{"id":12803,"date":"2018-04-04T11:13:35","date_gmt":"2018-04-04T09:13:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12803"},"modified":"2018-05-16T09:40:56","modified_gmt":"2018-05-16T07:40:56","slug":"rete-di-quarrata-lettera-marzo-aprile-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12803","title":{"rendered":"Rete di Quarrata \u2013 Lettera Marzo-Aprile 2018"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"font-size: large;\">Carissima\/carissimo,<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>quale politica post-elettorale?<\/b>&nbsp;I luoghi in cui la gente pu\u00f2 riunirsi sono diminuiti drasticamente, non esistono luoghi di incontro, non esiste pi\u00f9 un cinema di quartiere, dalle periferie delle citt\u00e0 ai piccoli e medi centri. Siamo ormai diventati una massa solitaria, si svuotano le parrocchie, si vive soli, asserragliati in casa, la paura si manifesta sempre pi\u00f9 attraverso un ego ripiegato su se stesso. Adesso, sentendoci emancipati nessuno appartiene pi\u00f9 a niente. E\u2019 solo, senza vincoli, senza luoghi in cui ritrovarsi, senza una comunit\u00e0 con cui vivere insieme agli altri.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Spesso, troppo spesso, specie i giovani, li troviamo chiusi davanti ad una tastiera, esclusi da tutto.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">La rete sta diventando una grande macchina di destabilizzazione politica mai inventata. La grande rivolta contro la politica sistema, non \u00e8 causata dalla stessa, ma dalla crisi economica e dalla dei partiti, dalla distruzione del lavoro e dai migranti visti come \u201cspesa tolta agli italiani poveri, a coloro che fanno fatica\u201d. Il disagio \u00e8 reale, nasce dai privilegi delle varie caste, mentre la rete collega i malumori, li alimenta, li rende infiammabili. Sul web l\u2019individualismo \u00e8 il regno, diventando spesso narcisismo dove ognuno specchia nella realt\u00e0 virtuale se stesso e le sue paure, dove&nbsp; si cercano conferme alle proprie idee e rabbie. Il voto \u00e8 importante, \u00e8 stata una grande conquista, ma ritornare a rappresentare&nbsp; la base \u00e8 fondamentale, altrimenti \u00e8 mera delega. Urge tornare ad essere soggetto collettivo.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Questa crisi ci ha aiutato a metterci insieme o a fare emergere gli egoismi?<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Iniziamo a rispondere personalmente a questa \u201cfondamentale\u201d domanda.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><br class=\"m_3144490206721677348m_8873577905587921776webkit-block-placeholder\"><\/span>&nbsp;<\/p>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Partecipando in Brasile al Forum Sociale Mondiale: \u201cResistere \u00e8 Creare resistere \u00e8 trasformare\u201d<\/b>&nbsp;e a quello della Teologia della Liberazione a Salvador Bahia e poi a quello&nbsp;<b>Alternativo sull\u2019Acqua a Brasilia: \u201cL\u2019Acqua \u00e8 un diritto non una merce\u201d<\/b>, \u00e8 emersa forte la domanda: quale democrazia vogliamo costruire? Come costruirla a partire dalla gente.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">La crisi \u00e8 ormai cronica perch\u00e9 la nostra testa sta nel capitalismo. Siamo in una democrazia formale, lontani da una reale democrazia partecipativa. Manca l\u2019alfabetizzazione politica, ormai nessuno va nelle strade, dalla gente. Abbiamo&nbsp; smobilitato. Stiamo ideologizzando i media, stiamo sostituendo la mobilitazione politica, mancano i militanti.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Oggi<\/b>&nbsp;il vero paradigma \u00e9 nel lucro, nel mercato, dove la partecipazione e la condivisione sono lasciate ai margini, se non addirittura fuori.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Oggi<\/b>&nbsp;il problema non \u00e8 passare informazioni alle persone ma creare la capacit\u00e0 di protagonismo, di partecipazione e di formazione. Senza una autentica crescita culturale, infatti, le varie civilt\u00e0 stagnano a tutti i livelli, oggi la crescita e il cambiamento sono possibili solo come profonda revisione e rigenerazione di una nuova umanit\u00e0 per liberarci da ogni asservimento politico, economico, religioso. Urge la valorizzazione della singola persona e dei suoi diritti.