{"id":14078,"date":"2021-06-19T18:41:39","date_gmt":"2021-06-19T16:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14078"},"modified":"2021-06-19T18:41:40","modified_gmt":"2021-06-19T16:41:40","slug":"lo-chiamero-andrea-forse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=14078","title":{"rendered":"Lo chiamer\u00f2 \u201cAndrea\u201d, forse\u2026"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"183\" height=\"275\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pio-Campo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14079\"\/><figcaption>Pio Campo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Da oggi pubblicheremo racconti brevi di Pio Campo, un danzaterapeuta che vive e lavora a Goias, Brasile.<\/p>\n\n\n\n<p>Passi che si snodano per sentieri sterrati, fra gli orti abusivi di un quartiere in disparte, a Milano. Ascolto le mie scarpe scricchiolare sui ciottoli e la ghiaia, gli occhi si perdono nelle recinzioni create con reti sbrindellate, letti dimessi, lavatrici e porte sfasciate. Il tutto compone un\u2019armonia ingoiata dalla natura disordinata che sorregge e trasforma le divisioni improvvisate in composizioni artistiche riconducibili ad autori originali, scultori annoiati, pittori ventriloqui che gracchiano corvi e rospi primaverili. Intravedo insalate rigogliose, carciofi e cavoli e penso che in una citt\u00e0 come questa mi pare un miraggio tanta esuberanza in un terreno abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbondanza creativa, resistenza, audacia. Ci arrivo attraversando un quartiere periferico, di palazzi appesi ad un cordone di precariet\u00e0. Dai balconi ogni tanto qualcuno fa ginnastica, c\u2019\u00e8 chi cuce el sole, chi litiga e chi canta\u2026Panni stesi, spesso dimenticati sotto la pioggia. Mi avventuro in tempi di pandemia per respirare, esplorare\u2026 una citt\u00e0 in cui ho vissuto per anni senza conoscerla veramente.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte lui \u00e8 per strada e, come sempre, sbraita. Me ne sto alla larga; ce l\u2019ha su col mondo. Dall\u2019altro marciapiede insulta chi passa e urla storie di politica, rivendicazioni sindacali, rimbrotti irati. Sinceramente mi fa un po\u2019 paura e quando senza neanche vederlo, sento la sua voce rauca, cambio direzione. Un pomeriggio lo vedo intento a una specie di comizio, con microfono, da un balcone fatiscente, il suo. Qualche vicino lo osserva divertito, altri lo ignorano ma rimangono attenti agli sputi che saltuariamente fuoriescono dall\u2019arringa infuocata. Per qualche giorno smetto di passare da quel quartiere perch\u00e9 segretamente temo di vederlo spuntare nei sentieri di cavoli e pomodori. Lui in realt\u00e0 appare ovunque in zona. Sull\u2019autobus, quando sale, chi pu\u00f2 scende o si crea un vuoto protettivo e attento fra chi ha ancora tante fermate prima del proprio destino. Lui mi ricorda una piccola imbarcazione sfasciata sempre alle prese col maremoto. E penso quanto penoso sia il suo vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Piove; la gente si affretta ad entrare al supermercato. Lui \u00e8 li, fradicio e silenzioso. Ha montato una piccola esposizione straziante di oggetti suoi, sopra un pezzo di legno sistemato sul cestino dei rifiuti. Rallento e per entrare gli passo accanto. Mi rapisce la vista lacerante dei suoi prodotti in vendita. Una statuetta sbeccata di una madonna, un accendino, qualche scatoletta di chiss\u00e0 cosa, una candela usata. Sento un terremoto di tenerezza; per la prima volta incrociamo gli sguardi. Lui mi sorride con il suo unico dente che svetta dalla gengiva nuda. Come spinto da un imbarazzo che non sa giustificare l\u2019attivit\u00e0 in atto, mi dice: \u201cSai, devo comprarmi le sigarette\u201d. Ho una moneta di due euro che mi farfuglia in tasca, gliela porgo istintivamente e lui:\u201d Scegli pure quello che vuoi\u201d. Non prendo niente. \u201cVendi pure a qualcun altro, sono a posto per oggi\u201d, gli dico. Lui torna a sorridere. Entro nel super col cuore in tumulto. Sento il fragore del muro che crolla e che apparentemente mi separava da lui, giro lo sguardo e fra gli scaffali dei pelati trovo svenuta la mia paura. In realt\u00e0 non vedo l\u2019ora di uscire e rivederlo e mi affretto a mettere sul cestino cose che non mi servono, dimenticando ci\u00f2 che sono venuto a comprare. Non piove pi\u00f9 ma lui sgocciola. Mi mostra felice il pacchetto di sigarette. La madonna l\u2019ha venduta. \u201cMi hai portato fortuna\u201d mi dice e il tono \u00e8 quello di un ragazzino. Lui a cui non so dare un\u2019et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo chiamer\u00f2 Andrea, forse.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea, in greco, uomo forte, coraggioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora lo incrocio quasi tutti i giorni e non lo evito. Spero che veda che da dietro la mascherina gli sorrido e sempre sventolo la mano in un \u201cBuongiorno caro\u201d, lui fa altrettanto. Il suo sguardo \u00e8 di complicit\u00e0 assoluta. Mi pare pi\u00f9 tranquillo. Non lo vedo urlare. Forse qualche rimbrotto ogni tanto. Forse lo hanno medicato. Per\u00f2 mi piace pensare che fra gli scaffali dei pelati la paura esanime, disfatta, \u00e8 stata la svolta per accendere fra noi altri sguardi, vederci veramente, sentire umanit\u00e0 e basta. Andrea, chiamiamolo cos\u00ec, \u00e8 magro e curvo e si porta addosso le bastonate ricevute in vita. Per\u00f2 \u00e8 evidente quanto viva sia in lui la fiamma dell\u2019affetto, chiamiamola amore, quando si sente visto con altri occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui un Andrea infuocato ma incline alla dolcezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che il mondo cambia, nei piccoli fatti, un incrociare di sguardi senza veli e pregiudizi. Una vendita improvvisata sul cestino dei rifiuti, che trasuda storie vissute. Due euro e un pacchetto di sigarette. Il cuore in tumulto, la paura svenuta fra gli scaffali. Un unico dente come l\u2019Everest in una gengiva. E tutto il degno, degnissimo desiderio di scambio, comprensione, affetto.<\/p>\n\n\n\n<p>La danza, s\u00ec la danza, sia benedetta sempre per avermi dato occhi per vedere.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"14078\"> (50)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_14078\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14078\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da oggi pubblicheremo racconti brevi di Pio Campo, un danzaterapeuta che vive e lavora a Goias, Brasile. 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