{"id":12182,"date":"2016-05-30T12:05:23","date_gmt":"2016-05-30T10:05:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12182"},"modified":"2016-05-30T12:05:23","modified_gmt":"2016-05-30T10:05:23","slug":"nostalgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12182","title":{"rendered":"Nostalgia"},"content":{"rendered":"<p>Nostalgia, Anoranza, Saudade, Homesickness, Nostalgie, Hoctalbia, in tutte le lingue esiste questo termine che si pu\u00f2 tradurre anche con smarrimento, disorientamento, disadattamento, ed \u00e8 quello che tutti provano andando all\u2019estero e tornando dopo periodi abbastanza lunghi.<\/p>\n<p>Basta chiedere agli studenti che frequentano l\u2019Erasmus e vedere il loro entusiasmo nel raccontare l\u2019esperienza mitigato dallo scoprire che non si riescono a raccontare le emozioni provate. Il \u201cmal d\u2019Africa\u201d ci viene raccontato dai libri di viaggi insieme ad altri \u201cmali\u201d di altre mete pi\u00f9 o meno esotiche.<\/p>\n<p>Anch\u2019io ho descritto il senso di straniamento stando di l\u00e0 e tornando di qua dalla frontiera, e mi sono spesso domandato se per i migranti, fuggiti da guerre o carestie, esista e se si, in che modo questa nostalgia.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Non sar\u00e0 certamente dovuta al clima di violenza e di guerra da cui sono fuggiti ma in che modo ricordano, stando per il momento al riparo in terre straniere che li accolgono mal volentieri, la vita nel loro villaggio, la minestra che la mamma preparava, i luoghi del gioco, l\u2019albero sotto il quale si sono scambiati promesse d\u2019amore?<\/p>\n<p>Guardo i loro occhi e ho sempre visto un\u2019ombra a me sconosciuta, che siano i ricordi dai quali nessuno pu\u00f2 o vuole fuggire?<\/p>\n<p>Dimenticare, obliare ci\u00f2 che si \u00e8 stati \u00e8 come annullare l\u2019identit\u00e0 che ognuno porta con se.<\/p>\n<p><em>Andrea Cantaluppi<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Homesickness, a\u00f1oranza, saudade, nostalgia, nostalgie, hoctalbia. Every language has this term. It can be translated with the words dismay, uncertainty, maladjustment, and these are feelings experienced by every person who has been abroad for a long time and then comes back to home.<\/p>\n<p>You just have to ask to the Erasmus students, they will tell you with enthusiasm, which is softened from the simple discovery of not being able to describe the excitement they felt.<\/p>\n<p>Lots of travel books describe the \u201cAfrican bug\u201d together with others exotic places \u201cbugs\u201d.<\/p>\n<p>I described on my own the sense of dizziness in my travel in and outside the border, and I often asked myself if the immigrants, who run away from wars and famines, feel that sensation.<\/p>\n<p>That feeling for sure it won\u2019t be due to the climate of violence and war which they escaped from. In which way they remember, staying for the moment in a safe place which host them unwillingly, the life of their village, the soup of their mother, the places of their games, the tree under which they exchanged each other love promises?<\/p>\n<p>I look into their eyes and I always see an unknown shadow, will they be the memories anybody can or want to escape from?<\/p>\n<p>Forget what you were is like deleting the identity that one takes with himself.<\/p>\n<p><em>Andrea Cantaluppi<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>TORNARE A CASA DOPO AVER VISSUTO IN UN ALTRO PAESE NON E\u2019 FACILE COME SEMBRA<\/p><\/blockquote>\n<p>Tornare a casa definitivamente dopo un periodo passato all\u2019estero ti fa sentire sovraeccitato, ti fa credere che non ci sia niente di impossibile, ti fa riempire i polmoni d\u2019aria, ti rilassa, ti tranquillizza. \u00c8 allegria, energia, una celebrazione continua. Sono abbracci a non finire, feste di bentornato continue, e una tranquillit\u00e0 che ti stordisce. Ovviamente, pi\u00f9 sei stato distante e a lungo via, e pi\u00f9 intense saranno queste sensazioni.