{"id":12976,"date":"2018-05-25T08:48:41","date_gmt":"2018-05-25T06:48:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12976"},"modified":"2018-05-25T09:27:28","modified_gmt":"2018-05-25T07:27:28","slug":"dalla-paura-alla-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12976","title":{"rendered":"DALLA PAURA ALLA SPERANZA"},"content":{"rendered":"<p>Iniziamo con questo numero una serie di riflessioni fatte ad alta voce da Antonietta Potente. Teologa appartenente all\u2019Unione Suore Domenicane di San Tommaso. Dopo alcuni anni d\u2019insegnamento teologico a Roma e a Firenze, si trasfer\u00ec in Bolivia, dove attualmente insegna all\u2019Universit\u00e0 di Cochabamba, nella facolt\u00e0 di teologia e in altri centri formativi dell\u2019America Latina e nel mondo. La sua vita condivisa con una famiglia di origine Aymara, il suo impegno di sostegno a processi di liberazione dei popoli, nel dialogo e nello scambio interculturale e interreligioso, ha segnato il suo pensiero teologico e la sua scrittura, facendo della sua teologia una disciplina aperta alle trasformazioni e alla ricerca di donne e uomini contemporanei. Attualmente in Italia continua a collaborare con processi di giustizia per il riconoscimento della dignit\u00e0 e soggettivit\u00e0 degli altri e della biodiversit\u00e0 cosmica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andrea Cantaluppi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ANTONIETTA-POTENTE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12951 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ANTONIETTA-POTENTE.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"182\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DALLA PAURA ALLA SPERANZA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando sogniamo che sogniamo il risveglio \u00e8 gi\u00e0 vicino\u2026 forse \u00e8 questo ci\u00f2 che ci manca: sognare che sogniamo e forse ci manca perch\u00e9 per troppo tempo ci hanno insegnato che sognare non \u00e8 cos\u00ec utile come pensiamo, perch\u00e9 le risposte alle nostre domande vengono corrette con il tempo. Ma queste correzioni sono importanti, anch\u2019esse fanno storia, la nostra e quella degli altri, tra trasformazioni e trasfigurazioni, lente o veloci, ma comunque metamorfosi di ci\u00f2 che accade o pu\u00f2 accadere non solo una volta ma mille e un milione di volte.<\/p>\n<p>Dalla paura alla speranza dunque, un tema propizio per noi oggi e sempre, esseri umani fatti di paure e di speranze, altrimenti moriremmo tristi e soli.<\/p>\n<p>La paura, questo stato o sentimento, che percepiamo ancora prima di vivere, sentendoci non protetti, sentendoci allo sbaraglio, alla vista di tutti o di qualcuno, in qualche modo invasi.<\/p>\n<p>La speranza, legata alla ricerca di qualcosa che percepiamo, qualcosa che dovremmo scoprire, riconoscere. Forse \u00e8 proprio questo, non abbiamo speranza perch\u00e9 non conosciamo la realt\u00e0, o la conosciamo tra pregiudizi e certezze acquisite ma mai verificate e, forse, rinnovate. In noi c\u2019\u00e8 molta preoccupazione dovuta a preconcetti e a tutto ci\u00f2 che in realt\u00e0 solo ignoriamo. In questo senso la sapienza evangelica cos\u00ec come altre sapienze disseminate nel mondo e nel tempo, ci invita: guardate i gigli del campo\u2026gli uccelli del cielo\u2026<\/p>\n<p>Si tratta di una proposta di riconoscimento; guardate per riconoscere, non per imitarli, perch\u00e9 a noi non \u00e8 chiesto \u2013 come invece misticamente pensiamo \u2013 essere gigli o uccelli del cielo.<\/p>\n<p>Sono sempre pi\u00f9 colpita da quanto sia ristretta la nostra visione e dunque la nostra speranza, perch\u00e9 la speranza non arriva all\u2019improvviso, la speranza si impara, probabilmente si impara soprattutto con gli altri, guardando, riconoscendo, imparando, stupendoci, ritrovando la vita, quella che non appartiene a noi, ma che esiste. La speranza non la danno le ideologie&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u2013 come a volte abbiamo pensato \u2013 n\u00e9 politiche n\u00e9 religiose. La speranza si scopre, si ritrova, si intravede. Come ogni \u201cvirt\u00f9\u201d come direbbero gli antichi, non appare all\u2019improvviso, ma cresce con noi, per\u00f2 dovrebbe davvero crescere.