{"id":13608,"date":"2020-04-14T18:09:50","date_gmt":"2020-04-14T16:09:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13608"},"modified":"2020-04-14T18:09:52","modified_gmt":"2020-04-14T16:09:52","slug":"titoli-di-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13608","title":{"rendered":"Titoli di Viaggio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13610\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Diario delirante di un\u2019insegnante ai tempi del Coronavirus<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando\ne come noi stabiliamo un rapporto deliberato e consapevole con le\ncose? O sono le cose a imporsi nella nostra relazione con la realt\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0\nse anche i peluches possono essere considerati cose! \n<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Domenica\nai tempi del Coronavirus. <\/strong>\n<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5\naprile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un\nincipit abusato, oserei dire epidemico, nella nostra cronaca.<\/p>\n\n\n\n<p>\nEsco secondo l\u2019unica\nevenienza tollerata dallo stato di necessit\u00e0: vado a fare la spesa\nad un isolato di distanza. Devo solo passare al guado il viale\nsommerso nell\u2019umore denso e represso del suo silenzio, prima di\nancorarmi alla lunga coda timoniera di un corteo muto di mascherine.\nDesisto. Viro all\u2019indirizzo di un punto vendita al dettaglio, \u201cIl\nnegozietto\u201d, allungando il giro col vantaggio di alleviare la pena\ndi quella sosta, sulla divaricata prospettiva di una rondine fatta di\nuomini, avvinta al suolo dalla vischiosa gravit\u00e0 dei tempi di attesa\ndavanti al supermercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8\ntutta la forza eversiva della primavera oggi nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nquesta luce che si espande sulle cose, le attraversa, le esalta,\nentra nell\u2019anima e scardina l\u2019impalcatura dei pensieri. Li ordina\nsecondo le priorit\u00e0 aleatorie della memoria, con il riscatto delle\ncose dal dominio vulnerabile e fallace dei sapiens e la loro\nrivincita, inesorabile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019epifania\ndei balconi lascia il richiamo variopinto dei panni stesi, le nuvole\ndiscrete e timide dei gerani, la danza di un passero sul davanzale\ndirimpettaio che si esercita nei suoi quotidiani virtuosismi di\nsalti, beccheggi, voli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\nsono insondate profondit\u00e0 domestiche nell\u2019ombra, voci, canti e\nritornelli che esondano e avvolgono con il ritmo della vita di un\ntempo, quella s\u00ec, remota.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel\ntempo dell\u2019infanzia di cui ritrovo i profumi, i colori, con la\npercezione quasi tattile della loro consistenza sentimentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\ncose\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\nvengono restituite, o meglio, mostrate. E\u2019 un\u2019elargizione\ndisinvolta di s\u00e9 stesse, fatta di cortesia indulgente (o forse\nsemplicemente noncurante?) lontana dal nostro affanno, dalle nostre\nemozioni che spezzano il fiato e arrestano il passo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\ngiraffa, una giraffa di pezza, mi sfiora il naso col muso maculato,\nmentre con la mano salda nella mano di mio padre torno a casa una\ndomenica mattina.<\/p>\n\n\n\n<p>Con\nme il calore morbido del peluche e la promessa dolce della sua\npropaggine di cioccolata, il primo uovo di Pasqua di cui ho memoria:\nriconciliazione domestica!<\/p>\n\n\n\n<p>Le\ncose, capaci di tirannica consuetudine e di inopinabile provocazione\nsovvertitrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed\necco che la mia giraffa si arruola nell\u2019esercito di tanti altri\nstraordinari peluche contemporanei, i peluches empatici dei miei\nalunni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8\nfila anche davanti a \u201cIl negozietto\u201d. Aspetto. Sono in compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Venerd\u00ec,\nprima della domenica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nelle\nsequenze del colossal nostalgico e neorealistico della domenica si \u00e8\ninsinuato un ricordo di storia recente, assai prossima.