{"id":13258,"date":"2018-12-27T17:33:21","date_gmt":"2018-12-27T16:33:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13258"},"modified":"2018-12-27T17:33:21","modified_gmt":"2018-12-27T16:33:21","slug":"bamba-sissoko-profugo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13258","title":{"rendered":"Bamba Sissoko: profugo"},"content":{"rendered":"<p>Era la fine di novembre del 2012 e io insegnavo lingua italiana agli adulti stranieri.<br \/>\nIn classe, insieme a persone provenienti da ogni latitudine, avevo anche alcuni minori profughi, fuggiti l\u2019anno prima dalla Libia in fiamme. Tutti ragazzini svegli, motivati, desiderosi di impegnarsi per ottenere quel riscatto sociale ed economico che avevano inseguito fin da bambini.<br \/>\nStavo lavorando sul passato prossimo e li spronavo a coniugarlo per i verbi pi\u00f9 utilizzati. Mi rivolsi dunque a uno di loro: \u201cBamba, mi dici il passato prossimo del verbo ridere?\u201d<br \/>\nUn attimo di indecisione, poi: \u201cio ho\u2026io ho\u2026io ho\u2026risotto!\u201d<br \/>\nA distanza di sei anni, quei ragazzi hanno quasi tutti terminato il loro percorso scolastico \u2013 nonostante qualcuno fosse partito completamente analfabeta \u2013 lavorano e avrebbero tanto da insegnarci in termini di resistenza e forza. E onest\u00e0. La storia di Bamba ne \u00e8 un chiaro esempio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un fiume, il Senegal, che scorre attraverso una regione collinosa e d\u00e0 vita a uno dei paesaggi pi\u00f9 belli del Mali occidentale. I bacini del Senegal e del Niger furono la culla dei grandi regni dell\u2019Africa medievale, quelli del Ghana, del Mali, di Tekrour. L\u2019espansione coloniale della Francia port\u00f2 alla loro disintegrazione, mentre l\u2019economia commerciale, volta a trasferire materie prime e prodotti agricoli dagli insediamenti alle citt\u00e0 francesi, determin\u00f2 pi\u00f9 avanti i primi insediamenti idro-agricoli sul fiume Senegal. La Francia cerc\u00f2 di trasformare il Waalo (delta e bassa valle) in un paese di piantagioni (cotone, canna da zucchero, tabacco), soprattutto perch\u00e9 aveva perso Santo Domingo. Purtroppo, i piani di occupazione agricola messi in atto dai colonizzatori distrussero gli antichi metodi di coltivazione e allevamento, pi\u00f9 in sintonia con la natura dei luoghi, e si conclusero con disastrosi insuccessi. Ora, se si percorre l\u2019unica strada asfaltata del paese, che da Bamako porta a Kayes, sono le acacie a dominare il paesaggio semidesertico a perdita d\u2019occhio. Il fiume Senegal ha origine dalla confluenza di due fiumi, Bafing e Bakoy, a Bafoulab\u00e9. Da questa zona, dal villaggio di Koumakary, proviene Bamba Sissoko, ragazzo maliano arrivato a Castelnuovo ne\u2019 Monti dalla Libia, fuggendo dalla guerra del 2011. Di etnia Khassonke, originata dalla mescolanza di Peuls e Mandingues (le preferite dai commercianti di schiavi), Bamba parla benissimo cinque lingue del Mali, poi il francese, l\u2019italiano, e se la cava anche con l\u2019arabo e l\u2019inglese.<br \/>\n\u201cSono partito dal Mali per la Libia a marzo del 2010, dopo l\u2019improvvisa morte di mio padre. Io, che sono il figlio maggiore, mi sono consultato con mia madre Yassa e abbiamo deciso che toccava a me partire. Dovevo aiutare lei, gli altri miei quattro fratelli e le mie sorelle. Avevo solo 15 anni. Dal Mali me ne andai in pullman, poi mi spostai su dei camioncini; in Algeria e in Libia utilizzai pullmini, taxi, ma, soprattutto, le mie gambe e i miei piedi, e non \u00e8 facile nel deserto\u201d.<br \/>\nIn alcuni gruppi etnici che popolano questa parte del Mali, la migrazione dei giovani \u00e8 incoraggiata. Fulani, Soninke, Khassonke\u2026sono tutti in viaggio. \u00c8 un bisogno, ma \u00e8 diventato quasi un rito di passaggio all\u2019et\u00e0 adulta. La popolazione si affida all\u2019emigrazione, non allo Stato assente e, dagli anni \u201970, la maggior parte dei servizi sociali e delle infrastrutture sono stati finanziati proprio dai migranti e sono tuttora mantenuti con le rimesse che essi continuano a inviare. Kayes \u00e8 sempre stato un luogo di passaggio. Precedentemente nota come la \u201ccitt\u00e0 della ferrovia\u201d, in riferimento al suo treno merci e passeggeri che collegava Bamako a Dakar, questa citt\u00e0 di due milioni di abitanti ha perso la sua bellezza per la distruzione delle strade del Sahel e per la siccit\u00e0. I cambiamenti climatici qui si fanno sentire in modo pesante.<br \/>\nI villaggi che dipendevano esclusivamente dalla ferrovia stanno morendo, i loro abitanti se ne stanno andando. Eppure, Bamba ricorda con nostalgia la sua vita nel villaggio. \u201cNel 2001, a sei anni, cominciai la scuola elementare. L\u2019edificio era una capanna e facevamo i calcoli con dei bastoncini di legno. Poi, giocavamo a calcio con un pallone ideato da noi, infilando dei vestiti dentro una calza. Mio padre era giardiniere e io, dopo la scuola, andavo a dargli una mano. Tra i nove e i quindici anni lavoravo gi\u00e0 come un adulto. Alla scuola del villaggio ho frequentato fino alla quarta elementare e basta. Certo, la mia famiglia era povera, ma era bella, molto unita\u201d.