{"id":13600,"date":"2020-04-04T18:50:32","date_gmt":"2020-04-04T16:50:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13600"},"modified":"2020-04-04T18:50:34","modified_gmt":"2020-04-04T16:50:34","slug":"vita-sospesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13600","title":{"rendered":"VITA SOSPESA"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"233\" height=\"216\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13601\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci mancava soltanto l\u2019ora legale per allungare i domiciliari. Almeno, pens\u00f2, anzich\u00e9 avanzare di una ora, avrebbero potuto avanzare di sei mesi e vedere come era andata a finire.<br>\nSi alz\u00f2 pi\u00f9 pigro e apatico che mai. Dopo essersi fatte le abluzioni e colazione con una bella fetta di torta casareccia frutto allegro delle mani di lei che si era accorta non fosse vero di essere negata per i dolci, ma che aveva iniziato a sperimentare una forma di base di pasticceria che si faceva gustare con piacere, stranito dall\u2019inconsistenza delle vecchie abitudini di guardare l\u2019orologio per verificare cosa dovesse fare, s\u2019incammin\u00f2 per il corridoio. Non aveva niente da fare se non inventarsi un nuovo se stesso. un nuovo modo di essere e di vivere. Niente di pi\u00f9 facile! Chiss\u00e0, pens\u00f2, se i grandi filosofi si fossero mai esercitati in questa \u201ccostretta\u201d situazione per pensare all\u2019uomo e al suo essere su questa terra. Chiss\u00e0 se gli stessi inventori delle varie religioni avevano pensato a questa vita terrena cos\u00ec mortificante, portata avanti per forza di cose e non certamente per scelta. A quale \u201cColui\u201d che fosse in cielo o dentro qualche albero si potevano rivolgere preghiere, le pi\u00f9 varie e magari le pi\u00f9 scombinate per ottenere risposte ma pi\u00f9 che mai \u201cliberazione\u201d.<br>\nSi meravigli\u00f2 di se stesso che appena sveglio si era messo a filosofeggiare. Che fosse proprio questo il primo timido segnale di qualche cambiamento in corso? D\u2019altro canto non furono gli stessi filosofi greci a dire che l\u2019uomo inizi\u00f2 a filosofeggiare nel momento in cui si era affrancato (tramite la schiavit\u00f9 a loro sottoposta, ma questo lo ammisero soltanto secoli dopo) dal lavoro manuale e quindi avevano tutto il tempo per \u201cpensare\u201d le sorti dell\u2019umanit\u00e0? Da pensionato, e quindi da parte di uno che comunque, virus o non virus, aveva un mensile garantito, poteva permettersi il lusso di \u201cpensare\u201d. Ma perch\u00e9 pensare \u00e8 un lusso o piuttosto una nostra facolt\u00e0 che abbiamo messo nell\u2019oblio visto che abbiamo delegato al grande fratello di farlo al nostro posto? Cos\u00ec, camminando lungo il corridoio immaginandosi sulla pista in tartan che circonda gli stadi per gli olimpionici atleti, pass\u00f2 per l\u2019ennesima volta davanti ad un uscio sulla funzionalit\u00e0 del quale non si era mai seriamente trattenuto. Entr\u00f2 curioso  e vide attorno alle pareti dei mobili originali. Alcuni addirittura erano fatti di metallo anche se verniciati. Altri avevano un aspetto  minaccioso e non lasciavano trasparire la loro funzionalit\u00e0. Con cautela ne apr\u00ec uno. Sul fianco aveva un grosso maniglione, lo tir\u00f2 e subito si accese una luce all\u2019interno di quel mobile. Apparvero bottiglie che contenevano vari liquidi. Dal bianco intenso, al rosso bruno. Agrumi in un cassetto e barattolini vari messi in modo casuale. Ne usciva un po\u2019 di freddo e quindi, non ancora del tutto cosciente di se, richiuse subito. Non \u00e8 che facesse cos\u00ec caldo e quel frescolino lo disturb\u00f2. Si guard\u00f2 ancora in giro e vide una scatola anche questa metallica con un vetro sul portello anteriore. L\u2019apr\u00ec e da qui non usci alcun freddo. Sul piatto