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\normai da quasi un mese che i miei giorni di maestra sono orfani di\nscuola, di quella scuola fatta di aule, di banchi, di lavagne, di\ncattedra, di polvere di gesso, semplicemente di polvere\u2026Giustificata\ndalla chiassosa presenza dei bambini, spesso indomabili e sempre\nimpegnativi\u2026Del  loro bisogno di essere felici e di divertirsi\n(diritto sancito e talora disconosciuto nella pratica canonica di una\ncerta didattica paludata e pretenziosa), che i titani della pedagogia\nsi avventurano a coniugare con il civilissimo diritto allo\nstudio\u2026Ambizione alta, impresa difficile e disperata, ma non\nimpossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Di\ncerto pi\u00f9 alla portata in una condizione di supposta \u201cnormalit\u00e0\u201d,\ncome diremmo e diciamo ora, \u201cin presenza\u201d!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\ntrovo in uno stato di dolorosa astinenza dalla fisicit\u00e0 energica e\nvitale della mia classe, una quarta di scuola primaria (solo un\ndecennio fa avremmo detto elementare; chiss\u00e0 perch\u00e9 la semplicit\u00e0\ndebba essere per molte voci autorevoli fonte di imbarazzo),\nnell\u2019increscioso compito di ricostruirmi un\u2019identit\u00e0 nuova di\ninsegnante; di acquisire titoli e crediti didattici diversi; di\ndelineare i nuovi contorni della fisionomia  di un altro rapporto\neducativo con i bambini, con la scuola come luogo virtuale del\nsapere, con la distanza spazio \u2013 temporale di luoghi vissuti, di un\npresente da raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Raccontare\nper non morire.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nmiei alunni e i loro peluche.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle\ntrame impercettibili, ma tenacemente dispotiche di un\u2019esistenza\nsoggetta all\u2019incubo della pandemia da Covid-19, noi insegnanti\nsiamo invitate ad una videoconferenza organizzata a sorpresa dai\ngenitori, per un saluto comunitario!<\/p>\n\n\n\n<p>Da\ngiorni avverto sotterranea la pressione di mamme e pap\u00e0 per lezioni\nonline.<\/p>\n\n\n\n<p>Finora\nle due maestre si sono limitate a trasmissioni di compiti via mail,\nsu WhatsApp, hanno ascoltato al telefono i loro alunni, fornito\nindicazioni di lavoro, semplificato esercizi, personalizzato\ninterventi, tranquillizzato e soccorso genitrici sull\u2019orlo di una\ncrisi di nervi, corretto compiti con una meticolosit\u00e0 estenuante che\nsfiora il parossismo\u2026 Sono stati forniti documenti specifici in\nvideo. Le quotidiane incursione sul registro elettronico, mannaia\ninesorabile di consegne, tracciano questo processo ormai\ncompletamente svincolato nella prassi da un canonico e convenzionale\ncalcolo dei tempi d\u2019insegnamento\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E\ncome se ci\u00f2 non bastasse, le due incaute attrici di questa commedia\nsi avventurano nella video parodia dei loro drammi domestici tra\nlibri e fornelli, nel tentativo di sollevare gli umori propri, dei\nbambini e del loro stremato parentado.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nnon \u00e8 ancora sufficiente, sua maest\u00e0 la Didattica a Distanza,\nimpone il sacrificio di energie sugli schermi delle lezioni online!<\/p>\n\n\n\n<p>Apro,\ninvocando la clemenza di chi legge, una mesta parentesi sulle mie\nriserve costituzionali per il ricorso alle connessioni telematiche\ncome modalit\u00e0 onnicomprensiva di   indagine e conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nchiaro che la diffidenza nasce anche dal modesto grado di confidenza\nnell\u2019impiego dei mezzi informatici\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia\nvoglio esercitare un diritto residuale alla libert\u00e0 d\u2019insegnamento,\nrivendicando l\u2019efficacia e le prerogative di un\u2019immersione\nincondizionata nella materia, negli umori, nei colori, tra penne,\nquaderni, voci, gesti, contrasti, sorrisi\u2026Un altro delirio!<\/p>\n\n\n\n<p>Ciononostante\nci provo, mi accosto con timore reverenziale all\u2019omeostato,\ndistolgo fulmineamente lo sguardo dall\u2019attrazione fatale dello\nschermo e nei meandri delle icone e della barra degli strumenti cerco\nla mia rotta di internauta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono\nnel labirinto della rete. Navigo a vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\niscrivo a un corso online sulla didattica a distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendo\nappunti, traccio algoritmi\u2026 Sogno i silenzi degli eremi\nbenedettini.