{"id":13710,"date":"2020-08-04T18:24:10","date_gmt":"2020-08-04T16:24:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13710"},"modified":"2020-08-06T09:26:58","modified_gmt":"2020-08-06T07:26:58","slug":"perla-ha-scritto-oik","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13710","title":{"rendered":"PERLA HA SCRITTO \u201cOIK!\u201d"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"256\" height=\"197\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13711\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>In una casa dove girano cos\u00ec tante piccole anime un caso come quello poteva capitare e, anzi, a coloro che certe cose le sanno potr\u00e0 apparire una vera e propria normalit\u00e0. Infatti da principio l\u2019ho pensato pure io. Per l\u2019appunto, oramai qualche tempo fa, stavo scrivendo al computer e la gatta Perla, che in casa viene soprannominata la duchessa, si \u00e8 messa a passeggiare regalmente sulla tastiera dando luogo ad una delle miriadi di performance d\u2019arte involontaria che vengono compiute da quando \u00e8 stato inventato il personal computer. Non si pu\u00f2 mandarla via nemmeno gentilmente altrimenti il suo spirito aristocratico s\u2019inalbera e incomincia a picchiare gli altri gatti, maschi, femmine, pi\u00f9 o meno grandi o piccoli non importa. Cos\u00ec, finita la camminata con annessa richiesta di coccole, esaudita per carit\u00e0!, ho fatto quello che fanno tutti, contando i danni intervenuti su quello che avevo gi\u00e0 scritto. E allora ho visto \u201coik!\u201d; l\u2019ho cancellato col consueto sorrisetto per\u00f2 poi qualche cosa m\u2019ha portato a mettermi a guardare passo passo la tastiera per vedere in che modo era potuto venire fuori \u201coik!\u201d e, tutto \u00e8 possibile mi direte voialtri e vi crederei per carit\u00e0, per\u00f2 per quello che posso capirci io mi pare che significato a parte sarebbe stato quasi impossibile scrivere \u201coik!\u201d per caso. Avete visto come stanno vicine la o la i e la k? E poi perch\u00e9 il punto esclamativo sta proprio preciso alla fine della parola? Dato per normale il fatto che la distanza tra la kappa e il predetto segno d\u2019interpunzione \u00e8 giusto giusto uguale al passo medio di un gatto per\u00f2 poteva venire fuori, per esempio, \u201co!ik\u201d? Perch\u00e9 invece l\u2019esclamativo \u00e8 andato a finire preciso al millimetro dove avrebbe potuto volere un ipotetico, segreto e misterioso linguaggio gattesco? Alle quattro sono sceso a prendere il the. Non c\u2019\u00e8 nessun altro scopo, lo faccio solo per evitare il traffico delle cinque; tutte quelle chiacchiere da salotto m\u2019inquinano l\u2019aria; alle quattro invece si va lisci lisci , si sta quasi da soli e si pensa meglio. E a quello che mi pareva, da pensare ce ne sarebbe stato. Buttate via tutte quelle panzane da cinema hollywoodiano di animali che dicono buffonerie da sala, rimaneva il mistero grosso e pesante di quello che avevano scritto e raccontato i grandi del nostro passato. Quando le bestiole decidono di farci conoscere quello che custodiscono in cuore devono essere sempre, o quasi, cose serie. Allora sarebbe stata una cosa soltanto nostra, cio\u00e8 tra me e lei, oppure un fatto che riguardava il branco, ovverosia la famiglia? Oppure, non sottovalutando il fatto che Perla \u00e8 veramente un animale pieno di saggezza, c\u2019era qualcosa da dover dire a mia volta a qualcuno? Ma a chi, dunque? La folla in generale, una particolare categoria di persone, i mas media cos\u00ec rimaneva tutto com\u2019era e ci saremmo tolti la faccenda dalle scatole? O addirittura, Dio non l\u2019avesse mai voluto, si doveva avvertire qualche autorit\u00e0? Andare appresso ai pensieri di un animale pu\u00f2 portare fuori contesto e allora, almeno a me faceva quell\u2019effetto, finisci dentro lo scatafascio dei pensieri e vai appresso alle idee da animale che ti vengono in testa per prime. Raffiche di fandonie capaci ognuna di far partire un corrispondente provvedimento di polizia psichiatrica delle quali l\u2019unica che mi sento capace di dirvi fu il pensiero, al quale non fu dato seguito, di tentare l\u2019immedesimazione con Perla mettendomi a quattro zampe e rotolarmi in cerca di comprensione come fa lei con noialtri di casa. Tranquillizzatevi, per\u00f2, mi sono reso conto abbastanza immediatamente che noialtri esseri umani non siamo tagliati per pensare in quella maniera e cos\u00ec sono ritornato alle congetture. Non c\u2019era niente di brillante in tutto ci\u00f2 ma mi risolsi a pensare che se Perla aveva voluto dirmi \u201coik!