aveva una specie di anello di vetro. Certamente doveva girare, ma per quale ragione? Per fare che cosa? Lo avrebbe chiesto poi. Pass\u00f2 poi ad un altro strumento un poco pi\u00f9 grande del precedente. Anche questo aveva un grande vetro sul davanti. Lo apr\u00ec e una piccola lucina si accese. Pot\u00e8 cos\u00ec vedere dei ripiani in metallo e due griglie fatte d\u2019acciaio. Un altro antro buio. Addossato ad una parete c\u2019era un tavolo con delle sedie. Simpatico e un po\u2019 rustico che ricordava le vecchie osterie del suo paese dove gli uomini tornati dal lavoro, andavano ad annaffiare le gole riarse dal sole e piene di quella polvere che sei costretto a mandare gi\u00f9 se vuoi che a fine settimana il padrone ti dia qualche moneta con la quale portavi il necessario alla famiglia.<br>\nNel volgere lo sguardo intorno a quell\u2019antro, non incontr\u00f2 quello fulminante della sibilla, n\u00e9 romana n\u00e9 cumana, ma osserv\u00f2 uno strumento che poteva essere stato inventato dai quei pii uomini dell\u2019inquisizione per torturare coloro che non ammettevano di essere peccatori sia di idee non confessabili, come l\u2019anarchia o il credo ad un\u2019altra divinit\u00e0,  ma pi\u00f9 che altro di assenze di parole stante la loro ignoranza sui concetti del Divino.<br>\nSi avvicin\u00f2 con cautela. Non conosceva lo strumento. Poteva essere pericoloso? Gir\u00f2 una manopola nera un poco consunta dall\u2019uso e inavvertitamente pos\u00f2 la mano su di un piccolo tasto dopo di che si prigionarono pericolose e improvvise scintille come dal picchiare con il martello sull\u2019incudine da parte di Vulcano e ancor pi\u00f9 spaventosa, si accese una fiamma sibilante come una vipera appena svegliata dal suo sonno. Gir\u00f2 subito indietro la manopola nera e usc\u00ec spaventato da quella pericolosa stanza proprio nel momento in cui lei gli chiese:\u201d Come mai stai in cucina?\u201d. Ecco aveva scoperto l\u2019uso di quell\u2019 ignota stanza.<br>\nUsc\u00ec sul balcone e rivolse lo sguardo sul vicino penitenziario e si domand\u00f2 se anche ai carcerati stavano dando l\u2019ora d\u2019aria in contemporanea alla sua. La loro condizione era un poco pi\u00f9 vicina a quella che tutti stavano vivendo. Fatte le dovute proporzioni, inimmaginabili da parte di chi non aveva mai sofferto quello stato di costrizione, ci si poteva fare domande sul senso di vivere in quell\u2019angusto spazio magari condiviso con chi era da temere ma dal quale non si poteva sfuggire. Forse qualche ergastolano avrebbe potuto consigliare come passare la giornata, ma lo stesso pensiero di chiedere a loro cosa fare gli dette un fastidio tremendo. Si sent\u00ec stupido e superficiale. <br>\nGuard\u00f2 i vasi dei fiori. Si stava avvicinando la primavera e bisognava mettere mano a quei vasi. Pens\u00f2 a cosa piantare, in quale vivaio andare a prendere le pianticelle, ma si ferm\u00f2 ricordandosi con amarezza che tutto era bloccato. Il tempo passava in una maniera diversa da prima, sconosciuta e faceva saltare tutte le consolidate abitudini. Cos\u00ec ad ondate gli arrivava addosso un senso di straniamento.<br>\nLo stesso che lo assaliva con l\u2019assordante, inusuale, inatteso silenzio mentre vagava con lo sguardo sulle strade deserte. Non avere pi\u00f9 nelle orecchie quel rumore di fondo prodotto dall\u2019inesauribile via vai di auto camion e ambulanze lo faceva sentire fuori luogo, in un altro spazio-tempo insolito, sempre desiderato per il riposo delle orecchie, ma mai cos\u00ec soffertamente immaginato. Ascoltare adesso il suono di un\u2019ambulanza creava un senso di angoscia maggiore di quello che si ascoltava nel tempo passato.<br>\nAver sentito l\u2019ululato della sirena mentre il papa pregava per il mondo davanti ad una piazza San Pietro drammaticamente vuota fu un segnale d\u2019inaudito. Tutto ci\u00f2 accadeva in mondo visione per la prima volta.