{"id":13522,"date":"2019-12-31T17:24:42","date_gmt":"2019-12-31T16:24:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13522"},"modified":"2019-12-31T20:03:42","modified_gmt":"2019-12-31T19:03:42","slug":"ulisse-federico-e-zorba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13522","title":{"rendered":"Ulisse, Federico e Zorba"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 30px;\">&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_13524\" aria-describedby=\"caption-attachment-13524\" style=\"width: 329px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Futuro-possibile.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13524 size-full\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Futuro-possibile.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Futuro-possibile.jpg 329w, https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Futuro-possibile-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13524\" class=\"wp-caption-text\">FUTURO POSSIBILE<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;Il sogno si \u00e8 avverato. Siamo tutti e quattro seduti al vecchio tavolo di quel che in Grecia chiamano taverna. L\u2019oste ha duecento anni, i baffi spessi sopra una bocca generosa. Le rughe sul suo viso hanno la forma del sorriso, dello scherzo e della meraviglia. Non parla molto, il nostro oste. Ha smesso di parlare da tempo, da quando si \u00e8 reso conto che gli altri non ascoltano. Colpa del vino? Colpa dei tempi che viviamo? Colpa di quello o quell\u2019altro? Non gli importa. Nei suoi occhi capisci che la vita che ha vissuta gli basta e avanza. Ora si concentra sugli ordini, sulle brocche da riempire, sui taglieri da confezionare, sul pane da spezzare. Qui non si taglia il pane, compare! Si spezza come si fa dagli albori, da quando il mondo ha iniziato, ha iniziato a fare pane.<br \/>\nSono eccitato anche se non lo faccio vedere. Stasera al tavolo siedono tre fra i miei parenti favoriti, quelli che ho conosciuto giovane e poi non c\u2019era pi\u00f9 salvezza! Che dopo, grazie e per colpa loro, non ho saputo rientrare nei ranghi. Li guardo seduti intorno a questo tavolo di legno che ha visto tanta di quella umanit\u00e0 appoggiare i gomiti, parlare di amore e di guerra, di santi e ladri, rovesciare bicchieri, bestemmiare, ridere a crepapelle, e poi perdersi in malinconie mai raccontate. Se i tavoli di taverna potessero parlare&#8230;<br \/>\nEccoli qua i miei ospiti di una serata unica, irripetibile, folle. Eccoli qua Ulisse, Federico e Zorba. Nella mia dolce pazzia, sono nell\u2019ordine il mio bisnonno, il mio nonno e il mio padre. \u00c8 una rimpatriata di famiglia! Sono arrivati uno alla volta. Zorba era gi\u00e0 seduto qui al tavolo quando sono entrato. Poi \u00e8 arrivato Ulisse, infine Federico. Senza darsi arie, senza far capire agli altri commensali chi erano, di che stoffa erano fatti, da dove nella Storia erano sbucati. Gente come me e te. Solo l\u2019oste, forse l\u2019oste aveva capito chi erano. Per questo aveva portato subito una bella brocca stracolma di vino nero? E poi, dopo qualche istante, un piatto di prosciutto crudo e fogli di vigna e lumache di mare?