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Non riusciremo mai a comprendere le difficolt\u00e0 attuali di dare una valutazione univoca alla globalizzazione in corso, che porta con se grandi opportunit\u00e0 insieme a rischi addirittura di annientamento della vita umana sulla terra, se non ricorderemo che questa ambiguit\u00e0, questo miscuglio di liberazione ed alienazione, di idee illuminate e di tratta degli schiavi, di entusiasmo progressista e visioni catastrofiche, come ci ricordava Frei Betto, accompagna l\u2019intero processo della modernizzazione e dello sviluppo industriale fin dal suo inizio. Il violento cambiamento politico realizzato in Brasile attraverso la destituzione della presidente Dilma, ha causato il blocco quasi totale dei progetti sociali ed educativi in corso.&nbsp;<b>L\u2019esempio pi\u00f9 eclatante si \u00e8 purtroppo realizzato nell\u2019interiore dello stato di Paraiba nel nord-est, dove nella zona rurale del municipio di Areia, il sindaco di destra ha chiuso 11 scuole<\/b>.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: large;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br class=\"m_3144490206721677348m_8873577905587921776webkit-block-placeholder\"><\/span><\/p>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Oggi<\/b>,&nbsp; sfida \u00e8 la parola d\u2019ordine per creare e facilitare il ritorno delle persone alla politica. Occorre una trasformazione popolare sociale e politica!<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Urge<\/b>&nbsp;sognare e trasformare in realt\u00e0 ci\u00f2 che uno sogna. Oggi una persona non coscientizzata \u00e8 una persona che vive solo biologicamente e per la riproduzione del sistema.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Coscientizzazione<\/b>&nbsp;\u00e8 un altra cosa, \u00e8 assumere il processo di lotte come prima scelta di vita. Dobbiamo altres\u00ec riconoscere che \u00e8 fondamentale riorientare i propri desideri e le proprie aspirazioni.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Se vogliamo salvarci, guarire, aiutare le persone vicine e lontane ad uscire dal buco nero della loro condizione dobbiamo rinunciare al nostro occhio unilaterale che ci porta al produttivismo predatorio per aprirsi ad uno spazio pi\u00f9 globale sulla nostra esistenza, uno sguardo che sappia tenere presente, nelle nostre scelte e nelle nostre priorit\u00e0, non solo gli aspetti economico-produttivi, ma anche quelli affettivi e relazionali, l\u2019esigenza di senso e di silenzio, il bisogno di carezze e incontri. Solo cos\u00ec, possiamo globalizzare il mondo senza farsi e fare troppo male.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Siamo nel tempo pasquale<\/b>, momento tragico e meraviglioso per il mondo cristiano, desidero ricordare il martirio a cui sono stati sottoposti due persone meravigliose che hanno sfidato e messo in gioco la loro vita a favore degli ultimi, degli sfruttati, degli scartati del mondo. Due figure importanti tra i tanti:&nbsp;<b>Mons. Oscar Arnulfo Romero (24 marzo 1980) e Marielle Franco (14 marzo 2018)<\/b>.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><br class=\"m_3144490206721677348m_8873577905587921776webkit-block-placeholder\"><\/span>&nbsp;<\/p>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>Oscar Arnulfo Romero<\/b>&nbsp;era nato il 15 agosto 1917, in una famiglia modesta di sette figli,&nbsp; a Ciudad Barros (El Salvador). Entrato in seminario a tredici anni, fu inviato a Roma nel 1937, per studiare all\u2019Universit\u00e0 Gregoriana, dove si licenzi\u00f2 in teologia nel 1943. Nel frattempo, il 24 aprile 1942, era stato ordinato sacerdote. Rientrato in patria, per oltre vent\u2019anni si dedic\u00f2 soprattutto all\u2019attivit\u00e0 pastorale come parroco. Il 24 maggio 1967 fu consacrato vescovo e, tre anni pi\u00f9 tardi, lo troviamo vescovo ausiliare di mons.