{"id":13170,"date":"2018-10-09T12:06:08","date_gmt":"2018-10-09T10:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13170"},"modified":"2018-10-10T19:58:15","modified_gmt":"2018-10-10T17:58:15","slug":"le-signorine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=13170","title":{"rendered":"LE SIGNORINE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13171 size-full\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/unnamed.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"193\"><\/a><\/p>\n<p>Seguitavamo. Pure com\u2019era conciato gliele davamo ancora. Addosso al petto, su per la gola e dentro gli occhi mi si riempiva tutto col gusto di vederlo patire; era roba d\u2019animali, lo sapevo e mi piaceva anche di pi\u00f9;&nbsp; a un certo punto pareva che con quei lamenti muti volesse pigliare quello che gli rimaneva in corpo per ritirarsi su con la mano aperta proprio incontro a me: \u201cSenti, \u2026\u201d. Gli tocc\u00f2 mandarsi gi\u00f9 met\u00e0 del sangue che gl\u2019era andato in gola e di quell\u2019altro dovette per forza farne un boccone e sputarselo di fuori cogli spezzoni dei denti che gl\u2019avevamo fatto partire a calci e cazzotti. Non lo so perch\u00e9 quel momento m\u2019ero fermato; forse era perch\u00e9 gli altri se ne volevano andare. Con quella mano mi tirava il braccio, quasi seduto sopra un sasso. Messo viso e viso il marcio dei denti mischiato col sangue in bocca e in faccia faceva proprio puzza di merda; se ne riand\u00f2 gi\u00f9 un\u2019altra volta perch\u00e9 le punte delle costole gli davano addosso ai polmoni quando voleva respirare. Moriva ma non mi veniva di finirlo: \u201cSenti, \u2026 prova a chiamare pure quelli; dovete sentire assolutamente qualche cosa\u201d. Quegli occhi li conoscevo; non era tanto per qualche parentela, musi visti gi\u00e0 da qualche parte o altro che fosse; quanto il fatto che per come me li metteva addosso pareva proprio lo sguardo di mio padre. Pi\u00f9 gi\u00f9, vicino l\u2019argine si sentiva l\u2019acqua fare un salto strano e la luce lasciava il bagliore proprio sopra quel fiotto: \u201cOh, venite a sentire! Questo vuole fare testamento!\u201d \u201cDagliene un altro po\u2019 e muoviti che il roscio qua si scola tutto!\u201d \u201cNon vengono nonnetto. Te ne vuoi andare cos\u00ec o ti sistemo per bene io?\u201d \u201cMa, devono venire! \u00c8 uno scambio. Voi, m\u2019avete fatto questo e io vi dico quello \u2026 \u00e8 importante; \u00e8 importante. Chiamali un\u2019altra volta per piacere!\u201d \u201c\u2026 Aeh! Questi vecchi sanno le cose! E se ci dice dov\u2019hanno nascosto i soldi quelli della banda del fosso? \u2026 Pu\u00f2 essere, no?\u201d&nbsp; Con questo, sempre per ridere per\u00f2, ritornarono gi\u00f9 pure loro. Non ci voleva nient\u2019altro che una sassata dietro la testa; non aveva reagito prima, figuriamoci adesso e per\u00f2 sempre da come metteva gli occhi si capiva com\u2019 era urgente sentirlo parlare. Piano piano mi si raccomandava per farsi sistemare comodo alla meglio. Il bere che avevamo fatto mi ridava addosso ai timpani cos\u00ec le parole parevano solo un po\u2019 pi\u00f9 forti dell\u2019acqua che passava l\u00e0 sotto. \u201c\u00c8 una storia senza meno per\u00f2 \u00e8 proprio un fatto successo per davvero e quando ve l\u2019avr\u00f2 detto lo saprete voialtri solamente\u201d. Ci guard\u00f2 uno per uno dritti in faccia; e quel momento era scritto che la paura dovevamo avercela noialtri. \u201cPer\u00f2 aiutatemi a non schiattare prima\u201d. La puntura delle coste addosso ai polmoni gli fece dare una botta forte di tosse e dovette farsi sboccare un altro bel fiotto di sangue: \u201c\u2026 Se vi da fastidio questa roba non mi guardate pi\u00f9, \u00e8 giusto; ma la storia \u00e8 importante. A quell\u2019epoca pure io avevo famiglia e stavo su da Giunti come capooperaio\u201d. Tutti quelli d\u2019una certa et\u00e0 quando nominavano la cava davano sempre una botta di sguardo in su verso dove stava il posto. \u201cLa sera, di pi\u00f9 quando cominciava la stagione nuova, uscivo sempre a farmi due passi l\u00e0 attorno dove abitavamo. E una volta, con la luna bella grossa e rotonda si vedeva il riflesso tutto addosso alla vetrina del negozio di mode \u201cRossana\u201d; cos\u00ec m\u2019avvicinai. Mi ci misi proprio davanti a guardare due di quelle pupazze tutte vestite coi tailleur e i cappellini. Lo sapete, no? Ogni tanto c\u2019\u00e8 chi &nbsp;s\u2019invaghisce di qualcuna dentro un quadro, un manifesto oppure magari una fotografia. \u00c8 normale e pu\u00f2 essere senza meno per quella luna cos\u00ec forte che quelle due cominciarono a piacermi cos\u00ec. Ancora non ci facevo tanto col vino; perci\u00f2 cominciai subito a credermi di diventare matto, quando vedevo che tutt\u2019e due mi muovevano occhi e bocca; \u2026 e ridevano!