{"id":13404,"date":"2019-05-31T18:23:46","date_gmt":"2019-05-31T16:23:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13404"},"modified":"2019-05-31T18:25:17","modified_gmt":"2019-05-31T16:25:17","slug":"lorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13404","title":{"rendered":"L\u2019ORSO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/calcio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13405\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/calcio.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/calcio.jpg 304w, https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/calcio-300x164.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a>Era nipote di Peppe l\u2019orso, figlio di Luigi l\u2019orso ed era orso pi\u00f9 del nonno e del padre. Pesava centosei chili e portava quarantacinque di scarpe. I peli gli uscivano fuori dal colletto della maglia, aveva i capelli lunghi e la barba alla Fidel.<\/p>\n<p>Era alto un metro e ottantanove.<br \/>\nDa pi\u00f9 piccolo non era proprio cos\u00ec ma quasi. Quando Peppe Altieri, si chiamava cos\u00ec, s\u2019 era presentato davanti a Saverio Luciani per farsi ammettere a giocare negli allievi della squadra del paese il vecchio ex giocatore di grandi squadre non lo mand\u00f2 via subito solo per non farlo avvilire davanti ai compagni e se lo fece passare davanti al tavolino in fila con tutti gli altri:<br \/>\n\u201cCome ti chiami?\u201d<br \/>\n\u201cAltieri Giuseppe\u201d.<br \/>\n\u201cAh, sei figlio a Luigi!\u201d<br \/>\n\u201cSi\u201d.<br \/>\n\u201cQuanti anni hai?\u201d<br \/>\n\u201cSedici\u201d<br \/>\n\u201cQuanto sei alto?\u201d<br \/>\n\u201cUn metro e ottantatre\u201d<br \/>\n\u201cE quanto pesi?\u201d<br \/>\n\u201c \u2026 novantacinque\u201d<br \/>\n\u201cDove giochi?\u201d<br \/>\n\u201cAla sinistra\u201d.<br \/>\n\u201cA posto. Mettiti assieme agli altri\u201d.<\/p>\n<p>Faceva gi\u00e0 impressione. Era scuro di pelle e a sedici anni era irsuto tre volte tanto quegli altri. La leva delle giovanili rincominciava allora dopo un periodo di fermo di cinque o sei stagioni. La fila al tavolino dove Luciani prendeva gli appunti sui candidati non finiva pi\u00f9 e mano a mano che gli passavano davanti: \u201cCome ti chiami, quanti anni hai, quanto pesi, quanto sei alto, dove giochi, mettiti l\u00e0 con gli altri\u201d, i bordi attorno al campo si riempivano di tute e magliette di colori diversi.<br \/>\nErano le due di pomeriggio e di sicuro avrebbero finito coi riflettori. Conclusa la conta, all\u2019inizio Luciani prese quelli che gli parevano pi\u00f9 scarsi e li fece giocare nel ruolo che avevano detto. Aveva fischiato l\u2019inizio e s\u2019era distratto a guardare certi altri che seguitavano ad arrivare con le borse verso gli spogliatoi per cambiarsi e scendere al campo pure se stavano in ritardo; fece in tempo a riprendersi e a spostare la testa per evitare il pallone. Quando si volt\u00f2 per vedere dove andava a finire, s\u2019accorse che la palla l\u2019aveva presa Peppe l\u2019orso. Quella barra di lardo e peli s\u2019era messa a ballare con la palla in mezzo ai piedi saltando a uno a uno gli avversari che gli s\u2019erano ammassati addosso. Era uscito fuori dal mucchio e s\u2019era messo a correre come un treno vicino all\u2019out di sinistra. Faceva<br \/>\npolvere e sotto i tacchetti era un seguito di crocchiare e schizzare di sassi in mezzo al campo. Oramai stava solo e s\u2019era potuto spostare un po\u2019 pi\u00f9 verso il centro della porta. Al limite dell\u2019area pieg\u00f2 il busto in avanti, abbass\u00f2 la spalla sinistra e tir\u00f2, probabilmente a occhi chiusi. Il portiere s\u2019era buttato per terra con le mani sopra la testa. La palla era entrata, aveva strappato la rete dal gancio e il muro che stava dietro aveva rimandato il botto attorno al campo.<\/p>\n<p>Era imprevedibile, veloce e potente.