<br \/>\nCome sempre nei momenti in cui ci si rivede dopo tanto tempo, i primi momenti sono di chiacchiera lieve, banale, giocosa. Tu come stai con la Penelope? E tu con la tua astrologia? E tu con le tue belle catastrofi? Che goduria stare li a sentirli, a guardarli, a emozionarmi\u2026Nei loro sguardi quell\u2019infinita intelligenza, nei loro gesti quell\u2019atavica nobilt\u00e0, nelle loro parole l\u2019essenzialit\u00e0 della vita. E alzare i calici e brindare e con le mani portare il cibo in bocca sempre sorridendo. E finire la brocca e chiamare l\u2019oste che gi\u00e0 aveva capito e arrivava con una nuova brocca stracolma di vino nero. Il vino nero della grande isola a ponente, dove greci romani saraceni franci e ispanici avevano lasciato tracce indelebili. Il nero d\u2019Avola.<br \/>\nIl primo a prendere la parola fissandomi negli occhi, fu Federico.<br \/>\n\u201cAllora nipotino, dicci perch\u00e9 ci hai chiamato qui! Sai, io sono dovuto partire da Castel del Monte qualche giorno fa\u2019 per giungere in questa bettola dell\u2019Epiro. Spero non sia stato per un capriccio!\u201d<br \/>\nMi sentivo un po\u2019 sotto soggezione. Non avevo ancora una risposta pronta. Mi salv\u00f2 Zorba\u2026<br \/>\n\u201cEhi, grande Imperatore Germanico, gi\u00e0 di stare insieme noi tre \u2013 e guardava verso Ulisse \u2013 grazie a questo fanciullo \u00e8 una gran bella cosa! Erano anni che lo sognavo un momento come questo\u201d.<br \/>\n\u201cHai ragione Zorba\u201d, interruppe Ulisse, \u201cnon mettiamo il ragazzo sotto pressione. Ma anche io sono curioso di sapere il perch\u00e9 della nostra riunione qui. Anche se per me, era abbastanza facile arrivare da Itaca fino a qui, uno scherzo insomma! E tu, Zorba, ne avrai fatti di chilometri per raggiungerci\u2026\u201d<br \/>\n\u201cbeh, ero dalle parti di monte Athos, con quei poveri disgraziati che non conoscono il profumo di una donna quando si spoglia\u2026 Ero li lavorando per sistemare un po\u2019 le loro trasandate casupole, che tutti chiamano monasteri, con tanto di riverenza. Ma casupole sono, e mal costruite anche. Ma lasciamo perdere. Per me, la chiamata del figliolo era come una liberazione. Anche i monaci capiscono che un padre deve rispondere presente quando il figlio chiama\u201d.<br \/>\nNon so per quale miracolo, ma da quando i miei avi avevano cominciato a parlare, non sentivo pi\u00f9 rumori nella sala. Gli altri commensali continuavano a mangiare, bere, parlare, ma \u00e8 come se fossero dall\u2019altra parte di un muro invisibile che tutto zittiva. Un muro che solo l\u2019oste avrebbe attraversato ogni volta che portava una nuova brocca di vino e qualche stuzzichino.<br \/>\nOra sapevo che toccava a me.<br \/>\n\u201cAllora, cari miei, se vi ho chiamato a raduno stasera, \u00e8 perch\u00e9 sono in mezzo a un guado nel fiume della mia vita. Il mondo in cui mi barcameno sta andando completamente alla deriva. Stiamo segando il ramo su cui stiamo seduti. Per assurdo, la progressione della civilt\u00e0 umana ci ha portato a distruggere la terra sulla quale e dalla quale viviamo. Come avreste voi mai potuto immaginare una tale stupidit\u00e0, una tale ignoranza, e temo un tale menefreghismo della specie umana? Avete idea?\u201d.<br \/>\nPresi il mio calice e bevvi un lungo sorso. Ne avevo bisogno, la mia gola era secca\u2026<br \/>\nIl primo a prendere la parola fu Zorba.<br \/>\n\u201cChe coglioni questi miseri uominicchi! Come fanno a non vedere che i loro credi, le loro fedi, la loro arroganza porta il mondo alla catastrofe finale? Una catastrofe che questa volta non chiamerei fantastica\u2026\u201d strizzando l\u2019occhio a Federico. \u201cDov\u2019\u00e8 finita l\u2019empatia, la chiaroveggenza, il buon senso comune? \u00c8 dio possibile che esista solo \u2018sta sete di denaro, di potere, di sopraffazione che sembra governi il mondo odierno? Ma le emozioni, la meraviglia, il mistero, la santa paura di essere solo piccoli grani di sabbia sulla spiaggia della vita, ma dove sono finiti?