&nbsp;<b>Luis Ch\u00e1vez y Gonzales<\/b>, testimone coraggioso di una Chiesa schierata in difesa dei poveri e degli oppressi. Sar\u00e0 chiamato a succedergli il 22 febbraio 1977. Era un momento drammatico per la situazione sociale, politica ed economica di El Salvador, ma il Palazzo guardava senza troppa preoccupazione al nuovo arcivescovo, sapendolo uomo di studi, di una religiosit\u00e0 tradizionale e tendenzialmente conservatore. Tuttavia, a pochi giorni dopo il suo insediamento, di fronte al cadavere di&nbsp;<b>Rutilio Grande<\/b>, un suo prete assassinato per l\u2019impegno profuso a favore dei poveri, Romero&nbsp; sent\u00ec chiaramente la chiamata di Cristo a prestare la sua voce ai senza-voce della storia, denunciando il clima di sopraffazione e di violenza che regnava nel Paese e segnalando le responsabilit\u00e0 dei potenti; sapendo essere nel contempo una presenza amica e solidale in mezzo alla gente sofferente e strumento di dialogo e di riconciliazione tra le parti in lotta. Fu ci\u00f2 che fece instancabilmente durante gli anni del suo ministero episcopale. Finch\u00e9 glielo lasciarono fare. Ripetutamente minacciato di morte,&nbsp;<b>Romero<\/b>, la domenica 23 marzo 1980, pronunci\u00f2 la sua ultima omelia in cattedrale, durante la quale, rivolgendosi agli uomini dell\u2019esercito, disse: \u201cFratelli, siete del nostro stesso popolo, perch\u00e9 uccidete i vostri fratelli campesinos? Davanti all\u2019ordine di uccidere deve prevalere la legge di Dio che dice: non uccidere. Nessun soldato \u00e8 obbligato a obbedire a un ordine che va contro la legge di Dio. [&#8230;] In nome di Dio, dunque, e in nome di questo popolo sofferente, i cui lamenti salgono fino al cielo ogni giorno pi\u00f9 clamorosi, vi supplico, vi scongiuro, vi ordino in nome di Dio: cessi la repressione!\u201d. Furono queste parole che probabilmente decisero la sua condanna a morte. Il giorno seguente&nbsp;<b>Oscar Romero<\/b>&nbsp;venne assassinato al termine dell\u2019omelia, durante la celebrazione della messa nella piccola cappella dell\u2019ospedale della Divina Provvidenza, a San Salvador. Era il 24 marzo 1980. Riconosciuto martire per la fede, sar\u00e0 beatificato il prossimo mese di maggio.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><br class=\"m_3144490206721677348m_8873577905587921776webkit-block-placeholder\"><\/span>&nbsp;<\/p>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><b>L\u2019assassinio della consigliera comunale di Rio de Janeiro, Marielle Franco e del suo autista Anderson Gomez<\/b>&nbsp;dello scorso 14 marzo ha sollevato una profonda indignazione popolare, in Brasile e nel mondo. Ci\u00f2 ha impedito la manovra dei media nazionali volta puntualmente a far annegare l\u2019esecuzione della consigliera comunale di Rio de Janeiro, nel generico pantano dell\u2019insicurezza. Alcuni giorni prima dell\u2019assassinio della femminista, una sua consulente era stata avvicinata da un uomo che le aveva chiesto in tono minaccioso se lavorasse con la consigliera Franco, quella che aveva denunciato il comportamento del battaglione della Polizia Militare di R\u00edo de Janeiro nel quartiere di Acar\u00ed, considerato il pi\u00f9 letale dello Stato. L\u2019esecuzione di&nbsp;<b>Marielle<\/b>, cos\u00ec come la totale consegna degli enormi problemi della sicurezza della citt\u00e0 R\u00edo de Janeiro nelle mani dei militari, \u00e8 allo stesso tempo un laboratorio, che serve a misurare la reazione popolare alla repressione, e una minaccia per intimidire chi resiste alle nuove politiche dopo il Golpe Istituzionale del 2016 che ha vista la destituzione della presidente eletta Dilma Rousseff.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">auguri, antonio<\/span><\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12804\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/unnamed.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"192\"><\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/unnamed.jpg\">Antonio Vermigli<\/a><\/div>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12803\"> (80)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12803\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12803\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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