<br>\nRientr\u00f2 infastidito. Condizione oramai costante per tutta la giornata.<br>\nTramite il computer dette uno sguardo ai giornali. Le cifre sconfortanti che venivano date dai responsabili della Protezione Civile confermavano la validit\u00e0 delle severe misure prese dal governo e ti dovevi armare ancora di pi\u00f9 di pazienza (dote mai avuta) per sopportare un tempo che non indicava date certe per un ritorno alla normalit\u00e0.<br>\nAnd\u00f2 a cercare un libro tra quelli ordinati per posta e si compliment\u00f2 con se stesso per aver fatto quella ordinazione prima che il blocco chiudesse anche l\u2019invio di altri libri tramite quel canale. Per leggere non c\u2019era altro modo stante la chiusura delle librerie, l\u2019offerta delle edicole non faceva per lui. L\u2019unica offerta accettabile erano le parole crociate.<br>\nIntanto la data astrale segnalava che mancavano poche ore alla prima scadenza che era stata fissata dopo la prima emergenza. In mancanza di punti riferimento come le date dei giorni, le ore quotidiane fissate per il lavoro, le faccende di casa, (cos\u00ec venivano chiamate una volta), si puntava a guardare avanti. La domanda era una sola: quando finir\u00e0 la quarantena? Quando si potranno riprendere le normali attivit\u00e0? La scuola come finir\u00e0 i propri esami? E via domandandosi senza potersi dare una risposta. Una data su tutte si imponeva: la Pasqua. Si sarebbe potuta festeggiare? A pasquetta si sarebbe potuto andare a fare la scampagnata? Per\u00f2 i problemi veri erano altri: ci sarebbero stati licenziamenti? L\u2019economia si sarebbe ripresa e in quanto tempo? A lui che pensava sempre per prima cosa a chi non pu\u00f2 difendersi neanche davanti ad un attacco di una mosca, venne in mente una contrapposizione nata in quei giorni. Si imponeva di stare tutti a casa, ma a quelli che una casa non avevano chi dava assistenza? Loro per primi avrebbero voluto rispettare quel nuovo precetto, ma una casa dove andare non l\u2019avevano. Tra l\u2019altro, vivendo randagi erano i pi\u00f9 pericolosi per la diffusione del morbo stesso. Dicasi cos\u00ec anche per i ROM. Chi li controllava sanitariamente ? Loro che certamente non vivevano normalmente in situazioni igieniche ideali? I migranti poi, che fine avevano fatto? Non se ne vedevano pi\u00f9 in giro. In quale malsano buco erano finiti?<br>\n La bufera sulla mancanza di mascherine avanzava furiosa. Non c\u2019erano ne per i malati ne per il personale medico infermieristico. Occorreva e con urgenza intervenire. Le opposizioni, quelle che avevano preso valanghe di voti dagli evasori fiscali, dicevano che il governo doveva intervenire per sostenere sia le famiglie che le imprese. Giusto, ma non si ponevano affatto la domanda dove il governo avesse potuto prendere i soldi. Prima aveva disprezzato coloro che pagavano le tasse considerandoli dei fessacchiotti, poi pretendeva di essere curati al pari di chi aveva pagato per avere il nostro sistema sanitario, quindi anche per i furbetti dei vari quartierini italiani. Giocavano al pi\u00f9 uno, e in special modo l\u2019ex ministro alla cattiveria che aveva pienamente dimostrato di non saper governare, e adesso dava piena conferma della sua grassa insipienza non sapendo fare nemmeno l\u2019opposizione e dimostrare senso di responsabilit\u00e0 davanti ad una crisi mondiale. Un pomeriggio pens\u00f2 bene  di essere uno splendido ed informato statista andando in una trasmissione televisiva condotta da una delle tante beneficiate dal sovranismo ed insieme a questa si era messo a recitare il rosario! Si era sostituito al prete cos\u00ec come ai tempi che governava si era sostituito agli altri ministri. A tanto porta la spudorata demagogia. Pur di prendere voti si esercita qualsiasi attivit\u00e0, anche quella clericale. Ma il nostro si domandava: Ma la Conferenza Episcopale italiana non ha nulla da dire su questo uso improprio degli strumenti che dovrebbero essere a loro esclusivo utilizzo?