\u201d&nbsp; Era per davvero tanto lo schifo a guardargli la faccia; ma proprio perch\u00e9 gli occhi gli venivano fuori da tutto il resto dello scuro di fango e sangue lo dovevamo guardare senza scampo. E cos\u00ec seguitava: \u201cS\u2019erano messe sedute su due sgabelli presi lo stesso dalla vetrina e ancora mi ridevano dall\u2019altra parte del vetro e cominciavano a chiedere come mi chiamavo e che facevo\u201d. Il fiume seguitava per bene come doveva essere di quella stagione. E a ripensarci pareva che fossero diventati tanto amici da parlare tutti e due alla stessa maniera; come fossero stati d\u2019accordo per farci rimanere l\u00e0 a sentire la storia: \u201c Era stata la luna a farci prendere, io da loro due e loro da me. Mi dicevano tutte cose da innamorati con la voce che un po\u2019 gli gorgogliava per via del vetro e rimasero tristi quando vedevo che oramai era tardi per stare ancora fuori e glielo dissi per andarmene via. Mi risposero che forse quella era l\u2019unica e ultima volta che si sarebbero svegliate e poi non m\u2019avrebbero rivisto pi\u00f9; invece gli dissi che l\u2019amore le avrebbe fatte svegliare ancora; era sicuro. La volta dopo, giorni pi\u00f9 in l\u00e0, la luna era forte lo stesso e le ritrovai gi\u00e0 messe sugli sgabelli. Una si sballottava sopra il sedile e si sbracciava con la mano ancora un po\u2019 da distante e l\u2019altra si teneva le mani e si passava la punta della scarpa sopra il polpaccio. Mi dissero di entrare ch\u2019avevano aperto la porta del negozio. Che bella luce che c\u2019era l\u00e0 dentro di notte! Il retro era gi\u00e0 tutto sistemato. La pelle gli profumava d\u2019arancia, vaniglia e tuberose. Dopo, sul sof\u00e0 seguitavano a chiedere di tutto quello che c\u2019era fuori da quel negozio e io glielo dicevo. Gli raccontavo della cava, di casa mia e del fiume. Mi venne da ridere quando mi dissero che mia moglie chiedeva a tutti quanti in giro se sapevano che accidenti facevo la notte visto che non ero mai ubriaco e le camicie sapevano di profumi da donna. Alla fine certi la chiamavano la scema. And\u00f2 avanti cos\u00ec parecchio tempo ogni volta che la luna era forte e poi quella zoccola di Rossana decise che l\u00e0 da noi faceva pochi affari; diceva &nbsp;che se ne sarebbe andata ad aprire da una parente verso Bologna; tutta un\u2019altra parte perci\u00f2. Penso che loro due poverelle saranno rimaste sempre di plastica e il dolore avrei dovuto cibarmelo tutto io. Almeno spero perch\u00e9 da quelle parti la luna mica dovr\u00e0 essere tanto forte come da noialtri no?\u201d Gli feci di si. Quegli occhi erano strani fatti cos\u00ec gonfi per le lacrime. \u201cAllora me la presi col vino. Lo fanno in tanti \u00e8 normale e voialtri pure lo sapete. Cominciai a fare sbagli in cava finch\u00e9 successe un botto grosso e mi mandarono in galera. Mia moglie e i figli non m\u2019hanno voluto pi\u00f9 e cos\u00ec \u2026 ecco qua\u201d. &nbsp;\u201cMa senti, se ti portiamo all\u2019ospedale \u2026\u201d \u201cNo, no; che c\u2019\u00e8 da fare oramai? E se dovete dire com\u2019\u00e8 successo vi mettono pure in galera per colpa mia. Lasciamo perdere cos\u00ec figlioli miei. \u00c8 stato uno sbaglio e fossi stato come voialtri pu\u00f2 darsi che l\u2019avrei fatto pure io\u201d. Ci sbatteva gli occhi in faccia uno a uno un\u2019altra volta: \u201cMa \u00e8 la storia che vi dovete ricordare! \u00c8 quello l\u2019importante, capito? Che conta adesso un vecchio senza casa n\u00e9 niente. Oramai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 manco il nome. Me n\u2019avete date cos\u00ec tante che non &nbsp;me lo ricordo come mi chiamo! La storia invece vi pu\u00f2 servire sempre, non \u00e8 vero?