{"id":12469,"date":"2017-02-21T11:07:38","date_gmt":"2017-02-21T10:07:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12469"},"modified":"2018-05-28T10:43:11","modified_gmt":"2018-05-28T08:43:11","slug":"anni-di-piombo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12469","title":{"rendered":"Anni di piombo"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Cantaluppi<\/p>\n<p>Quaranta anni fa stavo davanti all\u2019ingresso principale dell\u2019Universit\u00e0 la Sapienza di Roma. Facevo il servizio d\u2019ordine a Luciano Lama. Da tempo l\u2019Universit\u00e0 era stata oggetto di scontri violenti tra fascisti e autonomi, e da qualche settimana era diventato un luogo da incubo. Era stata occupata e nessuno poteva entrare. Stop agli studi e a qualsiasi dialogo per riprendere la normale attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Luciano Lama aveva deciso che bisognava fare qualche cosa per riportare al dialogo le parti in conflitto. Qualcuno doveva pur parlare con quei ragazzi.<\/p>\n<p>Tra servizi deviati, tentativi di golpe e \u201crivoluzionari\u201d gravemente infiltrati, la CGIL era scesa in piazza in molte citt\u00e0 italiane a difendere le Istituzioni e i Valori democratici di una Costituzione nata per una Italia democratica da una lotta partigiana. Quindi toccava ancora una volta a noi tentare di fare qualche cosa. Il PCI era il pi\u00f9 grande partito comunista in Europa; la CGIL il pi\u00f9 grande e unitario sindacato. Insieme erano un baluardo e una difesa di quei valori. Sono sempre stato convinto che fossero questi i due veri obiettivi da sconfiggere da parte delle forze reazionarie. Tolti di mezzo questi, si apriva la strada, come \u00e8 poi avvenuto, per un capitalismo aggressivo che avrebbe fatto ricadere il mondo del lavoro nel medioevo.<\/p>\n<p>Oggi come quarant\u2019anni fa, sono con la memoria davanti a quella cancellata universitaria chiusa e sbarrata da decine di autoblindo delle forze dell\u2019ordine. Il Rettore aveva chiuso il perimetro per difendere l\u2019autonomia dell\u2019istituto.<\/p>\n<p>Si poteva entrare alla spicciolata e con un forzato passaggio facemmo entrare un camioncino da dove Lama avrebbe parlato. Era un 615 FIAT adattato allo scopo. I poliziotti dell\u2019 Ufficio Politico ci avvertirono che dentro ci stavano aspettando armati di bastoni e di P 38, la pistola che andava di moda tra gli autonomi. Lama era stato irremovibile a qualsiasi tentativo di ripensamento. La federazione romana del PCI aveva parlato nella notte con gli esponenti dei collettivi e questi avevano garantito la tranquillit\u00e0. Trappola ben organizzata o ingenuit\u00e0 di chi fece le trattative. Dentro ci aspettavano eccome! Lama ruppe gli indugi dicendo: \u201cNon mi hanno buttato fuori i fascisti dall\u2019universit\u00e0 di Bologna quando comandavano loro, figuriamoci se mi faccio intimidire da questi ragazzi\u201d.<\/p>\n<p>Entrammo e lui sal\u00ec sul camioncino. Ci mettemmo intorno per evitare assalti, e subito fummo aggrediti con idranti che ci schiumavano la faccia. I compagni pi\u00f9 anziani ci invitavano a non accettare provocazioni e a resistere. Fummo accerchiati da ragazzini che ci urlavano: \u201cfaccisti fuori dalla nostra Universit\u00e0\u201d. Erano per lo pi\u00f9 ragazzine e ragazzini mandati avanti dai coraggiosi con la P38. Ci sputavano e insultavano. Quando Lama tent\u00f2 di dire:\u201dCare compagne e cari compagni\u201d, fu come se si fosse scatenata una parola d\u2019ordine definitiva. Partirono sampietrini da ogni dove. Ci fu un fuggi fuggi generale e noi li a resistere con Lama che tentava ancora una volta di prendere la parola. Con le braccia e le mani alzate tentevamo di difenderci e di difendere Lama da quell\u2019impressionante sassaiola. Gli agenti in borghese della \u201cPolitica\u201d, furono con noi a prendere botte, calci, sputi e sassate, fino a quando tutto ebbe termine. Erano arrivati i compagni dei consigli di fabbrica della Tiburtina a darci una mano e la situazione si calm\u00f2. Rimanemmo per ultimi, io e Amerigo, un compagno con il quale avevo militato nel PCI dai tempi della giovent\u00f9 comunista. Demmo una mano al proprietario del camioncino che non voleva saperne di rimettersi in moto. Cos\u00ec, in tre, attraversammo tutto il viale dell\u2019Universit\u00e0, inseguiti a calci e sputi da figli dei pariolini che per quel giorno avevano giocato a fare la rivoluzione. Ma contro chi la volevano fare questa rivoluzione? Guarda caso contro i lavoratori. Possibile che non si accorgessero che avevano scatenato la guerra tra poveri? E possibile che i vari Erri de Luca, trionfatori della giornata, nelle loro sede di via dei Volsci, non si rendevano conto che a vincere quel giorno erano proprio le forze padronali, governative, dei ricchi borghesi che tramite i loro figli \u201crivoluzionari\u201d avevano assestato un colpo all\u2019unit\u00e0 della classe lavoratrice. Caro Erri, sia tu, &nbsp;io e Amerigo, ancora oggi stiamo l\u00ec a difendere i nostri valori e ideali. Ma quand\u2019\u00e8 che farai una seria autocritica?<\/p>\n<p>Quando arrivammo alla federazione del PCI che era poco distante, ci sembr\u00f2 di stare al pronto soccorso. Feriti da tutte le parti e alcuni medici e infermieri del vicino Policlinico erano venuti a dare una mano.<\/p>\n<p>Intanto nelle stanze superiori, iniziava una severa riflessione sia del partito che del sindacato sul momento storico che stavamo attraversando, e decidere il che fare.<\/p>\n<p>Con Amerigo stiamo ancora qui pronti a rispondere colpo su colpo, ma amaramente dobbiamo constatare che non solo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessun partito che difenda la classe lavoratrice, ma che sono scomparsi anche i dirigenti che erano stati cresciuti sulla strada e non negli uffici studi. Non si vede pi\u00f9 neanche l\u2019ombra di uno statista all\u2019orizzonte e questo \u00e8 molto triste se pensiamo al futuro delle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Ricordare e riflettere fa bene.<\/p>\n<p>Roma 1977-2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12469\"> (93)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12469\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12469\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Cantaluppi Quaranta anni fa stavo davanti all\u2019ingresso principale dell\u2019Universit\u00e0 la Sapienza di Roma. 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