<\/p>\n\n\n\n<p>Inveisco\ncontro l\u2019abominio di anglicismi che imperversa tra una sequenza\noperativa e l\u2019altra (quale lingua volgare ci salver\u00e0 da questo\nvituperio? Dov\u2019\u00e8 finito l\u2019idioma gentile?), che sottolinea la\nspecificit\u00e0 di percorsi, che li denomina, che irretisce la pratica\ndi insegnamento nelle griglie della valutazione di standard cognitivi\ne nella fiscalit\u00e0 della certificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Conseguo\nun attestato che metto nel cassetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAi posteri la valutazione\ndegli esiti di una simile impresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque\nio e la mia compagna di viaggio, la maestra di matematica, siamo\npuntuali all\u2019appuntamento per il meeting fissato a venerd\u00ec 3\naprile, ore 16:30.<\/p>\n\n\n\n<p>\nEccomi in attesa di fronte al\ncomputer, con rispettosa condiscendenza all\u2019invito, curiosa, ancora\ncon qualche riserva sul sodalizio con il mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si\napre finalmente la schermata e\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoci,\nio e loro, i bambini. Io, loro e i peluches!<\/p>\n\n\n\n<p>Li\nvedo, vivono nel puzzle dinamico di sorrisi, richiami, mani agitate\nin segno di saluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Li\nriconosco indomiti come sempre, diabolicamente anarchici. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\ndicono che vogliono tornare a scuola, che desiderano stare con i\ncompagni, che gli mancano la dolcezza della collega e le mie urla\ntelluriche, che hanno visto il video sulle nostre parodie domestiche\ne si sono divertiti tanto, l\u2019hanno scritto anche nel tema.<\/p>\n\n\n\n<p>Si\ncercano.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nmostrano i loro peluches, grandi, tondi, piccoli e buffi, una\npropaggine di s\u00e9 stessi! No, sono qualcosa di pi\u00f9, li abbracciano\ncome solo si pu\u00f2 stringere una persona cara, un riferimento certo e\naffidabile nella nuova emarginazione domestica. Un approdo sull\u2019isola\ndi un tempo sospeso.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nfolgorazione e una ferita, per me, sgomenta. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Penso:\ni peluches e i loro dieci anni di vita! Straordinaria strategia di\nsopravvivenza in regime di cattivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I\npeluches, il mezzo attraverso il quale ho capito di poter entrare\nsommessamente nel loro mondo, testimone di un bisogno esistenziale di\naffidamento, di ascolto, di intime corrispondenze, di affetti,\ncomplice nel gioco della fantasia che sovverte l\u2019ordine eteronomo\ndella realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I\npeluches, il segnale inviato dell\u2019urgenza di accorciare distanze,\ndi ritrovarsi in un comune sentire; la chiave per tirare fuori\ndall\u2019emergenza un\u2019opportunit\u00e0, quella di liberare pensieri nella\nbellezza sempre inedita delle relazioni, perseguita senza criteri.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nla forza della bellezza come processo che si evolve dalle storie dei\npeluches e vive nel suo mistero, con semplicit\u00e0, equilibrio e quieta\ngrandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedo\ncommossa le bambine che per la circostanza sfoggiano look strepitosi,\ncon al fianco Bunny, Orso Bruno, Picchiotto, Chiocciola. Dietro il\nvelo di questa innocente civetteria nascondono un\u2019aria assorta, una\nconsapevolezza insospettata del rimpianto silenzioso di una\nprossimit\u00e0 fisica con gli altri che non c\u2019\u00e8. E\u2019 una piccola\nferita, \u00e8 fragilit\u00e0  e voce del cuore, \u00e8 desiderio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lascio\nla videoconferenza portandomi dietro questa emozione, questo inatteso\nturbamento di fronte all\u2019esposizione di solitudini vulnerate, la\nmia, la loro, quella dei peluches riesumati dall\u2019oblio.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna\nributtarsi nella mischia, mi dico, tornare ad essere squadra,\ninterpretando appassionatamente la forte metafora sportiva del rugby,\nlanciare la palla ovale indietro!