<\/p>\n<p>Allo stesso modo sar\u00e0 enorme la presa di coscienza della realt\u00e0 che ti prende dopo essere ritornato. Gli esperti lo chiamano \u201cshock culturale inverso\u201d. \u201cCredo non esista un modo di spiegare questo sentimento a chi non lo ha vissuto. \u00c8 come una caduta libera, come vagare placidamente senza meta. Ti senti fuori luogo.\u201d, spiega Corey Heller, nel suo articolo \u201cReturning home after living abroad\u201d (Tornare a casa dopo aver vissuto all\u2019estero), pubblicato su Multilingual Living.<\/p>\n<p>Inizia quando ti rendi conto (in prima persona, come direbbero le nonne) che la vita \u00e8 continuata mentre tu non c\u2019eri. \u00c8 normale. Tuttavia, fino ad ora, non ti c\u2019eri confrontata. Non vivevi il cambio di costumi ed abitudini, la chiusura dei bar di sempre o l\u2019apparizione di parole come matrimonio, ipoteca o beb\u00e9 nel vocabolario dei tuoi amici. E tu, che apparentemente sei di nuovo a casa, dove tutto \u00e8 facile e ben rodato, sfumata l\u2019euforia iniziale, ti ritrovi ad iniziare il processo di riadattamento ad una vita che credevi quella di sempre. In realt\u00e0 \u00e8 una vita ancora pi\u00f9 nuova di quella che ti sei lasciata indietro.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora pi\u00f9 grande la sfida della ricostruzione se sei stata molto tempo fuori e molto distante; il rischio \u00e8 quello di non sentirti mai pi\u00f9 a casa. \u201cSe rimani in un altro paese per molto tempo, non puoi pi\u00f9 tornare a casa. Diventi uno straniero permanente, non sei n\u00e9 abbastanza locale n\u00e9 abbastanza integrata a casa tua\u201d, \u00e8 scritto nell\u2019articolo \u201cCasa dolce casa? Gestire lo shock culturale inverso\u201d, pubblicato nella rivista Forbes. Cos\u00ec ci sei tu che provi a capire come sia possibile che la sensazione che sia tutto come prima conviva con la realt\u00e0 che \u00e8 cambiato tutto, incluso te stesso. \u201dVivere in un altro paese ti cambia per sempre. Non sarai mai pi\u00f9 lo stesso e non vedrai mai pi\u00f9 le cose allo stesso modo\u201d, secondo la Heller.<\/p>\n<p>Il tempo fugge per tutti, e i cambiamenti che implica lo scorrere del tempo lo apprezzi di pi\u00f9 in quelli che sono rimasti, e loro in te, che te ne sei andato. Di fatto, molte volte si aspetteranno che ti comporti come hai sempre fatto. In questo senso la University Studies Abroad Consortium, dell\u2019Universit\u00e0 del Nevada, raccomanda di \u201critornare alla vita del luogo di origine senza perdere i valori che ti hanno formato mentre ti trovavi all\u2019estero, e di resistere alla tentazione di tornare al tuo antico io per soddisfare le aspettative degli altri\u201d.<\/p>\n<p>Tra tanto sconcerto, ricerca di te stesso e pi\u00f9 cali spirituali di quelli che ti aspettavi, un giorno ti ritrovi a pensare con nostalgia alla citt\u00e0 che ti ha accolto e dalla quale volevi tanto andare via. Ti manca quella che era casa tua negli ultimi tempi, ma che non sei mai riuscito a sentire come tale, nello stesso modo in cui ora non senti tua la casa di sempre. Insomma, ti ritrovi nella sindrome del viaggiatore eterno, uno di quelli che se ne sono andati una volta e ora non sentono proprio il luogo di origine, uno di quelli che non sanno a quale luogo appartengono e quale posto possono considerare come casa propria.<\/p>\n<p>Nel suo articolo, Heller riflette su questo sentirsi eternamente fuori di casa e prova a porvi rimedio. \u201cNon mi faccio pi\u00f9 la domanda sul fatto di tornare a sentire la sensazione completa di essere a casa. Ora mi chiedo come posso sentirmi a casa nel luogo in cui mi trovo ora, con queste esperienze, incontrando cos\u00ec, in ogni momento, il modo di tornare a casa\u201d.<\/p>\n<p><em>Maria Sanz<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Volver a casa despu\u00e9s de vivir en otro pa\u00eds\u00a0no es tan f\u00e1cil como parece<\/p>\n<p>Volver a casa para quedarse despu\u00e9s de una tempo-rada expatriado es sentirse plet\u00f3rico, creer que no hay nada imposible, llenar de aire los pulmones, relajado, sin dificultad para respirar. Es alegr\u00eda, energ\u00eda, un subid\u00f3n constante. Son abrazos a destajo, fiestas continuadas de bienvenida y una placidez que atonta. Normalmente, cuanto mayor haya sido el tiempo fuera y la distancia, mayores ser\u00e1n estas sensaciones.