\u201d era convinta che in qualche modo \u201coik!\u201d io l\u2019avrei capito. Va bene, un essere dotato di saggezza e buon senso come la gatta anziana di casa non doveva essere messo in discussione pi\u00f9 oltre perci\u00f2, pensai, \u201cAndiamo avanti e riflettiamo\u201d. Ho deciso di uscire. La campagna qui \u00e8 magnifica. Anzi, possiamo dirlo tranquillamente, \u00e8 uno degli ultimi veri tratti rimasti della campagna migliore d\u2019Italia. Roma e i paesi vicini vorrebbero servirsene per altre cose facendo finta di ignorare che il Lazio antico era ed \u00e8, per il poco che ne resta, un posto di bellezza irripetibile. Poco fuori dal cancello, gli altri stavano a rincorrersi in mezzo alla vigna del vicino e invece lei si avvicin\u00f2 con la solita mossa di strusciarsi addosso a un sasso per poi venire a chiedere quello che le serve: \u201cE allora, Perla, lo devo proprio prendere per buono \u201coik!\u201d? Ma sei sicura d\u2019averlo scritto per bene? Ti vuoi far toccare la coda, e vero?\u201d Ci fu il solito ciangottio che fanno loro quando vogliono farci qualche tenerezza ma dopo quell\u2019attimo non ci fu pi\u00f9 niente di consueto. Prese a trottare fuori del cancello pi\u00f9 grande e s\u2019infil\u00f2 decisa per il viottolo rallentando solamente quando voleva rendersi conto se le venissi dietro come evidentemente doveva essere. E pareva proprio stabilito che il fatto d\u2019allontanarci di molto dai soliti posti, d\u2019imboccare in su dentro l\u2019antica propriet\u00e0 di Delfino e seguitare in mezzo ai filari andando svelti come non si faceva mai doveva essere tutto legato al mistero di \u201coik!\u201d. \u201cPerla, patata non siamo ancora arrivati?\u201d Le sentii un altro mormorio e col fatto di seguitare il trotterello voleva dire che ce n\u2019era ancora un altro po&#8217;. E alla fine quel posto lo riconoscevo. C\u2019era rimasto ancora qualche spezzone di tronchi di colonna romana; li facevamo rotolare con mio cugino quando eravamo ragazzini. Lei per\u00f2 era arrivata vicino al troncone di muro della casa vecchia crollata e mi manteneva il musetto puntato addosso con gli occhi belli larghi: \u201cDove dobbiamo andare adesso, eh?\u201d \u201coik!\u201d doveva stare l\u00e0 sotto; dove teneva le zampette belle ferme ma pure con la fretta di portarmi con lei. C\u2019era una buca non tanto larga ma dal nero che si vedeva era bella profonda: \u201cMi vuoi portare l\u00e0 dentro? \u201coik!\u201d sta l\u00e0?\u201d \u201cCru\u201d fu la sola risposta; si butt\u00f2 dentro ma poi faceva un miagolio strano, probabilmente ferma in un punto l\u00e0 sotto in mezzo allo scuro e insisteva: \u201cMiew miew!\u201d \u201cSi eccomi, scendo\u201d. Pareva che le volpi scavandosi le tane avessero fatto crollare lo strato di terra che stava sopra le fondamenta e cos\u00ec s\u2019era fatta una specie di galleria: \u201cEccomi; dove stai patata!?\u201d C\u2019era come qualche cosa che mi risucchiava il suono della voce; l\u2019aria pareva chiusa, il cunicolo era stretto da poterci passare pure a fatica e seguitavo a non vederci niente. Lei chiam\u00f2 ancora due volte e adesso lo stesso miagolio sembrava una richiesta d\u2019aiuto, cos\u00ec non feci caso al pericolo e messo carponi mi buttai ancora pi\u00f9 gi\u00f9. Al fondo di quella discesa c\u2019era un cavo pi\u00f9 largo e mi potei mettere seduto. Forse quella spera di chiarore che finalmente veniva da sopra mi diede l\u2019effetto di respirare meglio. Da mezzo al cono dell\u2019ombra fece d\u2019avvicinarmisi e faceva fusa com\u2019era normale quando chiede d\u2019essere carezzata sulla testa. \u201cE allora, che cos\u2019\u00e8 questo \u201coik!\u201d?\u201d Al limite dello scuro girandomi la spera di luce prese qualche cosa che rimand\u00f2 un luccicore strano, soprattutto per venire da dentro un buco come quello. Presi il telefonino, schiacciai il pulsante della luce e, si, quello poteva essere anzi sicuramente era \u201coik!\u201d. Succede che certe storie all\u2019inizio sono vere, poi diventano chiacchiere di bettola quando l\u2019oste deve chiudere e a casa ancora non ci vuoi ritornare e alla fine servono solo a far venire sonno ai ragazzini la notte di Natale. Allora dovevo essere stato fortunato perch\u00e9 quella roba l\u2019avevo sentita raccontare da piccolo proprio sotto Natale dentro l\u2019osteria di mio zio Vincenzo. Erano anni che gli veniva da ridere quando raccontavano la storia di Pacomio detto Smerogna che scapp\u00f2 dalla macchia della Faiola, lasci\u00f2 fregati gli altri briganti e se ne venne a seppellire il grosso del tesoro qua dentro alla valle. Con tutti gli scassi e le arature di terra che avevano fatto per oltre duecento anni di qua e di l\u00e0 sopra e sotto, n\u2019avrebbero trovati quintali e quintali di quell\u2019oro, argento, e gioielli e invece non era uscito fuori niente; e poi Pacomiaccio da solo, di nascosto ai capi e agli altri come faceva a portarsi tutto quell\u2019accidenti? Bene, in ogni caso adesso il fatto era incontrovertibile e \u201coik!