{"id":13287,"date":"2019-01-22T21:30:14","date_gmt":"2019-01-22T20:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13287"},"modified":"2019-01-22T21:32:09","modified_gmt":"2019-01-22T20:32:09","slug":"prima-gli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13287","title":{"rendered":"Prima gli Italiani"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_13289\" aria-describedby=\"caption-attachment-13289\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/ita1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13289\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/ita1.jpg\" alt=\"Emigrazione italiana in Brasile.\" width=\"275\" height=\"183\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13289\" class=\"wp-caption-text\">Emigrazione italiana in Brasile.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 un\u2019espressione ripetuta piu\u2019 volte dalla classe politica attuale. L\u2019espressione nasconde e allo stesso tempo rivela una visione parziale della realta\u2019 italiana, con la sua storia e cultura, i suoi alti e bassi che si sono susseguiti nel corso di tanti secoli. Ma l\u2019 Italia e\u2019 la stessa terra = teatro comune, su cui si sono incontrati e a volte scontrati tanti modi di vivere e di agire, con a fianco il diverso o straniero.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Entriamo nel concetto e pratica (o no) dell\u2019 ospitalit\u00e0, di quel valore che ci e\u2019 stato insegnato come un \u201cdovere\u201d, perche\u2019 ogni ospite \u00e8 \u201csacro\u201d. Ma rispolveriamo un po\u2019 le reminescenze scolastiche.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La parola \u201cospite\u201d ha in latino la corrispondenza in due termini con la stessa radice ma di senso lievemente differenziato: \u00abhostis\u00bb e \u00abhospes\u00bb. Il primo indicava colui che viene accolto, il secondo colui che accoglie. Nella lingua italiana usiamo un unico termine che spesso crea ambiguit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ma, attenzione, nel significato arcaico il termine latino \u201chostis\u201d (colui che viene accolto) era originariamente riferito all\u2019estraneo, allo \u201cstraniero\u201d, a chi non appartiene alla medesima famiglia, al medesimo popolo. Questa espressione, con il tempo venne assimilata al termine \u00abinimicus\u00bb con il concetto di \u201costile\u201d, probabilmente gi\u00e0 all\u2019epoca delle conquiste imperiali, quando popolazioni \u2018straniere\u2019 resistevano all\u2019integrazione, ossia alla romanizzazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nella pi\u00f9 antica civilt\u00e0 greca era usato il termine \u00abxenos\u00bb (da cui deriva xenofobia) con lo stesso significato e \u00abxenia\u00bb per ospitalit\u00e0. \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Lo straniero \u00e8 per gli uomini e per gli d\u00e8i oggetto di un pi\u00f9 grande amore<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb. &nbsp;\u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019ospite \u00e8 come un fratello per l\u2019uomo che abbia anche solo un poco di senno<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb, sono frasi che ci rimandano alle leggi di Platone e all\u2019Odissea di Omero. Gli dei dell\u2019Olimpo si riservavano il diritto di premiare o lanciare punizioni. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Questo avveniva anche tra altri popoli, come ad esempio gli Ebrei. L\u2019ingiunzione divina prescriveva: \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Quando qualche forestiero soggiorner\u00e0 con voi nel vostro paese, non gli farete torto. Il forestiero che soggiorna fra voi, lo tratterete come colui ch\u2019\u00e8 nato fra voi; tu l\u2019amerai come te stesso; poich\u00e9 anche voi foste forestieri nel paese d\u2019Egitto<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb (Levitico 19, 33-34). In tutto il mondo antico l\u2019ospitalit\u00e0 era importante al punto da essere considerata la relazione pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 sacra nella quale possano stare due abitanti di questo mondo. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Il retroscena storico non sarebbe completo, a nostro parere, se omettessimo l\u2019odissea dell\u2019emigrazione italiana durata un secolo (1870-1970), con i diversi milioni di connazionali che hanno bussato alla porta di tante altre comunita\u2019 per chiedere ospitalita\u2019 o liberta\u2019 di transito. Gli Italiani stessi diventati stranieri, alla ricerca dei medesimi benefici che ora fanno parte dei desideri di tanti nuovi \u201cospiti\u201d che si affacciano alle frontiere italiane di terra o di mare. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">A questo punto possono sorgere, spontanee e immediate, molte domande: come questi e tantissimi altri riferimenti alla storia e &nbsp;alla Bibbia possano rispondere realisticamente \u2013 e<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">dunque in modo significativo ed efficace \u2013 alle problematiche dell\u2019ospitalit\u00e0 che tanto<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">inquietano e impegnano oggi la nostra societ\u00e0 e i nostri territori?