{"id":12113,"date":"2016-03-21T07:16:53","date_gmt":"2016-03-21T06:16:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12113"},"modified":"2016-03-21T07:16:53","modified_gmt":"2016-03-21T06:16:53","slug":"dunque-un-minuto-per%e2%80%afmorire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12113","title":{"rendered":"Dunque, un minuto per\u202fmorire"},"content":{"rendered":"<p><em>Autore: Giovanni Di Sarno<\/em><\/p>\n<p>Dunque, un minuto per morire.<br \/>\nForio, estate 2012<br \/>\nMi svegliai confuso dalle grida dei miei figli che litigavano in giardino. I ragazzi si stavano accusando a vicenda per un ciondolo smarrito in piscina, senza decidersi di chi fosse la colpa. Pur di ritornare a dormire, imboccammo il viale tutti insieme. Al bordo della vasca mia moglie prendeva il sole sulla sdraio mentre Toby, sotto il tavolo con la lingua penzolante, cercava riparo dall\u2019afa. Erano le tre di un pomeriggio d\u2019agosto, l\u2019ora della siesta anche per le cicale. Il pendaglio a forma di ancora era da qualche parte vicino alla griglia di filtraggio, mi spieg\u00f2 mio figlio. Entrai in acqua e dopo una boccata d\u2019aria mi immersi. Il fondale era sgombro, restava la botola che, plausibilmente, aveva aspirato l\u2019oggetto all\u2019interno. Venne via docilmente ma nel piccolo vano non c\u2019era nulla a parte dei residui granulosi. Per\u00f2 c\u2019era il tubo, o meglio la bocca di aspirazione che, come seppi qualche giorno dopo dall\u2019amministratore, era servita da due elettropompe situate di fianco al gabbiotto degli attrezzi. Neanche il tempo di avvicinare la mano e il braccio fu risucchiato violentemente all\u2019interno, una cosa talmente rapida che non mi diede scampo. Per primo registrai il contraccolpo nello stomaco, una lucida consapevolezza mortale che mi ghiacci\u00f2 la carne, poi fu il silenzio, come un sipario strappato dalla mano di un gigante per svelare un fondo senza colore, una natura morta. Il braccio aveva sigillato perfettamente l\u2019ingresso del tubo, come il pi\u00f9 gagliardo tra i tappi di champagne, e la prima reazione rabbiosa di tirarlo via non mi frutt\u00f2 neanche un millimetro di speranza. Era veramente una bruttissima storia. Quanto tempo era passato dal momento in cui mi ero immerso verso quel delirio in essere? Trenta secondi? Cinquanta? Non faceva una grande differenza, dovevo darmi da fare, pensare qualcosa, e il tempo era quello che era. Da bambino mi capitava di torturare le lucertole, le catturavo vive per poi mutilarle, o annegarle in un secchio. In acqua, quei piccoli rettili senza colpa, davano il meglio di se resistendo parecchi minuti, sicuro retaggio della loro evoluzione anfibia. Io non ero una lucertola ma allo stesso modo tenevo la bocca e le narici ben chiuse, cercando di rendere il pi\u00f9 prezioso possibile la residua riserva d\u2019aria. Sentivo la carne compressa in una morsa anatomica, mentre dal fondo della piscina vedevo le sagome indistinte dei miei familiari che, ignari, aspettavano che emergessi. In cambio non avvertivo nessun sintomo di panico, nessun disordine mentale, nessuna vertigine incontrollata. Con grande difficolt\u00e0 riuscii a piantare un ginocchio sul bordo del tombino e mi posizionai come uno scattista sulla linea di partenza. La mia idea era quella di far leva, avere una base su cui spingere. Ma capii facilmente che tutto era vano, non succedeva niente, sarei morto proprio l\u00ec, sul fondo della mia piscina. Come di fronte a uno specchio mi chiesi: \u201ccosa faccio adesso?\u201d. Quegli istanti a meditare una risposta furono i pi\u00f9 cupi e spaventosi tra tutti. Furono secondi senz\u2019anima, senza una eco. Poi la tensione deflu\u00ec improvvisamente, col braccio come un\u2019ancora incastrata nello scoglio e il corpo libero di fluttuare senza controllo o timore. Chiusi finalmente gli occhi. L\u2019ultima immagine fu il colore dell\u2019acqua, azzurrata, con striature lattescenti che si muovevano al rallentatore. Segu\u00ec un tempo di pace assoluta in cui non pensavo niente, non vedevo nulla. Poi, con calma quasi indolente, intravidi la mia mano che scendeva verso la botola e infilare l\u2019indice tra il braccio e il tubo producendo cos\u00ec un interstizio, uno spazio nuovo. Come se quel momento gi\u00e0 scritto da tempo non aspettasse altro che manifestarsi, il braccio scivol\u00f2 via, quasi senza importanza. E dunque, un minuto per morire \u00e8 pur sempre un minuto da vivere.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12113\"> (45)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12113\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12113\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore: Giovanni Di Sarno Dunque, un minuto per morire. Forio, estate 2012 Mi svegliai confuso dalle grida dei miei figli<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12113\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12113\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[4,127,110],"tags":[],"class_list":["post-12113","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-giovanni_di_sarno","category-racconti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12113"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12113\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12114,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12113\/revisions\/12114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}