<\/p>\n\n\n\n<p>Perseguire\nla meta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Luned\u00ec\n6 aprile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il\ntrascorrere dei giorni in una trincea di inerzia forzata ha dissipato\nentusiasmi e motivazioni, demolito interessi, spento curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto\ngradualmente si stempera e subentra la rassegnazione in uno stato\nsilente e complice di straniamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale\nper gli adulti, vale per i giovani, vale per i bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\ncome perdere i contatti con la realt\u00e0. Bisogna rompere ogni indugio\ne demolire il muro di nebbia anestetizzante. Perch\u00e9 questo sia\npossibile, cosa va fatto?<\/p>\n\n\n\n<p>Prendo\ndi petto il primo nemico a portata di mano e di stanza, e mi trovo\ninesorabilmente a tu per tu con me stessa, con le mie resistenze, i\nmiei crucci, i miei limiti, le mie debolezze di insegnante e di\npersona.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual\n\u00e8 il tuo compito?  Mi chiedo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come\npensi di fornire \u201cun\u2019educazione di qualit\u00e0\u201d? Che mezzi puoi\nutilizzare?<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto\nsei disposta a mettere in discussione il tuo modo di agire, uscendo\ndalla tua zona di conforto, per tradurre nella pratica di\ninsegnamento questo imperativo morale ed etico?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nspaccato di vita dei bambini accessibile online con la\nvideoconferenza ha avuto un\u2019efficacia dirompente, ha permesso che\nsi presentasse l\u2019occasione, ancora una volta, di valutare la\nsoggezione dell\u2019uomo alle cose o di come le cose, nostro malgrado,\nstabiliscano con noi un rapporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec\nancestrale \u00e8 il bisogno di trovare radici, di rifondare l\u2019esistenza\nquando \u00e8 spogliata delle sue abitudini, quando i gesti consueti\nsmarriscono la loro natura e l\u2019identit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 stato e di\nci\u00f2 che siamo stati si perde, quando la liturgia del giorno muore.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre\norientare il nostro impegno a una vita nuova, con i suoi riti. Cos\u2019\u00e8\nl\u2019uomo senza riti?<\/p>\n\n\n\n<p>Scandire\ntempi nuovi, eleggere una nuova agor\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nquesto punto \u00e8 inevitabile che io individui le migliori possibilit\u00e0\ndi stabilire rapporti a distanza con i miei ragazzi, senza velleit\u00e0,\naccostandomi umilmente al compito di spendere energie, idee,\nsentimenti, frammenti di vita per incardinarli nelle fondamenta di un\nnuovo costume. Senza riserve, senza risparmio, ma per il piacere di\ndare e di ricevere, col solo pudore di preservare l\u2019onest\u00e0 delle\nintenzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\ncosa nuova sta per entrare, questa volta discretamente, nella mia\nvita.<\/p>\n\n\n\n<p>\nL\u2019esercito dei peluches \u00e8\nin marcia, conquista e riempie gli spazi, raggiunge siti, instaura il\nregno della fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapere\naude!<\/p>\n\n\n\n<p>Chiamo\nla collega, il rappresentante di classe, chiediamo la sua assistenza\nper l\u2019accesso in piattaforma, organizziamo gruppi di allievi,\nfissiamo il calendario dei meeting e divulghiamo l\u2019agenda: marted\u00ec\ne mercoled\u00ec lezioni on line.<\/p>\n\n\n\n<p>\nSmanettamenti serali di\nconsolidamento e sviluppo di competenze informatiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\ncapitolazione? No.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nbuona confidenza telematica.