\u201d.<br \/>\nQuello era mio padre! Quello era il mio idolo!<br \/>\nFu Federico a rispondere.<br \/>\n\u201cL\u2019uomo, da che \u00e8 uomo, \u00e8 sempre stato il proprio peggiore nemico. Non bisogna troppo fidarsi della specie umana. Proprio per quella \u2018santa paura\u2019 di cui parlavi, Zorba\u201d. Bevve dal calice. \u201cQuel misero animale, non so per quale ragione, ha sempre aspirato a essere dio. E non nascondo che anch\u2019io, temo, per questa sua ambizione. In quel momento, si perde il senso della realt\u00e0, si parte in quarta a padroneggiarsi della vita, a farla diventare schiava. La vita! Questa incommensurabile e misteriosa meraviglia\u2026\u201d.<br \/>\nSentivo una vena di tristezza mentre si fermava per bere un altro goccio di vino.<br \/>\n\u201cSe ve ne parlo di questa meraviglia, \u00e8 perch\u00e9 mi sono lanciato nella ricerca folle di dare un senso all\u2019universo. Nel mio castello ottagonale laggi\u00f9 nella mia amata Puglia, passo giornate intere a cercare\u2026non so neanche veramente cosa\u2026\u201d.<br \/>\nLo interruppe Ulisse.<br \/>\n\u201cCaro pronipote, che non sapevo neanche di avere, per quante donne ho fertilizzato nella mia interminabile vita\u2026 E gi\u00f9 una strizzata d\u2019occhi a Zorba. \u201cCome forse saprai, non sono mai stato un gran che in filosofia. Ho solo sempre cercato in modo molto pratico di \u2018tornare a casa\u2019. Se ho un po\u2019 di esperienza, \u00e8 solo nel saper sbrigarsi nelle pi\u00f9 complicate situazioni. Cosi sono riuscito a salvare la pelle e tornare alla mia amata Itaca. Tu sai di cosa parlo, non \u00e8 vero pronipote, perch\u00e9 ci sei stato\u2026\u201d.<br \/>\nFitta di nostalgia.<br \/>\n\u201cCerto che so, che quei giorni sull\u2019isola sacra, fra Frikes e Marmaka, fra gli ulivi secchi e le nobili capre, fra vini antichi e vecchi marinai, non me li scorder\u00f2 mai\u2026Ma continua Ulisse!\u201d.<br \/>\n\u201cBene. Tu poni domande pesanti. Come Federico, non ho una grande stima della stirpe umana. Soprattutto oggi, che sembra si sia riprodotta in modo esagerato! Troppi esseri umani per vivere su questo pianeta in questo modo\u2026\u201d. Ulisse anche lui si prese il calice e lentamente lo svuot\u00f2 nella sua bocca. \u201cAh, che bene che fa il vino nella gola! Bon\u2026 Perch\u00e9 caro Cristoforos\u201d, &#8211; per primo pronunci\u00f2 il mio nome, e ne fui contento \u2013 \u201c non pensare che visto che sono parte dell\u2019antichit\u00e0, non seguo le cose odierne. Vedo tristemente come stanno le cose. E vedo che le cause del disastro in arrivo sono tante e complicate. Non so, forse con il contributo di Federico e Zorba stasera, e il tuo, troveremo qualche cosa, qualche intuizione\u2026ma sono pessimista. Sempre stato!\u201d<br \/>\n\u201cAnch\u2019io sono pessimista\u201d, ammisi. \u201cAnche se sono giovane in paragone a voi! Ma vedo che lo status quo \u00e8 troppo aggressivo. Troppo forti gli interessi dei potenti, che poi spesso e volentieri, non hanno neanche un nome, cognome, o indirizzo di casa. Sono costellazioni finanziarie e criminali\u2026.<br \/>\nMi interruppe Zorba.