\u201d S\u2019inferocivano quelle due stelle azzurre in mezzo all\u2019impiastro di sangue tutto in faccia, sempre peggio mano a mano che gli veniva di tossire e sputare ma intanto ancora ci s\u2019aggrappava alle braccia, uno e un altro: \u201cVe la ricorderete sempre la storia; si, si\u201d. Con la luce dal cielo e sull\u2019acqua, dove lo stendemmo la faccia aveva ripreso il profilo. Il naso lungo e dritto pareva addirittura ritornato sano e la bocca abbastanza grande era gonfia ma ci se ne accorgeva solo quel poco. I giorni appresso stemmo ognuno per conto suo e per non dare sospetto ancora meglio mi forzai ad andare a negozio con mio padre. M\u2019ero gi\u00e0 messo d\u2019accordo col roscio e quegli altri per dargli fuoco cos\u00ec non m\u2019avrebbero rotto pi\u00f9 i coglioni per farmi lavorare ma quei giorni dovevo fare sacrificio e starmene di dietro al banco a servire i clienti. Arriv\u00f2 il camion, il secondo giorno, e scesero certi manichini: \u201cMa a che ci serviranno?\u201d \u201cOltre alle stoffe adesso vendiamo articoli d\u2019abbigliamento. Il paese s\u2019ingrandisce, la citt\u00e0 sta lontano e allora la clientela potr\u00e0 venire a comprare i vestiti pure da noialtri. Dai una mano a scendere la roba\u201d. Gi\u00e0 mi pareva d\u2019averlo visto quando stavamo a metterli di sotto al magazzino ma adesso che mano a mano mio padre me li faceva riportare di sopra per vestirli ce n\u2019era uno che era quasi lo stesso del vecchio per faccia e naso. Ma soprattutto gli occhi: uguali a come li vidi quella notte per lungofiume. Quando la luna piena sta bella alta dicono che \u00e8 la notte dei lupi mannari e se sei balordo com\u2019ero io a quelle cose ci devi credere per forza. Eppure uscii lo stesso. Mi misi pure io davanti alla vetrina del negozio con un bel rimbalzo di luce ch\u2019andava di rinquarto su tutta la vetrina. La luna dava la stessa cosa di quell\u2019altra sera; me la sentivo in petto mano a mano che respiravo e fino su per tutta la gola. Aspettavo ma intanto mi guardai attorno e m\u2019ero voltato pure dietro verso la via casomai fosse arrivato qualcuno. \u201cFigliolo, \u2026 oh, figliolo!\u201d Mi rigirai ancora. Pap\u00e0 gli aveva messo una giacca di lino sciallata in doppio petto e un panama bianco in testa: \u201cVedi, gli scherzi che fa la luna?\u201d Pure morto mio padre, parecchio tempo dopo, lo tenni dentro al negozio e ogni volta che volevo dare fuoco a tutto per fregare l\u2019assicurazione, cos\u00ec mi sarei potuto mettere bello tranquillo, lui mi diceva di no. Volevano farmelo buttare perch\u00e9 oramai era decrepito. Lo feci solo quando chiusi bottega per sempre, perch\u00e9 me l\u2019aveva detto lui.<\/p>\n<p>Filippo Roncaccia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c&nbsp;Se voi per\u00f2 avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dir\u00f2 che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall\u2019altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri. L\u2019obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>don Lorenzo Milani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201d However, if you have the right to divide the world into Italians and foreigners, then I will tell you that, in your meaning, I have no homeland and I claim the right to divide the world into disinherited and oppressed persons on one hand, privileged persons and oppressors on the other. The first ones are my homeland, the others are my foreigners. Obedience is no longer a virtue \u201c.<\/p>\n<p>don Lorenzo Milani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSi vosotros pero tienes el derecho a dividir el mundo en italianos y extranjeros, entonces yo digo que, en vuestro sentido, yo no tengo patria y reclamo el derecho a dividir el mundo en desheredados y oprimidos por un lado, privilegiados y opresores por el otro. Los primeros son mi patria, los otros mis extranjeros. La obediencia ya no es una virtud.\u201d<\/p>\n<p>don Lorenzo Milani<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"13170\"> (58)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13170\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13170\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seguitavamo. Pure com\u2019era conciato gliele davamo ancora. Addosso al petto, su per la gola e dentro gli occhi mi si<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_13170\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"13170\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[180,110],"tags":[],"class_list":["post-13170","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-filippo-roncaccia-racconti-brevi","category-racconti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13170","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13170"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13173,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13170\/revisions\/13173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}