<\/p>\n<p>Noi l\u2019abbiamo affidata al mondo della religione, della teologia, la inseriamo nella triade delle virt\u00f9 teologali, protesa e riferita a Dio, ma invece, forse, potremmo riscoprirla come una delle possibilit\u00e0 pi\u00f9 belle e vere che attraversa le fibre dell\u2019esistenza, nella pi\u00f9 svariata biodiversit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 e della natura. E\u2019 un processo di resistenza e forse per questo \u00e8 pi\u00f9 consono a noi e alla nostra vita o alla vita in generale, che alla sfera delle divinit\u00e0 umano-cosmiche. La speranza abita gli sforzi, \u00e8 spinta, si libera negli attriti di forze contrarie; sospinge atteggiamenti e idee, sogni ad occhi aperti e chiusi, passioni e ricerche.<\/p>\n<p>La speranza nessuno la pu\u00f2 vendere o comprare, come se fosse un oggetto, \u00e8 ci\u00f2 che nasce con noi e cresce con noi, scavando i nostri propri pozzi e osservando come gli altri scavano i propri. La speranza non viene con un messaggio, come una massima o una dottrina; non \u00e8 una parola magica, ma si coltiva in metamorfosi segrete di cambiamenti profondi di individui e intere comunit\u00e0 umane. Segue processi di riscoperta della propria dignit\u00e0, delle proprie capacit\u00e0, percorsi di autostima, di riscoperta della vita e delle sue possibilit\u00e0. E\u2019 processo di liberazioni da ogni idolo, sia politico che religioso e da ogni populismo. Essendo una virt\u00f9, riprendendo sempre l\u2019antico adagio dei pensatori medievali, \u00e8 pi\u00f9 legata a processi di quotidianit\u00e0 che a solenni e veloci soluzioni o benedizioni piovute dall\u2019alto. Per questo forse oggi conosciamo pi\u00f9 la paura che la speranza, perch\u00e9 la nostra familiarit\u00e0 con il tempo e le sue dinamiche, \u00e8 sempre meno. Conosciamo bene i tempi virtuali, le notizie di sintesi e per questo veloci; conosciamo i commentari e ci compiacciamo di ogni notizia che ci viene presentata nelle sue pi\u00f9 limpide sintesi. Non amiamo gli sforzi, la voglia di ricercare, il senso del silenzio e del non capire. Parliamo di dialogo senza ascoltare, ma soprattutto sempre con il desiderio che tutto diventi tollerante, ma tutto, allo stesso tempo rimanga come sempre. La speranza non \u00e8 neutrale e nasce nel difficile parto della vita, con cui, l\u2019umanit\u00e0, nonostante cammini da secoli, non ha ancora imparato ad andare.<\/p>\n<p>Raccolgo, nel disordine di queste sensazioni e pensieri che semplicemente aprono una porta, una frase molto bella di Carl Jung:\u2026noi abbiamo un debito con l\u2019immaginazione\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 vero, noi abbiamo un debito con<\/p>\n<p>l\u2019immaginazione, perch\u00e9 non sopportiamo restare a lungo senza sapere; la luce ci procura degli strani pruriti e ci perdiamo nelle attese silenziose e lente. Cerchiamo dunque la possibilit\u00e0 di imparare di nuovo a leggere la vita e la storia; ci saranno persone, animali e fotosintesi umane e cosmiche, pi\u00f9 o meno segrete che ci aiuteranno a riscoprire che la speranza esiste ma semplicemente soggiace e solo coloro di cui veramente ne hanno bisogno, la cercano e la riconoscono tra tendenze, aspirazioni, attese di qualche cosa che desideriamo.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che desideriamo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonietta Potente<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12976\"> (41)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12976\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12976\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziamo con questo numero una serie di riflessioni fatte ad alta voce da Antonietta Potente. 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