<br \/>\n\u201cIl pessimismo non serve a niente! \u00c8 la scusa degli impotenti. Anche l\u2019ottimismo \u00e8 una robba dubbia. Fa pensare che il modo \u00e8 come lo sogniamo. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Il mondo \u00e8 quello che \u00e8\u2026 sembra una banalit\u00e0. Ma se cominciamo a mettere a fuoco bene le cose che vanno e quelle che non vanno, si pu\u00f2 forse cominciare a smantellare i muri che si erigono davanti a noi\u201d.<br \/>\n\u201cHai ragione, Zorba\u201d, disse pensieroso Ulisse. \u201cSe penso a tutti i disgraziati affondati e morti sul fondo del Mediterraneo\u2026 cercavano solo un posto per vivere pi\u00f9 tranquilli, pi\u00f9 degni. Ma qui la dignit\u00e0, \u00e8 un pezzo che non la vedo pi\u00f9!\u201d.<br \/>\nSenza brindare, alzammo tutti i nostri calici e bevemmo un lungo sorso, meditativo.<br \/>\n\u201cMettere insieme la distruzione del pianeta, la fame, le guerre, i rifugiati\u2026 pu\u00f2 sembrare strano, ma non lo \u00e8\u201d. Federico ci guardava negli occhi uno per volta. \u201cLa violenza esplicita e implicita che domina il mondo attualmente, ha delle radici ben precise. Vedo che l\u2019uomo non ha imparato un granch\u00e9, malgrado tutti i cosiddetti progressi fatti nei secoli passati, da quando anch\u2019io cercavo di migliorare le cose. La scienza, la tecnologia, i diritti umani avrebbero dovuto portarci sulla via della pace duratura. Invece, vediamo tutti che non ha funzionato. Questo perch\u00e9, semplicemente, la legge del pi\u00f9 forte ha sempre avuto la meglio su qualsiasi utopia. Ormai con un sistema economico unico che ha bisogno di distruggere per andare avanti, siamo forse oltre il punto di ritorno\u2026\u201d.<br \/>\n\u201cMa allora che facciamo?\u201d. So che stavo usando la frase pi\u00f9 scontata della storia umana. \u201cLasciamo perdere, ci ubriachiamo, e andiamo a fare chiasso sotto la sede della banca nazionale? Balliamo un ultimo tango, come sul Titanic la notte del naufragio?\u201d. Ulisse si schiar\u00ec la gola.<br \/>\n\u201cMomento! Io la vedo cos\u00ec: guardiamo in faccia tutte le sfaccettature di questo disastro in atto. Facciamo delle distinzioni, organizziamo un po\u2019 pi\u00f9 precisamente i vari componenti che ci hanno portato al dramma che vive l\u2019umanit\u00e0 e la Terra. lasciamo perdere se siamo ancora in tempo o no. Vediamo intanto dove potremmo incidere. Facciamo un elenco delle nostre azioni, e vediamo l\u2019impatto che hanno sull\u2019andazzo generale\u201d.<br \/>\n\u201cBravo, Ulisse, vecchio filibustiere!\u201d esclam\u00f2 Zorba. \u201cCos\u00ec mi piace. Rimbocchiamoci le maniche, vediamo che battaglia scegliere e avanti popolo! Andiamo a combattere i mulini a vento, come il buono Don Chisciotte!\u201d riesce sempre a mettere un po\u2019 d\u2019allegria, questo padre ideale!<br \/>\n\u201cAttenti amici, che le battaglie si combattono a diversi livelli\u201d, disse Federico. \u201cnon vi \u00e8 dubbio che ogni persona, nel suo intimo, nelle sue scelte personali, pu\u00f2 contribuire a raddrizzare un po\u2019 le cose. Ma servono anche delle politiche diverse. Vedete, se fosse come al tempo sul Sacro Romano Impero, deciderei di eliminare tutti gli strati di comando e di governo che sono ridicoli di fronte all\u2019emergenza che viviamo. Imporrei un governo della Terra, che non sia una societ\u00e0 di singoli governi che, come si \u00e8 visto e si vede tutt\u2019ora, non pensano che ai loro sporchi comodi. Un governo della Terra che sappia dare delle regole ferree sul \u2018management\u2019 globale, come si dice oggi\u201d.