<br \/>\nA Kayes, la quasi totalit\u00e0 delle infrastrutture \u00e8 opera dei maliani che lavorano all\u2019estero. Servizi di fornitura di acqua potabile, scuole, servizi sanitari, elettricit\u00e0: la regione deve tutto a loro.<br \/>\nBamba, dunque, arriv\u00f2 in Libia, come altri giovanissimi migranti della sua regione, e cominci\u00f2 a lavorare: \u201dTrovai lavoro come giardiniere. Tutto bene, mandavo i soldi a casa, finch\u00e9 non scoppi\u00f2 la guerra. La paura fu tremenda. Per molte notti dormimmo fuori per evitare le bombe sganciate sugli edifici. Ma la paura pi\u00f9 grande era quella di essere sequestrati dai libici. Sapevamo che prendevano le persone per farne dei soldati, oppure caricarli sui barconi e spedirli in mare\u2026Infatti, mi catturarono con gli altri e fummo caricati tutti su un barcone. \u00c8 stato molto difficile; avevamo poco cibo e acqua; il viaggio dur\u00f2 due giorni. Qualcuno stette molto male, ma nessuno mor\u00ec. Arrivammo a Lampedusa, dove trovammo acqua, cibo, vestiti e cure mediche. Dopo, i minorenni furono divisi dai maggiorenni: noi minori per quaranta giorni restammo a Lampedusa, poi ci spostarono a Massa Carrara, nel campo della Croce Rossa Italiana. Eravamo in ottanta. Da Massa Carrara ci condussero in sei a Regnano di Viano, alla comunit\u00e0 per minori di Piolo. I responsabili ci iscrissero all\u2019Istituto Cattaneo di Castelnovo ne\u2019 Monti ( mi ritrovai in un liceo scientifico!) e al corso di italiano. Posso dire che tutti gli insegnanti ci agevolarono moltissimo, in particolare l\u2019insegnante che ci insegn\u00f2 le prime parole di italiano. Anche i miei compagni di classe si davano da fare per aiutarmi. Il corso di lingua italiana del Ctp, poi, che era vicino alla scuola media, era fantastico! Prima di arrivare in quell\u2019aula, pensavo di essere l\u2019unico ad avere difficolt\u00e0, invece l\u00ec era pieno di ragazzi e adulti di ogni nazionalit\u00e0 con i miei stessi problemi! Posso solo ringraziare l\u2019insegnante per ci\u00f2 che ha fatto per tutti noi\u201d. Bamba si ferm\u00f2 a Castelnovo fino al conseguimento del diploma di terza media e alla qualifica del terzo anno delle professionali. Poi, ormai maggiorenne, trov\u00f2 lavoro per un anno a Reggio Emilia, in una azienda metalmeccanica. Di nuovo si mise a cercare e riusc\u00ec a farsi assumere a Novellara come metalmeccanico a tempo indeterminato. Non contento, si rimise a studiare: meccatronica alle serali a Reggio Emilia. Poi gli venne un\u2019idea: costruire, con i suoi soldi, un pozzo per l\u2019acqua nel suo villaggio. \u201cL\u2019idea del mio pozzo \u00e8 del 2016. Nel villaggio, le donne andavano a prendere l\u2019acqua a pi\u00f9 di un chilometro di distanza e io ho pensato: se scavo un pozzo vicino alle case faranno meno fatica, sar\u00e0 un bene per tutta la comunit\u00e0 allora siamo partiti. Ci abbiamo messo un anno per trovare l\u2019acqua, perch\u00e9 loro scavavano a mano! Qualcuno mi diceva di smettere e che stavo sprecando i soldi per niente, ma io ho detto di no. Vero che spendevo molti soldi, ma era per un bene che sarebbe andato a tutti. Del pozzo avevo parlato con un mio insegnante. Quando abbiamo trovato l\u2019acqua, lui si \u00e8 offerto di presentare il mio progetto alla scuola per vedere se era possibile trovare un aiuto per costruire un acquedotto. Ora, l\u2019acquedotto \u00e8 in costruzione, con tanto di pannelli fotovoltaici controllati dal computer e da qui verifichiamo se laggi\u00f9, in Mali, funziona tutto. Abbiamo un impianto con batterie che accumulano energia mentre i bambini giocano sulle giostre producendo elettricit\u00e0.<br \/>\nSono molto felice perch\u00e9 sto aiutando l\u2019umanit\u00e0! Io penso che la situazione dell\u2019Africa dipenda dagli africani: se si impegnassero a migliorarla, allora l\u2019Africa migliorerebbe, se invece non lo fanno, resta tutto cos\u00ec. Dare la colpa agli altri \u00e8 inutile: gli altri sono progrediti e anche loro devono evolversi senza incolpare nessuno. Penso anche che la politica, la democrazia, la civilt\u00e0 e la libert\u00e0 servano per migliorare la vita di tutte le persone, per fare stare bene tutti e perch\u00e9 tutti abbiano gli stessi diritti e doveri. Qui mi sento integrato e credo che il razzismo riguardi le persone, non i popoli. Ho trovato belle amicizie in Italia, ho studiato, lavoro, ho imparato un\u2019altra lingua. Ma mi manca la mia famiglia, il clima\u2026Credo che, prima o poi, torner\u00f2 laggi\u00f9 per aiutare il Mali a migliorare. E poi, veramente lasciatemelo dire: qua nella pianura padana c\u2019\u00e8 troppo caldo, altro che Africa!\u201d<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13258\"> (88)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13258\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13258\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era la fine di novembre del 2012 e io insegnavo lingua italiana agli adulti stranieri. 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