<br \/>\nQuando chiedeva la palla agli altri gliela passavano dovunque stesse e lui pensava a portarsela dove gli serviva per far torcere di paura chi gli si metteva davanti. Non ringhiava. Non faceva scorrettezze. Era perfetto in quasi tutto ma a un cristiano pi\u00f9 largo che lungo e con tutti quei peli non gli potevi chiedere pure l\u2019eleganza dei movimenti. Luciani sperava che gliene potessero toccare altri dieci che valessero almeno la met\u00e0 dell\u2019orso: \u201cCos\u00ec vinciamo il campionato e iniziamo alla grande!\u201d<br \/>\nVinto subito il torneo degli allievi regionali, Luciani si port\u00f2 tutti quelli che rientravano nell\u2019et\u00e0 al campionato degli Juniores. L\u2019anno dopo certi compagni dell\u2019orso avevano gi\u00e0 giocato con la nazionale under diciotto e Scarpati, il portiere, era riuscito a farsi ingaggiare addirittura in serie B.<\/p>\n<p>Peppe l\u2019orso stava con la prima squadra in Promozione e se non fosse stato che dovettero vendersi le ultime due partite per non passare di categoria, sarebbe andato a giocare in serie D.<br \/>\nCostava troppo mantenere una squadra in serie D. Certe volte Luciani quando l\u2019orso segnava anche tre gol nella stessa partita se ne andava via con la testa bassa. Non lo diceva a nessuno ma c\u2019aveva provato in tutti i modi a portarlo alle squadre che contavano per farlo diventare un professionista: \u201cMa fermati un momento a vederlo! \u2026 E\u2019 tutta un\u2019altra cosa da come sembra! \u2026 Gioca da fuoriclasse! \u2026E\u2019 gi\u00e0 pronto per la serie A! \u2026\u201d Se ne andavano appena lo vedevano in calzoncini e maglietta. Aveva la pancia e i fianchi che gli pendevano in fuori; i peli gli uscivano da tutte le parti. Portava barba e capelli lunghi e quelli se ne andavano due secondi dopo che era uscito dallo spogliatoio. Era successo gi\u00e0 quattro volte.<br \/>\nGianfranco Guspertoni gli doveva un favore. Infatti, ai tempi, Luciani l\u2019aveva tolto dalle mani degli strozzini con met\u00e0 dell\u2019ingaggio che gli era toccato per il contratto nuovo. Poi l\u2019aveva crocchiato di botte e ancora erano amici. Guspertoni adesso allenava una squadra che rischiava di retrocedere in serie B e una domenica che la gente s\u2019aspettava di vedere giocare l\u2019orso in Promozione, a una certa ora del pomeriggio la radio diceva: \u201cGuspertoni richiama Bertolini e lo sostituisce con \u2026\u201d Mentre quell\u2019altro si rimetteva seduto in panchina, di corsa dal corridoio degli spogliatoi si materializzava la stazza nera di Peppe l\u2019orso. Furono pochi secondi nei quali sia in campo che fuori, videro il mastodonte che si faceva controllare i tacchetti sotto i longheroni che portava ai piedi e poi entrava coi capelli e la barba che gli ballavano mentre faceva gli ultimi salti per finire il riscaldamento in campo.<br \/>\nLa squadra perdeva uno a zero a venti minuti dalla fine e i tifosi che avevano fatto lo sciopero muto per tutta la partita si misero a fischiare finch\u00e9, passati nove minuti, non dovettero smettere; dopo aver segnato il pareggio, l\u2019orso stava ballando e saltando come un assatanato proprio sotto la curva loro.<br \/>\nSmisero senza esultare e riuscirono a malapena a fare un po\u2019 d\u2019applausi quando la squadra dell\u2019orso segn\u00f2 il secondo gol e la partita fin\u00ec in rimonta \u201cdue a uno\u201d.<br \/>\nDa allora in poi, gli anni appresso, non era strano vedere certi titoli di giornale come: \u201cL\u2019orso trascina la squadra alle semifinale di coppa!\u201d, \u201cL\u2019orso segna due gol al Manchester!\u201d, \u201cL\u2019orso convocato in Nazionale!\u201d<br \/>\nSaranno due o tre anni che ha smesso di giocare. E\u2019 un po\u2019 pi\u00f9 magro di prima, s\u2019\u00e8 tagliato i capelli e la barba, conosce perfettamente tre lingue e si occupa di pubbliche relazioni per una nota multinazionale del settore petrolchimico.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13404\"> (37)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13404\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13404\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era nipote di Peppe l\u2019orso, figlio di Luigi l\u2019orso ed era orso pi\u00f9 del nonno e del padre. 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