\u201d stava proprio l\u00e0 sotto. E mano a mano che il raggio dal telefonino se n\u2019andava avanti usciva fuori l\u2019abbaglio dei cassoni pieni di scudi, fiorini e marenghi d\u2019oro; dai resti dei sacchi tarlati venivano fuori le punte dei diademi, dagli orli cascavano le catene di pendenti e monili ma alla fine la sorpresa pi\u00f9 grande erano i fili di perle attorcigliati non si sapeva pi\u00f9 quante volte attorno a semplici bastoni di legno. Quando sentii ancora di non riuscire a respirare bene m\u2019accorsi che stavo seduto per terra e lei mi strusciava la testolina addosso alla spalla: \u201cQuesto \u201coik!\u201d lo dobbiamo prendere noialtri?\u201d Non c\u2019entr\u00f2 la sensazione d\u2019affanno che pure c\u2019era; per\u00f2 seguitava a mettersi fissa davanti l\u2019uscita come se dovesse farmi venire un dubbio: \u201cMa questo \u201coik!\u201d allora non \u00e8 nostro? L\u2019\u201coik!\u201d nostro dove sta?\u201d Perch\u00e9 dovevo sentirmi tutta quella disperazione? Dovevo risalire; d\u2019aria cominciava a essercene poca per davvero ma l\u2019urto di nervi per la schiena non dico mi bloccasse proprio del tutto per\u00f2 faceva impedimento: \u201cPortami fuori tu allora; vai avanti e io m\u2019arrampico appresso\u201d. Era poca la salita da fare di traverso per\u00f2 non mi fosse venuta incontro la luce il peso che m\u2019era venuto addosso m\u2019avrebbe fatto mollare le braccia. Appena fuori dalla buca mi si mise seduta vicino e stette un bel pochetto a leccarmi il dorso della mano: \u201cGrazie bella; ma adesso non si sa proprio per davvero quello che si deve fare con \u201coik!\u201d. Tu non mi vuoi dire niente?\u201d Mi chiese di toccarle la testa con le solite mosse ma mi tocc\u00f2 alzarmi subito perch\u00e9 scappava avanti verso il fontanile dove tanti anni prima avevo visto Daniela bagnarsi i piedi con la gonna tirata su. E un po\u2019 fui pure contento perch\u00e9 quel passo svelto in mezza salita mi liberava il fiato e a quel punto, ferma con l\u2019acqua che ci scorreva dietro e la vista sull\u2019oliveto vecchio e la parte larga della valle mi guardava e guardandola fissa pure io m\u2019\u00e8 parso di capire tutto il discorso che c\u2019era scritto dentro quel benedetto \u201coik!\u201d. Le bestiole infatti sono parche. Adesso c\u2019\u00e8 questo covid, aveva voluto dire certamente col dittongo oi, e voialtri che ci guidate sulla terra vi trovate completamente allo scoperto; v\u2019accorgete dopo tanto tempo di come siete sprovveduti di fronte al destino. Non avete ideologie che bastino, pensieri che convincano e siete ancora fissati col prendere quello che vi serve senza restituire quello che dovete. Per\u00f2 noialtri, mi parve il succo del discorso, vogliamo vivere. La k \u00e8 la lettera pi\u00f9 forte che la natura pu\u00f2 esprimere e con l\u2019esclamativo appresso il modo di tradurre non poteva essere altro che un ultimo grido di resistenza senz\u2019argomenti da ribattere in contrario. Prendetevi i tesori che vi piacciono tanto e fate in modo di farci seguitare a vivere come dobbiamo perch\u00e9 ci spetta. L\u2019angustia mi si tolse da dosso ai polmoni e con quella passata di fresco guardai ancora il visetto di Perla; gli occhi liberarono le lacrime: \u201c Patatoziola, io proprio non lo so come va a finire; per\u00f2 mette conto di dire \u201coik!\u201d ancora un\u2019altra volta. Voialtri insistete da tanto tempo e noialtri vi facciamo morire, specie dopo specie. Per\u00f2 dire \u201coik!\u201d \u00e8 una cosa giusta; ed \u00e8 necessario. \u201cOik!\u201d fino alla fine del mondo, con la stessa speranza che ci mettete voi.<\/p>\n\n\n\n<p>(Un caro ricordo per Marisa Bianconi che voleva tanto bene a mia madre)<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13710\"> (34)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_13710\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13710\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 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