{"id":12522,"date":"2017-04-11T07:25:06","date_gmt":"2017-04-11T05:25:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12522"},"modified":"2017-04-11T07:25:06","modified_gmt":"2017-04-11T05:25:06","slug":"mitologie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12522","title":{"rendered":"Mitologie"},"content":{"rendered":"<p><em>Accogliamo con grande curiosit\u00e0 e simpatia un breve racconto inviatoci da Cre-Al. A breve ne sentirete ancora parlare. E\u2019 una persona che, avendo toccato i vertici dell\u2019impalpabile tecnologico, ha aperto una riflessione profonda con se stesso sul senso dell\u2019uomo e del suo vivere. Il suo racconto prende spunto dalla mitologia e arriva fino a noi tracciando un percorso di responsabilit\u00e0 e presa di coscienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Spirito humor e menefreghismo carrieristico tracciano un quadro quanto mai attuale del senso di spregiudicatezza votata alla carriera e non all\u2019umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Buona lettura.<\/em><\/p>\n<p><em>Andrea Cantaluppi.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><em>Pasif\u00e6 Inc. di Alberto Cammozzo<\/em><\/p>\n<p>Grazie per avermi chiamato. Mi chiamo Dedalo: inventore, programmatore e designer di robot. Avete letto il curriculum, forse avete sentito parlare di me&#8230; Beh, si sono proprio quel Dedalo.<br \/>\nGia\u0300, gia\u0300, quello del progetto Mino; avrete sentito un mucchio di storie&#8230; la maggior parte sono balle. Saro\u0300 franco: e\u0300 vero che non mi sono preoccupato molto di cosa sarebbe venuto fuori dal progetto Mino. Sono un ingegnere, uno bravo, non per vantarmi, ma tra i migliori. La Pasif\u00e6 Inc. aveva un problema da risolvere e tutti i soldi che servivano per farlo. Begli uffici, laboratori magnifici, colleghi molto svegli, ottimo stipendio, assicurazione sanitaria e pensione integrativa fantastiche, tutti i bonus, macchina aziendale&#8230; Tutto quello che uno puo\u0300 desiderare, e anche piu\u0300. Ma soprattutto, quel progetto era una sfida pazzesca. Veramente impossibile. C\u2019era molta ricerca da fare, e nessun limite e bel budget per i prototipi&#8230; fantastico! I requisiti del progetto erano chiarissimi: la compagnia sapeva esattamente quello che voleva, anche se era qualcosa di assolutamente&#8230; ehm&#8230; non convenzionale. E, modestamente, solo io potevo farlo, e loro lo sapevano. Sapete la storia, si trattava di accoppiare un dispositivo Toroidale Poseidon a&#8230; beh, magari scendo nei dettagli un\u2019altra volta&#8230;<\/p>\n<p>Ma sul serio, credetemi, non e\u0300 stato per i soldi. Era l\u2019idea di mettermi alla prova, di affrontare e superare il problema tecnico. Come ha detto una volta quel tizio, Oppenheimer, si quello della bomba atomica: \u00abquando vedi qualcosa che e\u0300 tecnicamente dolce, vai avanti e discuti su cosa farci dopo solo dopo che hai ottenuto il tuo successo\u00bb. E\u2019 esattamente quello che ho fatto. Ho ottenuto un successo. Ho costruito il robot. Era un gioiello, una bellezza, ha funzionato alla perfezione al primo colpo, non un difetto, neanche una sbavatura. Beh, certo, come potevo prevedere le conseguenze? Era la prima volta che si faceva una cosa del genere&#8230; Ragazzi, certo, devo ammettere onestamente che quello che e\u0300 venuto fuori era una cosa francamente spaventosa, e capisco che a quelli del governo scocciava vederlo andare in giro a spaventare la gente: \u201ce\u0300 inquietante\u201d dicevano. Pero\u0300 non potevano nemmeno farlo sparire e alla fine si sono posti seriamente il problema di cosa farci. Era un problema tecnico difficile e complicato, cosi\u0300 hanno dovuto assumermi di nuovo