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nnaturale connessione: io, i bambini, i peluches, il computer, la\nfantasia, la solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\nconsorzio di intenti senza orpelli, animato dall\u2019appassionata\npartecipazione di genitori, alunni insegnanti, figli degli\ninsegnanti, ciascuno presente con le sue risorse ed abilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno\navanza perplessit\u00e0 e si giustifica per non poter intervenire, ci\nsono problemi in casa, il pap\u00e0 \u00e8 in isolamento, la figlia maggiore\nal secondo tampone, Emma non sta facendo i compiti, \u00e8 la mia ombra,\n\u00e8 un periodo un po\u2019 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2\ncapitare a volte, di ritrarsi nel guscio della propria sfera privata,\navvertendo le richieste altrui come indebite ingerenze e intrusioni\nintollerabili nel dramma domestico della sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marted\u00ec\n7 e mercoled\u00ec 8 aprile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci\nsono tutti gli invitati tranne uno, che non riusciamo a includere nel\nprocesso, che si sottrae ai ripetuti tentativi di coinvolgimento. Un\nproblema da risolvere.  Grosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche\ngli altri dichiarati renitenti alla leva rispondono puntualmente\nall\u2019appello.<\/p>\n\n\n\n<p>Presenziano\nanche loro, i peluches, insistono perch\u00e9 i loro amici li presentino.<\/p>\n\n\n\n<p>Delfy,\nun delfino enorme e sorridente.<\/p>\n\n\n\n<p>Oscar,\nun pappagallo serioso ed austero.<\/p>\n\n\n\n<p>Pannocchia,\nun pinguino reale col suo collare d\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Alex,\nil coniglio sornione che distratto cade continuamente dalla scrivania\ndi Camilla.<\/p>\n\n\n\n<p>Squaletto,\nil mostro marino dall\u2019aria conciliante di Enrico, un ometto in\nminiatura, che racconta fiero di aver ricevuto quell\u2019esemplare\nacquatico di centodieci centimetri quando lui, pi\u00f9 piccolo di ora,\nne misurava solo novanta\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Tigro,\nuna tigre silenziosa e sbiadita, perch\u00e9 \u00e8 vecchia, racconta Diana:\ngliel\u2019hanno regalata sei anni fa e ha perso il colore delle strisce\ndel suo mantello.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2\nse si arrabbia ancora ruggisce.<\/p>\n\n\n\n<p>E\naltri ancora conquistano la ribalta\u2026Alessandro si schermisce\ndissimulando imbarazzo. Non gli funziona l\u2019audio, sente, ma non pu\u00f2\nparlare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\nil tuo peluche?\u201d Gli chiedo.<\/p>\n\n\n\n<p>Risponde\ncon la chat. Leggo: \u201cNon celo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nchiedo che cosa mai si preoccupi di non nascondere Alessandro. Poi\ncapisco: non ha il peluche!<\/p>\n\n\n\n<p>\nRare, come queste, sono per\nun\u2019insegnante d\u2019italiano le occasioni di sentirsi cos\u00ec\nprofondamente gratificata.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nlezione del mercoled\u00ec fluisce con ancora maggiore leggerezza e\ndivertimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele\nfa la giostra sulla sua poltrona, Beatrice a intervalli regolari\nfinisce in immersione sotto la scrivania e riemergendo dissimula un\nfaticoso processo di masticazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAlessia frena la sua vivacit\u00e0\nsolo quando mostro le slide delle illustrazioni che ho preparato sul\nracconto del Minotauro, a corredo di esercizi di analisi grammaticale\ne di sintassi, un incubo tra mito e logica!<\/p>\n\n\n\n<p>La\nfoto luminosa di un ciliegio in fiore \u00e8 il saluto alla classe. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla\nmia spalla \u00e8 accoccolato un piccolo e pacifico orsetto bruno, il\npeluche di mio figlio da bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>\nL\u2019ho chiamato Zoom.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto\naccade, in questo nostro esercizio di quotidiana resistenza al\ndolore, anche la sconfitta del male.<\/p>\n\n\n\n<p>Sento\ndi nuovo il muso della mia giraffa di pezza sotto il mento. \n<\/p>\n\n\n\n<p>E\nla vita ritorna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Peregrinazioni\ndi una maestra folgorata sulla via della Didattica a Distanza dalla\nfantasmagorica apparizione di un esercito di peluches, i custodi\ndell\u2019Arca.<\/strong><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13608\"> (72)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_13608\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13608\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 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un rapporto deliberato e consapevole con le<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13608\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13608\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 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