna, entrambi si avvicinarono a lei, accoccolata su una poltrona in salotto e si sedettero ai suoi piedi, con gli occhi spalancati e le orecchie attente, aspettando che la storia iniziasse, e lei ne raccont\u00f2 una, sempre condita da risate e domande, finch\u00e9 Luizinho, che non parlava quasi mai, chiese: \u201cNonna, avevi molti amici quando eri piccola?\u201d. La nonna, sorpresa dalle parole del nipote, lo osserv\u00f2 per un istante e parl\u00f2: \u201cIn realt\u00e0, avevo Aninha\u201d. \u201cAninha?\u201d ribatt\u00e9 Zezinho. \u201cUn\u2019amica che viveva ai piedi della <em>gameleria <\/em>(grande albero), quella gigante lungo il sentiero. Ogni giorno, quando andavo a portare il cibo a mio padre nel campo, lei appariva sotto la <em>gameleria <\/em>e giocavamo, era molto bello finch\u00e9\u2026\u201d. Improvvisamente una lacrima cadde dal viso di nonna Benta, e i bambini irrequieti dissero: \u201cCosa \u00e8 successo, nonna? Si \u00e8 ammalata, \u00e8 andata via?\u201d. \u201cNo!\u201d disse la nonna, \u201cmolto peggio\u201d. Un giorno stavamo giocando e parlando dei nostri genitori, e lei mi disse che i suoi genitori erano morti da molto tempo, che dall\u2019ora lei viveva su quell\u2019albero, e mi disse che non si ricordava che aspetto avessero!\u201d. I bambini, sentendo la tristezza di nonna Benta, la accolsero in un abbraccio collettivo. Ma la notte stava gi\u00e0 coprendo il cielo. \u201cE\u2019 ora di andare\u201d, disse la nonna, che si alz\u00f2 appoggiandosi al suo piccolo bastone. I bambini chiesero alla nonna la sua benedizione e partirono. Zezinho giocava a spingere suo fratello lungo il sentiero che portava alla loro casa. Luizinho cominci\u00f2 a cantare. Improvvisamente, vicino alla <em>gameleira, <\/em>il suo canto fu interrotto da un rumore di qualcosa o qualcuno, dietro a loro. Zezinho prese la spalla di suo fratello e disse: \u201cHai sentito?\u201d e il rumore si stava avvicinando. Zezinho che in genere non aveva paura, ora tremava., freddo nella pancia, calore nella schiena. Ma dovevano andare avanti: uno aggrappato alla mano dell\u2019altro, pregando di avere il coraggio di passare vicino all\u2019albero dove aveva abitato l\u2019amica della nonna. E il rumore li seguiva insistentemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Zezinho, il pi\u00f9 coraggioso, in un unico salto, ad occhi chiusi, super\u00f2 quella bianca figura di fantasma, e corse, facendo cadere Luizinho, e poi trascinandolo con se. Correva come non mai verso la capanna dove vivevano con sua madre, che gi\u00e0 sentiva in lontananza l\u2019urlo disperato di Luizinho che era stato investito da suo fratello e, pietrificato, era ancora voltato indietro, e si trovava faccia a faccia con il fantasma. La madre corse incontro ai suoi figli. Zezinho corse in casa e Luizinho url\u00f2: \u201c Arriva, mamma, arriva! Chiudi la porta!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre, armata di un bastone, and\u00f2 a vedere cosa stava arrivando, e con sua sorpresa era un povero porcospino spaventato che stava trascinando un ramo d\u2019albero, bloccato nelle sue spine. I ragazzi, ancora senza forze, si chiedevano cosa ci fosse stato davanti a loro. Chi o cosa c\u2019era dietro al porcospino, chi o cosa li segu\u00ec? E che cosa era quel rumore insistente? Ne parlarono con la nonna, ma lei cambiava argomento ogni volta che glielo chiedevano, e i due fratelli non hanno mai pi\u00f9 percorso quella strada da soli.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14094\"> (40)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14094\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14094\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un piccolo villaggio nel sertao brasiliano vivevano due fratelli: Zezinho e Luizinho. 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