e ho personalmente disegnato e inventato \u201cIl Labirinto \u00ae\u201d. Un gran bel brevetto. Tecnicamente si trattava di un \u201cdispositivo aperto di confinamento orientativo\u201d concepito per contenere il risultato del progetto Mino, ma senza rinchiuderlo. Non per vantarmi, ma vi assicuro che anche quello era un bell\u2019oggetto: una soluzione elegante, un disegno raffinato, perfino artistico. E funzionava benissimo: la Pasif\u00e6 Inc. era deliziata. Ma quei maledetti burocrati del governo si sono ancora messi di mezzo: erano scocciati per i costi di manutenzione e per via di tutti quegli incidenti con quelli che non riuscivano ad uscire&#8230; Ma era colpa mia? E io che ci potevo fare? Eppoi questo e\u0300 il progresso, vogliamo forse tornare al medioevo? Pero\u0300 quei maledetti hanno inventato un sacco di balle, finche\u0300 alla fine mi hanno chiuso dentro a Il Labirinto\u00ae, e cosi\u0300 ho dovuto ingegnarmi di nuovo, questa volta per scappare&#8230; E quello, signori, e\u0300 stato veramente il mio capolavoro, ma anche il mio piu\u0300 grande dolore. Costruire le ali, imparare a volare&#8230; Dio che conquista, che emozione! Nessuno aveva mai fatto nulla del genere prima di me! Ma il mio povero Icaro, il mio bambino, il mio prodigio&#8230; era troppo giovane, troppo audace. Glielo dissi almeno cento volte: la tecnologia devi imparare a controllarla, devi conoscerne bene i limiti, i rischi, devi prevedere i dettagli, il caso peggiore, anticipare tutti le possibili conseguenze delle tue azioni&#8230; eh&#8230; Scusate la commozione, ma questa e\u0300 una storia troppo triste, per favore non fatemi parlare ancora.<\/p>\n<p>&#8230; Ma, cosi\u0300 va la vita, e bisogna andare avanti&#8230; Ehm, sentite, e a proposito di questa mia domanda di impiego? Che dite? Mi prendete? E\u2019 mio il posto?<\/p>\n<p>\u2013 Padova, febbraio 2017<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Note<\/strong><br \/>\n<strong> Su cosa disse Oppenheimer<\/strong><\/p>\n<p>\u00abwhen you see something that is technically sweet, you go ahead and do it and you argue about what to do about it only after you have had your technical success\u00bb<br \/>\n[quando vedi qualcosa che e\u0300 tecnicamente dolce, vai avanti e discuti su cosa farci dopo solo dopo che hai ottenuto il tuo successo]<\/p>\n<p>US Atomic Energy Commission \u2013 Personnel Security Board. \u201cProceedings: Hearing of Robert Oppenheimer \u2013 Volume 2.\u201d Washington DC., 1954. http:\/\/www.osti.gov\/includes\/opennet\/includes\/Oppenheimer%20hearings\/Vol%20II %20Oppenheimer.pdf.<\/p>\n<p>\u00abPer quanto perverse e pazze possano essere le idee di quelli che sono al potere, [&#8230;] ci saranno sempre di tecnici disposti a soddisfarle, che saranno affascinati dal problema tecnico e che non penseranno alle conseguenze. Per usare la terminologia di Oppenheimer, Dedalo deve aver trovato la sua mucca un animale dolce\u00bb<\/p>\n<p>Hendrik Brugt Gerhard Casimir, Haphazard Reality: Half a Century of Science (Amsterdam University Press, 2010), 103.<\/p>\n<p><strong>Framenti scelti su Dedalo da I miti greci di Robert Graves<br \/>\n<\/strong>Dedalo era un ottimo fabbro, poiche\u0301 Atena stessa l\u2019aveva iniziato a quell\u2019arte.<\/p>\n<p>Uno dei suoi apprendisti, Talo, figlio della sorella di Dedalo, Policasta o Perdice, l\u2019aveva gia\u0300 superato in abilita\u0300 all\u2019eta\u0300 di soli dodici anni. Taio raccolse un giorno l\u2019osso della mascella di un serpente o, come altri dicono, una spina di pesce; e accortosi che se ne poteva servire per tagliare un bastone a meta\u0300, ne copio\u0300 il modello in ferro e invento\u0300 cosi\u0300 la sega. Questa e altre utili invenzioni, quali la ruota da vasaio e il compasso per tracciare i cerchi, gli procurarono cosi\u0300 vasta fama ad Atene che Dedalo, il quale rivendicava il merito di aver inventato la sega, ne divenne oltremodo geloso.