<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La cultura greca o la storia del diritto nell\u2019antica Roma o la Bibbia sono testi lontani millenni dal nostro tempo: quale attualit\u00e0 possono<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">rivendicare? Son lontani non solo cronologicamente, ma anche e non meno nelle forme della vita sociale e della sensibilit\u00e0 culturale: quale sintonia pu\u00f2 esserci con noi?<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Sono consapevole della vastit\u00e0 e complessit\u00e0 del fenomeno dell\u2019immigrazione oggi, che comprensibilmente genera non pochi problemi di ordine pubblico, di risorse, di integrazione\u2026 Mi domando: sta davvero qui il cuore della questione? Per la nostra societ\u00e0 gli immigrati sono un problema solo perch\u00e9 sono davvero troppi, come si ripete? Oppure &nbsp;ci fanno paura in quanto \u201cstranieri\u201d? Confessiamolo: indipendentemente da discussioni colabrodo su ius sanguinis o ius soli, quanti italiani teniamo ai margini perch\u00e9 in certo modo \u201cstranieri\u201d, diversi da noi? Penso ai malati gravi \u2013 e tra loro a quelli che soffrono patologie psichiche -, ai carcerati, ai barboni, ai portatori di handicap, agli anziani\u2026 <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 soltanto apparentemente lontano il tempo in cui, nel 1938, Martin Buber (grande pensatore ebreo-tedesco, 1878-1965) intraprendeva un viaggio, non certo di sua volont\u00e0, costretto com\u2019era a fuggire dal nazismo. E, nella precariet\u00e0 di quella situazione scriveva: \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Viviamo un\u2019epoca \u2018senza casa\u2019, siamo perduti \u2018in aperta campagna\u2019 e non possediamo neppure quattro picchetti per innalzare una tenda<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Era, evidentemente, una metafora: la dimora di cui denunciava la mancanza non era certo una casa fatta di muri e stanze, o di tela come una tenda. Buber si riferiva ad una dimora pi\u00f9 intima, pi\u00f9 essenziale e urgente: a quella dimora esistenziale, che per lui era <\/span><b>l\u2019Io &#8211; Tu<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, l\u2019incontro autentico, il dialogo che chiama ciascuno ad uscire dalla nicchia dell\u2019autocentramento, dove la parola \u00e8 monologo, pensiero unico, o dall\u2019anonima indifferenza di una collettivit\u00e0 omogeneizzante, dove la parola \u00e8 \u201cchiacchiera\u201d, cacofonia; \u00e8 vuota, \u00e8 morta.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">O come avverte un altro pensatore molto citato, come Bauman: ci rintaniamo nel chiuso delle nostre paure, e \u2013 spinti dalla crescente \u201cBuilding Paranoia (Paranoia del costruire muri) \u2013 innalziamo attorno alle nostre case, attorno ai nostri quartieri o alla nostra \u201ccivilt\u00e0\u201d una serie infinita di recinzioni, di separatori sociali, di strumenti di interdizione che \u2013 elementi portanti di una cultura dell\u2019apartheid \u2013 impediscono all\u2019altro di valicare i nostri confini e di avvicinarsi alle nostre abitazioni. Questi bunker dell\u2019io, queste nicchie culturali iperprotette da sofisticati sistemi d\u2019allarme, non sono certo la \u201cdimora\u201d intesa da Martin Buber. In esse, l\u2019essere umano (individuale e collettivo) spesso tradisce se stesso, contraddice il compito di migliorare, di diventare pi\u00f9 grande, di \u201coltrepassarsi\u201d veramente, andando oltre i confini ristretti per avvicinarsi ad altri fini.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_13290\" aria-describedby=\"caption-attachment-13290\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/ita2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13290\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/ita2.jpg\" alt=\"Brasile. Quando i disperati eravamo noi.\" width=\"277\" height=\"182\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13290\" class=\"wp-caption-text\">Brasile. Quando i disperati eravamo noi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Tutt\u2019altro che facile e scontata, la dinamica dell\u2019ospitalit\u00e0 chiama in causa un\u2019arte complessa che si articola attorno a pi\u00f9 movimenti: l\u2019arte di allestire un luogo abitabile, l\u2019arte di invitare, l\u2019arte di andare a trovare e infine l\u2019arte di sostare. Affrontando e superando, in ogni fase, contraddizioni e resistenze varie.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13287\"> (103)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13287\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13287\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 un\u2019espressione ripetuta piu\u2019 volte dalla classe politica attuale. 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