<\/p>\n<p>Igual que mayor ser\u00e1 el golpe de realidad sorprenda a un expatriado retornado. Los expertos lo llaman Cho-que Cultural Inverso. \u201cCreo que no hay realmente una manera de describir este sentimiento a quienes no lo han vivido. Es como una ca\u00edda libre, como flotar sin rum-bo en unas aguas tranquilas. Te sientes fuera de lugar\u201d, explica Corey Heller, en su art\u00edculo Returning Home After Living Abroad (Volver a casa tras haber vivido en el extranjero), publicado en Multilingual Living.<\/p>\n<p>Comienza cuando compruebas (en tus carnes, que dir\u00edan nuestras abuelas) que la vida ha seguido mientras t\u00fa no estabas. Era obvio, por supuesto. Sin embargo,<\/p>\n<p>hasta ahora, no te afectaba. No viv\u00edas el cambio de costumbres y rutinas, el cierre de los bares de siempre o la aparici\u00f3n de palabras como boda, hipoteca o beb\u00e9 en el vocabulario de tus amigos. Y t\u00fa, que aparentemente estabas en casa, donde todo iba a ser f\u00e1cil e ir rodado, te encuentras con que, desaparecida la euforia inicial, tie-nes que comenzar el proceso de readaptaci\u00f3n a una vida, que cre\u00edas la de siempre, pero que resulta ser todav\u00eda m\u00e1s nueva que la que acabas de dejar atr\u00e1s.<\/p>\n<p>Y lo mismo: cuanto mayor haya sido el tiempo fuera y la distancia, mayor ser\u00e1 la tarea de reconstrucci\u00f3n y el riesgo de no sentirte nunca como en casa. \u201cSi te quedas mucho tiempo [en tu pa\u00eds de acogida], nunca puedes volver a casa. Te vuelves un extranjero permanente, nunca lo suficientemente local y nunca satisfecho en casa\u201d, explica el art\u00edculo \u00bfHogar Dulce Hogar? Gestionando el Choque Cultural Inverso, publicado en la revista Forbes.<\/p>\n<p>As\u00ed que, ah\u00ed est\u00e1s t\u00fa, intentando entender c\u00f3mo es posible que la sensaci\u00f3n de que todo sigue igual conviva con la realidad de que todo ha cambiado, incluido t\u00fa. \u201cVivir en otro pa\u00eds te cambia para siempre. Nunca ser\u00e1s el mismo y nunca ver\u00e1s las cosas de la misma manera\u201d, analiza Heller.<\/p>\n<p>Tempus fugit para todos, y los cambios que implica el paso del tiempo, t\u00fa los aprecias m\u00e1s en los que se quedaron y ellos en ti, que te marchaste. De hecho, muchas veces esperar\u00e1n que te comportes como siempre hab\u00edas hecho. En este sentido, la University Studies Abroad Consortium, de la Universidad de Nevada, reco-mienda \u201cintentar ajustarse a la vida en el lugar de origen sin perder las ideas y valores que te formaron mientras estuviste fuera, y resistir a la tentaci\u00f3n de volver a tu antiguo yo para satisfacer las expectativas de los dem\u00e1s\u201d.<\/p>\n<p>Entre tanto desconcierto, b\u00fasqueda de sitio y m\u00e1s bajones an\u00edmicos de los que te esperabas, un d\u00eda te des-cubres pensando con nostalgia en esa ciudad de acogida de la que antes tanto quer\u00edas salir. Echando de menos a la que fue tu casa en los \u00faltimos tiempos, pero que nunca llegaste a sentir como tal, de la misma forma que ahora no sientes este lugar. En definitiva, inici\u00e1ndote en el s\u00edndrome del viajero eterno, de los que una vez se fueron y ahora no saben volver, de los que no saben a qu\u00e9 lugar pertenecen y a qu\u00e9 lugar pueden considerar su hogar.<\/p>\n<p>En su art\u00edculo, Heller reflexiona sobre ese sentirse fuera de casa en todo momento y trata de ponerle reme-dio. \u201cYa no me hago la pregunta de si alg\u00fan d\u00eda volver\u00e9 a tener la sensaci\u00f3n completa de un hogar. Ahora me pregunto c\u00f3mo puedo sentirme en casa en el lugar en el que estoy en este momento, con estas experiencias, encontrando, as\u00ed, en cada momento la forma de volver a casa\u201d.<\/p>\n<p><em>Maria Sanz<\/em><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12182\"> (145)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12182\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12182\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 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