<\/p>\n<p>Si fece dunque accompagnare da Talo sul tetto di un tempio di Atena sull\u2019Acropoli e, fingendo di indicargli qualcosa che si muoveva a grande distanza, lo spinse giu\u0300 dal cornicione. L\u2019invidia non sarebbe tuttavia bastata a indurlo a quel gesto: ma egli sospettava Talo di avere rapporti incestuosi con sua madre Policasta. Dedalo si precipito\u0300 poi ai piedi dell\u2019Acropoli e chiuse il corpo di Talo in una sacca, proponendosi di seppellirlo in un luogo deserto. Interrogato dai passanti, rispondeva di aver raccolto un serpente morto, come la legge prescriveva, il che non era del tutto falso, poiche\u0301 Talo era un Eretteide; ma ben presto apparvero macchie di sangue sulla sacca e il delitto fu scoperto. L\u2019Areopago condanno\u0300 Dedalo all\u2019esilio per omicidio; secondo un\u2019altra versione, invece, egli fuggi\u0300 prima che avesse luogo il processo.<\/p>\n<p>Dedalo si rifugio\u0300 in uno dei demi attici, i cui abitanti presero da lui il nome di Dedalidi; poi riparo\u0300 a Cnosso in Creta, dove re Minosse fu ben lieto di accogliere un artefice cosi\u0300 dotato.<br \/>\nFrattanto Minosse aveva sposato Pasifae, figlia di Elio e della Ninfa Creta, altrimenti nota come Perseide. Posidone, per vendicarsi dell\u2019affronto fattogli da Minosse, fece si\u0300 che Pasifae si innamorasse del toro bianco sottratto al sacrificio. Essa confido\u0300 la sua insana passione a Dedalo, il famoso artefice ateniese che ora viveva in esilio a Cnosso e deliziava Minosse e la sua famiglia con le bambole animate che intagliava nel legno. Dedalo promise il suo aiuto a Pasifae e, avendo costruito una vacca di legno ricoperta con una pelle di vacca e montata su quattro ruote abilmente celate negli zoccoli, la spinse in un prato nei pressi di Gortina, dove il toro di Posidone stava pascolando sotto le querce tra le vacche di Minosse. Dedalo mostro\u0300 a Pasifae come introdursi nella<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>vacca dlegno attraverso uno sportello scorrevole sistemando le gambe nelle zampe posteriori, e si ritiro\u0300 poi discretamente. Ben presto il toro bianco trotterello\u0300 verso la finta vacca e la monto\u0300: cosi\u0300 Pasifae pote\u0301 soddisfare il proprio desiderio e diede in seguito alla luce il Minotauro, un mostro con la testa di toro e il corpo umano\u00bb<\/p>\n<p>[&#8230;] Minosse, saputo che Dedalo aveva aiutato Pasifae ad accoppiarsi con il toro bianco di Posidone, lo rinchiuse nel Labirinto con il figlio Icaro, la cui madre, Naucrate, era una delle schiave di Minosse. Ma Pasifae li libero\u0300 entrambi.<\/p>\n<p>Minosse consulto\u0300 un oracolo per sapere come potesse evitare lo scandalo e nascondere il mostruoso figlio di Pasifae. La risposta fu: \u00abChiedi a Dedalo di costruire un nascondiglio a Cnosso\u00bb. Dedalo obbedi\u0300 e Minosse passo\u0300 il resto della sua vita nell\u2019inestricabile Labirinto, al centro del quale celo\u0300 Pasifae e il Minotauro.<\/p>\n<p>Non era facile, tuttavia, fuggire da Creta, poiche\u0301 Minosse faceva sorvegliare tutte le navi e offri\u0300 inoltre una ricca ricompensa a chi avesse catturato Dedalo. Dedalo costrui\u0300 allora un paio di ali per se stesso e un altro paio per Icaro; le penne piu\u0300 grandi erano intrecciate le une alle altre, e le piu\u0300 piccole erano saldate con della cera. Dopo aver legato le ali alle spalle di Icaro, Dedalo gli disse con le lacrime agli occhi: \u00abFiglio mio, stai attento! Non volare mai troppo in alto, perche\u0301 il sole farebbe sciogliere la cera; ne\u0301 troppo in basso, perche\u0301 le piume potrebbero essere inumidite dal mare\u00bb. Infilo\u0300 poi le braccia nelle proprie ali e si alzo\u0300 in volo. \u00abSeguimi da vicino\u00bb, ordino\u0300 al figlio, \u00abe non cambiare direzione!