{"id":12388,"date":"2016-11-29T15:28:36","date_gmt":"2016-11-29T14:28:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12388"},"modified":"2016-11-29T15:40:01","modified_gmt":"2016-11-29T14:40:01","slug":"triste-storia-demigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12388","title":{"rendered":"Triste storia d&#8217;emigrazione"},"content":{"rendered":"<p><em>di Andrea Cantaluppi<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_12389\" aria-describedby=\"caption-attachment-12389\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ecco-come-si-viaggia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12389\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ecco-come-si-viaggia-300x168.jpg\" alt=\"Avanti c'\u00e8 posto\" width=\"300\" height=\"168\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12389\" class=\"wp-caption-text\">Avanti c&#8217;\u00e8 posto<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_12392\" aria-describedby=\"caption-attachment-12392\" style=\"width: 259px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ecco-come-si-presentano-i-narcos.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12392\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ecco-come-si-presentano-i-narcos.jpg\" alt=\"Ecco come si presentano le bande dei narcos \" width=\"259\" height=\"194\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12392\" class=\"wp-caption-text\">Ecco come si presentano le bande dei narcos<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_12393\" aria-describedby=\"caption-attachment-12393\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/un-militare-della-migra-scova-un-gruppo-di-clandestini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12393\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/un-militare-della-migra-scova-un-gruppo-di-clandestini.jpg\" alt=\"Un militare della migrazione USA scova un passaggio notturno sul Rio Grande\" width=\"275\" height=\"183\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12393\" class=\"wp-caption-text\">Un militare della migrazione USA scova un passaggio notturno sul Rio Grande<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_12390\" aria-describedby=\"caption-attachment-12390\" style=\"width: 142px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/avanti-c27e\u0300-posto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12390\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/avanti-c27e\u0300-posto.jpg\" alt=\"Ecco come si &quot;viaggia&quot; \" width=\"142\" height=\"80\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12390\" class=\"wp-caption-text\">Ecco come si &#8220;viaggia&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_12391\" aria-describedby=\"caption-attachment-12391\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/si-scavalca-il-ridicolo-muro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12391\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/si-scavalca-il-ridicolo-muro.jpg\" alt=\"Si scavalca l'infame muro\" width=\"160\" height=\"106\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12391\" class=\"wp-caption-text\">Si scavalca l&#8217;infame muro<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un gioved\u00ec pomeriggio come sempre aspettando i migranti, arriva un signore del Centro America, esattamente dell\u2019Honduras. Suona il campanello e mi chiede assistenza. Quando vedo in che stato era lo faccio subito entrare. Era stato picchiato e riusciva appena a parlare. Gli chiedo di venire nel mio ufficio per parlare in privato. Prima di conoscere la storia gi\u00e0 provavo rabbia immaginando quello che gli avevano fatto. Con un bicchiere d\u2019acqua in mano e bevendo a piccoli sorsi, comincia a raccontare quello che gli era successo. Mi chiamo Arnoldo Alvaro Celaya, ho 47 anni, sono un contadino originario del Municipio di Arenal del Dipartimento Yoro, Honduras. Dopo aver preso una decisione molto difficile, dissi a mia moglie e ai miei figli che avrei provato ad andare negli Stati Uniti per cercare un lavoro e poter tirare avanti, visto che nel mio Paese la situazione economica non mi permette di dare alla mia famiglia una vita dignitosa. Ho 4 figli e voglio che&nbsp; siano istruiti e che abbiano un buon livello di vita. Per questo ho dovuto lasciarli, ma li porto sempre nel mio cuore. Loro mi danno la forza per andare avanti, affrontando le umiliazioni e gli abusi di quelli che ho incontrato nel mio percorso. Ho viaggiato in treno, a volte in pullman o in bicicletta. Ho lasciato casa quattro mesi fa, mi sembra un\u2019eternit\u00e0. Mi mancano mia moglie, i miei figli e il mio cane che mi accompagnava quando andavo a coltivare.