<br \/>\nSentire quella parola inglese in mezzo al discorso del vecchio imperatore ci fece sorridere.<br \/>\n\u201cContinua, o grande Imperatore, continua!\u201d. Zorba era affascinato dal discorso avviato.<br \/>\n\u201cBeh, intanto stabilendo precisamente la scala delle priorit\u00e0, e anche dei valori. So che oggigiorno, parlare di valori sembra un po\u2019 d\u00e9mod\u00e9, ma se individuano delle priorit\u00e0, poi per metterle in atto, serve eccome una scala dei valori all\u2019opposto di quelle che oggi fanno girare il mondo\u201d.<br \/>\nL\u2019oste arriv\u00f2 con l\u2019ennesima brocca di vino. Avevo perso il conto..<br \/>\n\u201cQuando parlo di valori, parlo di una cosa molto concreta e anche pratica. Per lottare contro le bassezze ataviche dell\u2019uomo, si devono trovare valori forti, valori che sappiano tenere a bada l\u2019egoismo, l\u2019avidit\u00e0, la sopraffazione, la violenza, la sete di potere \u2013 e guardate chi parla!\u201d, disse Federico ridendo.<br \/>\n\u201cIl nodo fondamentale \u00e8 superare l\u2019individualismo e lavorare per il bene comune\u201d.<br \/>\n\u201cNiente da eccepire, caro\u201d, sorrise Ulisse. \u201cMa ti faccio presente che tutte le esperienze in questa direzione, si sono fatte benedire dalla Storia. E malgrado il tuo punto di vista, Zorba, io sono pessimista nel vedere avverarsi un giorno luminoso nel quale l\u2019umanit\u00e0 si sveglier\u00e0 gentile e altruista. Piuttosto, da vecchio naufrago, lasciatemi dire che credo di pi\u00f9 nelle punizioni. Questa umanit\u00e0 avida di benessere materiale va colpita nel portafoglio! Si cominci a far pagare una tassa sulle azioni nocive per il futuro del pianeta. Ma tanta di tassa! Sul petrolio, sulle armi, sulla chimica, sui metalli preziosi che servono per fabbricare tutte quelle diavolerie tecnologiche\u201d, disse puntando al mio smart-phone appoggiato sul tavolo. \u201cLa lista \u00e8 lunga, ma va fatta per vedere il costo ecologico di tutte le cose, i gadget, i mobili, i macchinari, che usiamo pagando sempre un prezzo irrisorio\u201d.<br \/>\nLa testa mi girava un po\u2019. Saranno state queste idee, o il vino? Mi permisi di aprire bocca.<br \/>\n\u201cMa ci vorrebbe una rivoluzione inimmaginabile, per arrivare a questo! Mi viene di sognare che si trovi una droga che possa alterare l\u2019essere umano e farlo diventare buono, calmo, senza pi\u00f9 pretese di comandare e di controllare tutto. Una droga che uccida sul nascere ogni istinto violento, ogni voglia di dominare, ogni espressione di odio. Ma \u00e8 solo un sogno folle\u2026\u201d.<br \/>\n\u201cMica tanto, figliolo!\u201d mi abbracci\u00f2 Zorba. \u201cMi hai fatto pensare che forse gi\u00e0 ce l\u2019abbiamo questa droga\u2026Si chiama creativit\u00e0! Si chiama arte, musica, danza, letteratura, teatro e tutte le espressioni gratuite dell\u2019ispirazione!\u201d. E con nostra grande sorpresa, ecco Zorba tirare fuori da sotto il tavolo, il suo amato Bauzouki. E di cominciare a suonarlo. Dolcemente, piano piano, il tempo di farci riflettere sulle cose dette.<br \/>\nVidi Federico chiudere gli occhi, un sorriso sulle labbra. Ulisse sembrava pronto a ballare, aspettava solo che partisse il Sirtaki. Mi tornarono in mente le serate di festa a Kioni, Stavros, Xinovrissi, con tutte le generazioni avvinghiate in quel ballo inebriante della cultura greca e mediterranea.