\u00bb Mentre si allontanavano dall\u2019isola verso nordest, battendo ritmicamente le ali, i contadini, i pescatori e i pastori che alzarono lo sguardo verso di loro li scambiarono per de\u0300i. Quando si furono lasciate Nasso, Delo e Paro alla sinistra e Lebinto e Calimne alla destra, Icaro disobbedi\u0300 agli ordini del padre e comincio\u0300 a volare verso il sole, inebriato dalla velocita\u0300 che le grandi ali imprimevano al suo corpo. A un tratto Dedalo, guardandosi alle spalle, non vide piu\u0300 suo figlio, ma soltanto delle piume sparse che galleggiavano sulle onde sotto di lui. Il calore del sole aveva disciolto la cera e Icaro era precipitato in mare, annegandovi. Dedalo volo\u0300 a lungo in quel luogo, girando in tondo, finche\u0301 il cadavere emerse; lo porto\u0300 allora in una vicina isola, chiamata ora Icaria, dove lo seppelli\u0300<\/p>\n<p>Frattanto Minosse aveva allestito una grande flotta e parti\u0300 alla ricerca di Dedalo. Porto\u0300 con se\u0301 una conchiglia di Tritone e ovunque giungesse prometteva una ricompensa a chi fosse stato capace di farvi passare da un capo all\u2019altro un filo di lino: egli sapeva che soltanto Dedalo era in grado di risolvere quel problema. Giunto a Carnico, egli offri\u0300 la conchiglia a Cocalo proponendogli di tentare la prova e Cocalo la passo\u0300 a Dedalo che subito scopri\u0300 come fare. Legato un filo sottilissimo a una formica, pratico\u0300 un forellino sulla punta della conchiglia e indusse la formica a introdursi nelle sue spirali interne ungendo di miele questo foro. Poi lego\u0300 un filo di lino all\u2019altra estremita\u0300 del filo piu\u0300 sottile e la formica li fece passare ambedue attraverso il forellino. Cocalo porto\u0300 la conchiglia a Minosse chiedendo la ricompensa promessa e Minosse, certo di aver trovato finalmente il nascondiglio di Dedalo, ordino\u0300 che questi gli fosse consegnato. Ma le figlie di Cocalo non volevano separarsi dall\u2019artefice che costruiva per loro splendidi balocchi e col suo aiuto tramarono ai danni di Minosse. Dedalo introdusse un tubo nel tetto della stanza da bagno e attraverso quel tubo verso\u0300 acqua bollente o, come altri sostengono, pece bollente, su Minosse che stava facendo un bagno tiepido. Cocalo, che aveva forse partecipato alla congiura, restitui\u0300 poi il cadavere ai Cretesi dicendo che Minosse, inciampando in un tappeto, era caduto in un calderone d\u2019acqua bollente.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12522\"> (52)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12522\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12522\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accogliamo con grande curiosit\u00e0 e simpatia un breve racconto inviatoci da Cre-Al. A breve ne sentirete ancora parlare. E\u2019 una<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12522\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12522\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[142,4,110],"tags":[],"class_list":["post-12522","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-alberto-cammozzo","category-articoli","category-racconti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12522"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12523,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12522\/revisions\/12523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}