<\/p>\n<p>Durante il viaggio ho conosciuto molti compaesani che vanno via lasciando tutto e altri che hanno gi\u00e0 provato pi\u00f9 volte a superare il confine, per questo conoscono la strada e i posti dove possono aiutarci, e naturalmente anche quelli che vogliono approfittare della situazione. Anche a me \u00e8 successo: ho conosciuto un compagno in Terra Bianca, Veracruz, siamo diventati amici. Ci siamo spartiti il cibo e quello che guadagnavamo era per entrambi. Siamo arrivati insieme a Nuevo Laredo, viaggiando in treno. Verso le 3 del mattino siamo arrivati in citt\u00e0 e l\u00ec \u00e8 cominciato il mio incubo.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p>Il mio amico spaventato mi grida di correre perch\u00e9 alcuni camion con uomini armati ci stavano aspettando. In treno eravamo in 70, e quando salto, siccome c\u2019era poca luce, cado male e mi faccio male al piede. Non ho corso molto; dietro di me tre uomini mi bloccano e cominciano a picchiarmi lasciandomi in terra e privo di sensi. Quando mi sono risvegliato mi vedo legato mani e piedi, dentro una stanza con altre persone che erano state catturate come me. Verso le dieci di mattina mi hanno fatto alzare e mi hanno chiesto con chi stavo viaggiando e di dov\u2019ero. Hanno frugato nelle mie tasche, mi hanno spogliato lasciandomi in mutande. In quel momento pensavo solo alla mia famiglia. Mi hanno chiesto come si chiamava la mia guida e io dissi che viaggiavo solo e che era la prima volta che vedevo quei posti. Che non volevo venire a Nuevo Laredo, che volevo andare a Reynosa. Avevo gi\u00e0 sentito parlare degli Zeta, della loro spietatezza. Davanti ai nostri occhi hanno ammazzato 5 persone solo perch\u00e9 i loro familiari non avevano pagato il riscatto secondo scadenza. Mi spaventai ancor di pi\u00f9: io non ho una famiglia che mi pu\u00f2 sostenere economicamente negli Stati Uniti. Non ho nessuno che possa rispondere per me. Molti gridavano, ma per loro siamo tutti uguali; uomini, donne e persino i bambini. Sono persone senza cuore che non rispettano la vita e a cui non importa la nostra situazione.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p>Hanno continuato a picchiarmi fino a quando mi hanno lasciato cos\u00ec come mi vede, con gli occhi rossi per i colpi, pugni in faccia, nella schiena, allo stomaco. Non ci hanno mai dato da mangiare, solo acqua e a volte un po\u2019 di zuppa Maruchan. Grazie a Dio \u00e8 arrivato l\u2019esercito in alcune case l\u00ec vicino e cos\u00ec alcuni di noi sono riusciti a scappare. La prima cosa che ho fatto \u00e8 stata quella di cercarvi per aiutarmi a tornare a casa mia e dimenticare l\u2019inferno che ho vissuto cercando il sogno americano. Magari nel mio villaggio non ho tutto, ma ho la mia famiglia e insieme riusciremo ad andare avanti. Ci sono persone che come me si avventurano cercando posti dove si trova solo la morte, come quelli che sono stati uccisi e altri di cui nessuno racconta.<\/p>\n<p>Questi cenni di una sofferenza crudele, feroce, inumana, uguale a migliaia di altre, \u00e9 stata raccolta da Costantino Velasquez, \u201cTino\u201d per tutti noi volontari che abbiamo frequentato la Casa del Migrante gestita dagli scalabriniani a Nuevo Laredo. Messico. Sono anni che Tino assiste i migranti e di storie come queste ne ha viste ed ascoltate molte, ma la sua indignizione \u00e8 sempre la stessa.<\/p>\n<p>Con questa sofferta testimonianza diamo voce ai veri protagonisti di quanto andiamo raccontando sul nostro sito, sapendo che non riusciremo mai a far capire fino in fondo questa atroce realt\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<p>Un jueves en la tarde como siempre esperando a los migrantes, me llego un se\u00f1or Centro Americano espec\u00edficamente de Honduras tocando el timbre pidiendo el servicio de la casa, al verlo en la situaci\u00f3n que estaba lo hice pasar inmediatamente llego muy golpeado y a penas pod\u00eda hablar. Le ped\u00ed que pasara a mi oficina para hablar mas en privado y saber lo que le paso. Antes de saber la historia ya sent\u00eda una rabia de imaginar lo que le hab\u00edan hecho. Con un vaso de agua en mano y tomando tragos peque\u00f1os empez\u00f3 a contar lo que vivi\u00f3.