<br \/>\n\u201cBene. Ma prima di cominciare a ballare, posso avere un ultimo pensiero, un ultimo consiglio, prima che torniate nella profondit\u00e0 della Storia?\u201d, supplic\u00f2.<br \/>\nZorba smise di suonare, e guardammo verso Ulisse.<br \/>\n\u201cCristoforos, comincia a guardare alle cose che fai, ogni giorno. vedi dove puoi diventare pi\u00f9 \u2018leggero\u2019, meno vorace, meno assassino delle forme di vita. Impara la sufficienza, impara a saper dire \u2018basta cos\u00ec\u2019, e prova di contaminare i tuoi amati e i tuoi vicini\u201d. Un dolce sorriso si era fatto largo sul viso del vecchio esploratore, una dolcezza che mi fece caldo al cuore.<br \/>\n\u201cPer\u00f2 giovane\u201d, era ora Federico a parlare. E mi sembrava un po\u2019 pi\u00f9 rigido a un tratto, \u201cti devi anche sporcare le mani con la politica! Troppo facile pensare ai propri comportamenti, per virtuosi che siano. Non serviranno a niente, se non c\u2019\u00e8 in contempo un cambiamento delle regole del gioco a livello planetario. Quindi, informati, rifletti, impegnati con altri, partecipa all\u2019individuazione di nuovo parametri e di nuovi metodi di governo. So bene che la buona vecchia democrazia occidentale \u00e8 stanca e malata, ma ti devi dare da fare per farla ripartire in modo costruttivo. Fai il vero cittadino!\u201d.<br \/>\nAgli ordini, vostra magnificenza! Mica roba da poco\u2026<br \/>\nFu allora che Zorba mi abbracci\u00f2 forte.<br \/>\n\u201cRicordati di ringraziare la vita, quando ti alzi la mattina! Stringila pi\u00f9 forte che puoi, come una amante! Di forte alla gente che il Re \u00e8 nudo \u2013 scusa la metafora Federico! -, che non ci sono santi e non ci sono paradisi al di fuori dei tuoi simili, al di fuori di Madre Terra! canta di gioia, ridi di gusto, mangia e bevi come Gargantua! E quando ti sembreranno troppi i pesi della vita, quando vedrai quello che volevi essere e quello che sei diventato, quando entrer\u00e0 senza bussare la tristezza nel tuo cuore, allora prenderai uno strumento in mano e inizierai a ballare!\u201d<br \/>\nE in un salto, Zorba era in mezzo alla sala, in mezzo ai commensali, e il bouzouki si accendeva sempre di pi\u00f9, e il mio grande pap\u00e0 si mise a fare uno poi due poi dieci passi di danza. Finch\u00e9 la gente si alz\u00f2 e inizi\u00f2 il magico cerchio del Sirtaki, e in un momento tutta la vita era qui in questa sperduta taverna della Grecia profonda, e la vita ballava anche lei\u2026<\/p>\n<p>Christoph Baker, scrittore.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13522\"> (20)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13522\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13522\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp;Il sogno si \u00e8 avverato. Siamo tutti e quattro seduti al vecchio tavolo di quel che in Grecia chiamano<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13522\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13522\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[4,205,206,110],"tags":[],"class_list":["post-13522","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-christoph-baker","category-christoph-baker-racconti","category-racconti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13522"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13526,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13522\/revisions\/13526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}