{"id":13535,"date":"2020-01-15T09:30:39","date_gmt":"2020-01-15T08:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13535"},"modified":"2020-01-15T09:30:39","modified_gmt":"2020-01-15T08:30:39","slug":"il-vangelo-secondo-alda-merini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13535","title":{"rendered":"Il Vangelo secondo Alda Merini"},"content":{"rendered":"<p>A dieci anni dalla morte: 1 novembre 2009<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Alda-Merini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13536\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Alda-Merini.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"182\"><\/a>Cara Signora Merini,<br \/>\nci manca molto la sua voce. Nonostante dieci anni di quotidiana complicit\u00e0, di dettature, di canzoni, di confidenze. Ci siamo sempre dati del lei.<br \/>\nIo ero don Chiodo, lei la Signora Merini. Ho affidato ad un libro che uscir\u00e0 a giorni dall\u2019editrice Claudiana le mie riflessioni su di lei e su quel vangelo che lei ha raccontato con la sua poesia. Si intitola \u201cIl Vangelo secondo Alda Merini\u201d.<br \/>\nHo aspettato 10 anni per parlare di lei. Non ho voluto raccontare gli aneddoti, che pure ci sono stati, commoventi e divertenti. Ho lasciato che il nostro incontro scendesse gi\u00f9 gi\u00f9 nella mia anima, che si distillasse, che insomma diventasse un piccolo canto di restituzione al gande canto della sua poesia e della sua amicizia. Manca molto signora Merini. Alla gente comune. A quelli che di libri magari ne hanno pochi in casa. Ma che la sua poesia la leggono, la cercano. Come un fiore da regalare, come un bicchiere d\u2019acqua quando si ha sete. Come un \u201crimedio\u201d alchemico al mal di vivere.<br \/>\nQuando alla fine della guerra lei rub\u00f2 poesia, prendendo di nascosto Elegie Duinesi di Rilke da una libreria milanese, ci insegn\u00f2 ad avere fame di bellezza. Che se manca, la terra muore. Dentro un verso si pu\u00f2 custodire un albero, il Carro minore, magari quello Maggiore due versi. Che la parola salva, custodisce dalla bufera della banalit\u00e0 che si abbatte sulle nostre citt\u00e0. Ma lei piace, Signora Merini, perch\u00e9 la poesia l\u2019ha rischiata con la vita. Non solo i dieci anni di manicomio, al Paolo Pini di Milano o a Taranto, ma il rischio quotidiano che ha corso fino all\u2019ultimo giorno. lei che era \u201cminima e immensa\u201d come dice un suo antico verso, era la parte di noi che non avevamo incontrato, quella che sta seduta su un burrone ma non rinuncia ad annusare una rosa. la parte di noi che si innamora ogni giorno. la parte segreta del nostro dolore, la ferita della nostra umiliazione. Lei \u00e8 il sonnambulo che vive in noi e tutte le notti vorrebbe camminare sul filo teso tra una parente e l\u2019altra della terra. lei \u00e8 stata la poeta delle metamorfosi: il bruco che diventa farfalla. Ecco perch\u00e9 \u00e8 stata una poeta di popolo. Perch\u00e9 ogni popolo desidera ritrovare il suo volo. La trasformazione poetica diventa allora una trasformazione politica.<br \/>\nMi ha dettato in un giorno speciale:<br \/>\n\u201c Se dovessi fare un collage del tuo amore<br \/>\nmetterei una soglia di baci ardenti<br \/>\nuna finestra rotta<br \/>\ne un passero che canta sul balcone<br \/>\nnon c\u2019era niente dentro il nostro amore<br \/>\nc\u2019era soltanto un intero universo\u201d.<br \/>\n(25 gennaio 2003)<\/p>\n<p>Mi \u00e8 capitato spesso a diverse ore del giorno e della notte, di essere il piccolo scribacchino della sua poesia. Era condividere in presa diretta la nascita della poesia, come credo, possa essere la nascita di una stella, di un arcobaleno, di un pensiero nuovo, di una insperata carezza\u2026<\/p>\n<p>Una volta che dovetti scappare dalla sua casa, per poter prendere l\u2019ultimo treno per Verona mi grid\u00f2 dalle scale che non era possibile abbandonare \u201c il pi\u00f9 grande poeta d\u2019Italia, per quattro insulse beghine\u201d. Poi appena arriva \u201c nel devoto Veneto\u201d come diceva lei, gi\u00e0 suonava il telefono e dettava:<br \/>\n\u201cSe tu non venissi come un vento<br \/>\nportato da uno strano uragano<br \/>\nsenza timbro di sacrificio<br \/>\nquasi mandato via dalla citt\u00e0<br \/>\nio ti avrei preparato<br \/>\nun orto piccolo piccolo<br \/>\ne forse un samoval<br \/>\npoi ti avrei portato con me<br \/>\ndi fronte alle montagne<br \/>\ne l\u00ec avremmo mangiato il giorno<br \/>\ncome una mela fresca<br \/>\nma non \u00e8 stato cos\u00ec<br \/>\nhai sempre alle calcagna<br \/>\ngli orari dei treni<br \/>\ne mi sembra che tu scappi<br \/>\nrincorso da mille vocianti cani\u201d.<\/p>\n<p>Signora Merini, starle accanto \u00e8 stato un dono inestimabile. Mi ha insegnato a leggere la vita in modo diverso. E anche il vangelo. Quel suo Ges\u00f9 dal cuore di donna. Che immagine rivoluzionaria, solenne e commovente che disegna il Ges\u00f9 meriniano, il quale \u201c trascinava la sua lunga veste che pareva lo strascico da sposa. Infatti lui era la vera sposa del Cantico\u201d. La figura del Cristo con lo strascico da sposa che avrebbe potuto trovare spazio nell\u2019immaginario di Pasolini, di Fellini o di Ermanno Olmi.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 niente di grottesco in questa immagine, ma anzi l\u2019intima intuizione del cuore femminile di Cristo Un Ges\u00f9 di carne, che non inchioda il piacere alla croce, ma piuttosto lo libera. Come scrive un \u201cPadre mio\u201d, un\u2019intera opera dedicata a un amico per lei molto caro, per me un Maestro, David Maria Turoldo.<br \/>\nSignora Merini, sono passati 10 anni, ma io sento ogni sera la sua voce nei miei orecchi, il suo canto che mi tiene sveglio il cuore.<br \/>\nLa sua poesia smuove la pietra del sepolcro e fa saltare in aria la morte.<br \/>\nLa sua poesia rimane sempre un inizio di rivoluzione.<br \/>\nMarco Campedelli, narratore, burattinaio e insegnante, consegue il dottorato di teologia all\u2019Ateneo Sant\u2019Anselmo di Roma con una tesi sul rapporto tra poesia e rito. Scrive la prefazione del libro postumo di Alda Merini, Santi e Poeti. La poetessa milanese dedica a lui e alla memoria di Giorgio Gaber il libro: La clinica dell\u2019abbandono.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13535\"> (226)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13535\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13535\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dieci anni dalla morte: 1 novembre 2009 Cara Signora Merini, ci manca molto la sua voce. Nonostante dieci anni<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13535\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13535\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[4,163],"tags":[],"class_list":["post-13535","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-marco-campedelli-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13535"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13535\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13537,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13535\/revisions\/13537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}