<\/p>\n<p>&nbsp;Mi nombre es Arnoldo Alvarado Celaya tengo 47 a\u00f1os soy campesino originario del Municipio de Arenal del Departamento Yoro Honduras. Tomando una dif\u00edcil decisi\u00f3n hable con mi esposa e hijos y les plantee la idea de venir a los Estados Unidos para buscar un trabajo y poder salir adelante ya que en mi pa\u00eds la situaci\u00f3n econ\u00f3mica no me lo permite para dar una vida digna&nbsp;a mi familia, tengo 4 hijos y quiero que ellos tenga una educaci\u00f3n y una calidad de vida pero para eso tuve que dejarlos teni\u00e9ndolos siempre presente en mi coraz\u00f3n. Ellos son la motivaci\u00f3n y las fuerzas para seguir adelante enfrentando humillaciones y abusos de diferentes personas en trayectoria. He viajado en tren ,a veces en combis y otras en ra\u00ed o avent\u00f3n, llevo ya cuatro meses que sal\u00ed de mi casa y se me hace una eternidad&nbsp;extra\u00f1o a mi esposa y a mis hijos y&nbsp; a ese perro que me hacia compa\u00f1\u00eda cuando iba a mi potrero a ver mi siembra.<\/p>\n<p>En el camino he conocido muchos paisanos que salen dejando todo y algunos que ya han intentado cruzar varias veces conocen la ruta y lugares donde nos pueden ayudar y como en todos lados tambi\u00e9n hay personas que nos quieren hacer da\u00f1o. Y en mi no seria la excepci\u00f3n conoci&nbsp; a un comp\u00f1aero en tierra blanca Veracruz y nos hicimos amigos compartiamos comida y lo que gan\u00e1bamos era para los dos,fue asi que llegamos a nuevo laredo viajando en tren como a las 3 de la ma\u00f1ana arribamos a la entrada de esta ciudad y ah\u00ed empez\u00f3 mi pesadilla.<\/p>\n<p>Mi compa\u00f1ero asustado me grito que corriera porque unas camionetas con hombres armados nos estaban esperando, en total en el tren viajan como unas 70 personas a lo largo de los vagones, y yo al brincar como hab\u00eda poca luz cai mal y me lastime el pie no alcanse a correr mucho porque detr\u00e1s de mi unos tres hombres me atraparon y me empezaron a golpear dej\u00e1ndome tirado e inconciente ,al recobrar la consiencia me di cuenta uqe estaba amarrado de pies y manos en un cuarto entre varias personas que tambi\u00e9n hab\u00edan capturado.Como a las diez de la ma\u00f1ana posiblemente me levantaron y me preguntaron que con quien viajaba y de donde era empezaron a revisar mis bolsillos me quitaron mi ropadejandome solo en ropa interior en ese momento solo pensaba en mi familia. Mepreguntaron por el nombre de mi gu\u00eda y yo le dije que viajaba solo y que era la primera vez que andaba por estos lugares, en si nosotros no quer\u00edamos llegar a nuevo laredo el destino era reynosa. Ya hab\u00eda escuchado hablar de los zetas y que son despiadados,lo pude comprobar frente a nosotros mataron a 5 personas seg\u00fan porque sus familiares no respondieron con el dinero y el plazo que pusieron. Me asuste mas yo no tengo familia que me apoye en eeuu ,no tengo a nadie que responde por mi,muchos gritaban para ellos todos son iguales hombres o mujeres y hasta ni\u00f1os,son personas que no tienen coraz\u00f3n que no respetan la vida y no les importa nuestra situaci\u00f3n.<\/p>\n<p>Me tuvieron golpeando varios d\u00edas hasta dejarme asi como usted me ve,con los ojos rojos de golpes que me pegaban ,vaeces en la cara ,en la espalda ,estomago y no nos daban de comer solo agua y a veces alguna sopita marucham.Gracias a Dios surgio un milagro el ejercito llego a unas casas cerca de ah\u00ed y fue asi como algunos podimos escapar y lo primero que hice fue buscar a ustedes para que me ayuden&nbsp; a regresar a mi pa\u00eds y olvidar el infierno que vive buscando el sue\u00f1o americano,en mi pueblo talvez no lo tenga todo pero estoy con mi familia y juntos saldremos adelante. Hay personas que nos aventuramos a lugares donde solo podemos encontrar la muerte como esas personas que mataron y otras masq ue nadia cuenta de ellas.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12388\"> (108)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12388\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12388\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Cantaluppi &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Un<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12388\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12388\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[141,4],"tags":[],"class_list":["post-12388","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-andrea-cantaluppi-articoli","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12388"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12400,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12388\/revisions\/12400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}