{"id":12141,"date":"2016-04-04T15:04:48","date_gmt":"2016-04-04T13:04:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12141"},"modified":"2016-04-04T15:04:48","modified_gmt":"2016-04-04T13:04:48","slug":"terra-murata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12141","title":{"rendered":"Terra Murata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Autore: Giovanni Di Sarno<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">48 miglia nautiche dal traverso di punta Imperatore. Ecco, casa mia \u00e8 l\u00ec, da qualche parte della foschia all\u2019orizzonte, tra un p\u00f2 caler\u00e0 la sera che sprigioner\u00e0 tutti gli odori ammalianti di maggio. La gente rincaser\u00e0 o s\u2019attarder\u00e0\u2019 intorpidita per strada vinta dalla primavera che si fa pian piano estate. Guarderanno il mare che si inscurisce col cielo, o si abbandoneranno alla brezza gentile che entra dalle finestre finalmente aperte. Tutto \u00e8 una promessa di dolcezza e avventura, Maggio \u00e8 cos\u00ec, un mese che racchiude in se il tradimento, perfetto per i tradimenti. C\u2019\u00e8 una vita l\u00ec, che non mi appartiene, una vita in cui centro, ma che si fa senza di me. <!--more-->E\u2019 sempre la stessa storia , la stessa paura che provavo da ragazzo guardando le luci della costa. Laggi\u00f9 mi sembrava ci fosse sempre una festa dalla quale ero escluso, il mondo cambiava ed io non ne sapevo niente. Il giorno prima ero l\u00ec e poi, all\u2019improvviso, mi ritrovavo da qualche altra parte con la sensazione di aver lasciato qualcosa di terribilmente importante in sospeso. In realt\u00e0 in sospeso non c\u2019era proprio niente, quel che si poteva fare non era stato fatto per pigrizia o per un gusto perverso dell\u2019ineluttabile. Ma quella paura ti segue per tutto l\u2019imbarco, avvelena l\u2019entusiasmo dei giorni che precedono il tuo ritorno, \u00e8 accanto a te mentre metti la valigia a terra, sulla tua terra. Ma la tua terra, dopo sei mesi, dopo un anno \u00e8 la luna, \u00e8 Marte, \u00e8 pi\u00f9 sconosciuta di qualsiasi porto dove tu sia stato e dove comunque hai un ruolo. Dovunque tu sia sceso dal tuo ferro, sei stato un marinaio in franchigia, uno per cui \u00e8 lecito essere spaesato ma che contemporaneamente ha la certezza di quelle quattro cose da fare: mangiare, comprare qualcosa, andare a puttane, e non farsi fottere in qualche vicolo. Ma qui, nel posto dove ti fermi, \u00e8 un\u2019altra storia. Cosa sar\u00e0 successo? Le persone saranno cambiate? La mia donna m\u2019avr\u00e0 aspettato? In quale palla saranno i miei amici? Hai immaginato per giorni e giorni il tuo arrivo, ti sei aggrappato con le unghie ad un affetto, ad un tramite tra te e la terra ed ora hai paura che sto pezzo di legno scompaia e che tu non abbia nulla di su cui poggiarti in questo pericolosissimo sconfinato oceano che \u00e8 la vita fuori dalla nave. Una volta mi ricordo arrivai a notte fonda, non avevo avvisato nessuno, trascinai la mia valigia sulla strada deserta e stordito dal silenzio arrivai fino al punto in cui si dominava la Golfata. Aspettai l\u2019alba a guardare ancora un p\u00f2 quel mondo immaginato per giorni e giorni, il mostro dormiva e al suo risveglio avrebbe potuto mangiarmi il cuore. Che poi arriva un giorno in cui, finalmente, il cuore te lo divora davvero e tu non puoi farci proprio niente come quando l\u2019onda t\u2019alza la prua e devi accettare il fatto che possono essere gli ultimi istanti della tua vita. Si cos\u00ec. Conosco le facce degli uomini nella tempesta: paura, paura, paura e poi arriva quella, l\u2019onda giusta che ti pu\u00f2 far perdere la sincronia, scassare i finestroni, rompere i boccaporti, \u00e8 allora che vedi gli occhi del marinaio a fianco a te chiudersi leggermente e le rughe distendersi. Che tanto combattere stanca. E cos\u00ec, capisci che devi partire con un bagaglio leggero, che \u00e8 meglio lasciarsi poco o nulla alle spalle. E cos\u00ec ho fatto io e per anni, non ho pi\u00f9 avuto paura di partire ne di ritornare. Guardavo il profilo di Terra Murata avvicinarsi e poteva essere il promontorio di una qualsiasi parte del mondo. La mia terra era solo un posto dove riposarmi tra un imbarco e l\u2019altro, giorni e giorni e giorni al riparo da tutta questa enormit\u00e0 che pu\u00f2 sprigionare un dolore contro il quale, tu non sai se hai ancora le forze per opporti. E il tutto era la conseguenza logica di mille presagi, di segnali che allora non sapevo interpretare. L\u2019enorme tristezza che mi prendeva nel guardare la mia ombra proiettata sulla banchina ondeggiare, e capire che anch\u2019io avevo acquisito quell\u2019andatura buffa che avevano i vecchi marinai. Un turbine che mi gir\u00f2 intorno, in un piazzale di porto e che sembrava quasi volermi parlare. Il silenzio sulla prua di una superpetroliera sotto il sole equatoriale. I lamenti delle navi in disarmo. Tutto mi diceva che non avevo scampo e che il mio mondo era l\u00ec. Poi, l\u2019angoscia si fa sogno, e nei sogni tu sei l\u00ec e vedi la tua donna felice con un altro, il tuo amore che ride e che non sa pi\u00f9 nulla di te. Sei un morto che guarda le cose dall\u2019alto di nessun paradiso. So che la vita in una maniera o nell\u2019altra non ti da scampo, c\u2019\u00e8 un costo per qualsiasi sopravvivenza, c\u2019\u00e8 qualcosa da perdere in cambio, sempre. Anche una vita tranquilla ha il suo prezzo, anche la vicinanza ai tuoi affetti ha il suo logorio, e magari il fatto che abbia scelto questa maniera di campare, implica che forse non avrei saputo gestirlo. Ho vissuto, si, e il prezzo \u00e8 giusto. E chi non mi ha aspettato ha fatto bene. Ma io devo continuare ad aspettarmi, non posso e non devo dimenticarmi di me. Non ho altro. Ora capisco che l\u2019ho fatto per anni, e la mia terra non \u00e8 solo il metro quadro dove poggiano i piedi delle persone che ami. La mia terra, \u00e8 dove io sono, dove la mia anima \u00e8 presente, meravigliosa e viva . Dove il vero \u00e8 visibile all\u2019orizzonte per quanto irraggiungibile. E\u2019 su questo foglio, qui, dove frange l\u2019onda che viene dal cuore.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12141\"> (42)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12141\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12141\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore: Giovanni Di Sarno 48 miglia nautiche dal traverso di punta Imperatore. 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