<br>\nRiaffacciandosi per l\u2019ennesima volta alla finestra, not\u00f2 che era passata di moda l\u2019uniformit\u00e0 informatica che chiamava ad una determinata ora di suonare dai balconi. La prima volta era stata bella, emozionante, coinvolgente. Tutti affacciati a battere le mani come ringraziamento e sostegno a quel personale sanitario che si batteva in difesa dei malati e che moriva contro un nemico sconosciuto. Poi, sempre diffondendo il segnale di richiamo, qualcuno decise cosa si dovesse suonare il giorno successivo, e cos\u00ec per altri giorni. Bandiere tricolori furono legate ai balconi e si sentirono le classiche trombette che incitano gli atleti sul campo. Moda finita in fretta. Si disse che la paura e la rabbia iniziavano a diventare incontenibili. Il nostro rifletteva che la vera posta in gioco non era la sicurezza, ma la salvezza.<br>\nLo sport pi\u00f9 seguito in quei giorni era la cucina, le sue ricette, e gli assaggi che non finivano pi\u00f9. Tutti stavano ingrassando. La farina non si trovava pi\u00f9 come diceva sua madre che aveva vissuto l\u2019ultima guerra mondiale. I social inondavano di ricette, i cuochi erano diventati i guru di riferimento e avevano soppiantato altri inutili volti, gli epidemiologi erano come le nuove sibille, pi\u00f9 ascoltati dei preti durante le stanche omelie. Una cosa positiva c\u2019era in questo nuovo ordine di disciplina ordinaria: tutti e casa, e cos\u00ec ogni volta che scendeva a gettare l\u2019immondizia, trovava sempre l\u2019ascensore libero.<br>\nSi va bene, si disse, ma a che serve stare a rimuginare su queste cose? Tristezza e mestizia erano pi\u00f9 dense di un nebbione improvviso. Non si capiva nulla, non si vedeva nulla, si era gravati da un senso di impotenza pestifero come il virus.<br>\nAnd\u00f2 alla sua poltrona che, nel frattempo, si stava un po\u2019 abbassando a forza di sostenere con continuit\u00e0 il suo peso, e si prese il libro che in quel momento lo stava aiutando a volare fuori dalla realt\u00e0 per poter poi tornare a quella pi\u00f9 terrena ma con un momento di respiro pi\u00f9 ampio che non fosse quello affannato e pompato dai necrologi che in ogni istante venivano diffusi con ogni mezzo. Ultimo pi\u00f9 perverso dei quali si divertiva a far circolare notizie false e pericolose. Ecco come veniva usata in modo pessimo l\u2019informatica, che avrebbe dovuto aiutare le persone nei loro lavori e nei loro pensieri.<br>\nPrima dell\u2019ora di cena si concesse un sortita nel giardino condominiale con la scusa che doveva portare il gatto a fare qualche sgambata delle sue. Lo vide nel suo elemento naturale, correva e faceva agguati a nemici inesistenti. Per lui nulla era cambiato. Vai, gioca con tutta la tua felinit\u00e0 e dimostrami in quale baratro siamo caduti, noi che abbiamo la presunzione di sottomettere il mondo alle nostre volont\u00e0, pens\u00f2, e torn\u00f2 in casa per una succulenta cena che avrebbe smaltito verso le due di notte.<br>\nDomani \u00e8 un altro giorno e l\u2019osservatore in missione speciale, si dovr\u00e0 adattare a questa nuova strana routine. Quel domani invocato ed auspicato non sarebbe stato pi\u00f9 come lo aveva vissuto, avrebbe dovuto adattarsi ad una nuova normalit\u00e0 tutta da scoprire.<br>\nSar\u00e0 in grado di farlo?<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13600\"> (69)<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_13600\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13600\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci mancava soltanto l\u2019ora legale per allungare i domiciliari. 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