{"id":12070,"date":"2016-02-28T18:06:41","date_gmt":"2016-02-28T18:06:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12070"},"modified":"2016-02-28T18:06:41","modified_gmt":"2016-02-28T18:06:41","slug":"quattro-sacerdoti-una-tenda-e-una-presa-di-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=12070","title":{"rendered":"Quattro sacerdoti, una tenda e una presa di coscienza"},"content":{"rendered":"<p>V\u2019invito a leggere il comunicato che i preti delle comunit\u00e0 di Ambivere, Mapello, Valtrighe, nella bergamasca, hanno emesso per esplicitare il loro gesto forte e non violento che attueranno prima di Pasqua. E\u2019 un po\u2019 lungo, ma vale la pena di rifletterci sopra.<\/p>\n<p>Andrea Cantaluppi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abIn Quaresima noi sacerdoti abiteremo una tenda allestita sul sagrato della Chiesa di Ambivere. Questa decisione nasce dalla presa di coscienza che il prezzo del nostro benessere \u00e8 la riduzione in miseria di altri esseri umani. Non siamo pi\u00f9 disposti ad accettare un sistema del genere. Per questo vogliamo lasciare simbolicamente le nostre case. Si tratta di un segno temporaneo, fino a Pasqua. Poi si vedr\u00e0. Intanto con questo gesto vogliamo dire che riconosciamo le nostre responsabilit\u00e0 di fronte alla miseria del mondo. E non vogliamo abituarci a questo stato di cose. Per prima cosa vogliamo capire il legame tra miseria, politica e guerra. Ma siccome l\u2019informazione televisiva, i giornali e gli intellettuali non aiutano molto a capire, siamo costretti a procurarci da noi l\u2019informazione che serve. A questo servono le due serate organizzate dalle nostre comunit\u00e0 presso la Tenda ad Ambivere, di fronte alla chiesa parrocchiale\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(\u2026..)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abUn po\u2019 di cibo. Acqua da bere. Un bagno per lavarci. Un materasso per dormire. \u00c8 pi\u00f9 di quanto molti esseri umani possono permettersi. Naturalmente non sar\u00e0 facile. Abituati ad avere pi\u00f9 del necessario, il semplice necessario sembrer\u00e0 insufficiente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questa decisione nasce dalla presa di coscienza che il prezzo del nostro benessere \u00e8 la riduzione in miseria di altri esseri umani. \u00c8 facilmente dimostrabile: se dovessimo garantire a tutti gli uomini il tenore di vita europeo o americano avremmo bisogno di cinque pianeti. Ma siccome ne abbiamo soltanto uno, noi occidentali ci siamo presi da un secolo a questa parte il diritto di mettere le mani sulle risorse naturali dell\u2019altra parte del mondo e di saccheggiarle a piacimento. Per evitare intralci abbiamo poi lavorato assiduamente per impedire che in quei paesi crescessero democrazia, autonomia economica e diritti umani. Ecco perch\u00e9 i paesi poveri continuano a restare poveri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se Europa e Stati Uniti dovessero pagare equamente le risorse prelevate dal terzo mondo, i prezzi in casa nostra crescerebbero e dovremmo rinunciare a buona parte delle nostre abitudini consumistiche. Il costo della vita qui da noi \u00e8 alto ma costerebbe ancora di pi\u00f9 se i paesi poveri potessero mettere al centro della loro economia i loro bisogni invece che i nostri. Per questa ragione nessuno in occidente sembra prendere sul serio una prospettiva del genere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ecco dunque la nostra decisione: staremo in una tenda per dire che non siamo disposti ad accettare un sistema che procura benessere a noi provocando sofferenza a qualcun altro. Si tratta di un segno temporaneo, fino a Pasqua. Poi si vedr\u00e0. In ogni caso bisogner\u00e0 mettere a punto stili di vita coerenti con questa intuizione. Intanto con questo gesto vogliamo dire che riconosciamo le nostre responsabilit\u00e0 di fronte alla povert\u00e0 del mondo. E che si pu\u00f2 essere felici anche con meno.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ma le ragioni della nostra scelta non finiscono qua. Se avete un po\u2019 di pazienza cerchiamo di spiegarlo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019insaziabilit\u00e0 delle nazioni europee e degli Stati Uniti non ha trovato freno neppure tra gli anni \u201950 e \u201980 del secolo scorso, quando la cultura dei diritti umani era riuscita ad appassionare ampi settori dell\u2019opinione pubblica e del mondo accademico e culturale. In quegli anni era pi\u00f9 difficile condurre guerre in santa pace senza avere alle costole qualche attivista che gridasse in difesa dei diritti umani. Le cose poi hanno cominciato a cambiare. In peggio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Negli ultimi trent\u2019anni la ricchezza e il potere politico si sono concentrati a tal punto nelle mani di pochi gruppi finanziari che questi sono stati in grado di mandare intenzionalmente a rotoli interi scomparti dell\u2019economia mondiale con l\u2019intento di trarre profitto dalla loro rovina. Hanno ingenerato cos\u00ec la crisi senza che nessun governo o organismo internazionale abbia mosso un dito per impedirlo. Proprio la crisi economica \u00e8 stata l\u2019ultimo atto di una commedia nella quale l\u2019occidente ingordo cadeva vittima di se stesso. La povert\u00e0 ha cominciato cos\u00ec a riguardare non soltanto il terzo mondo ma anche porzioni significative di popolazione europea e americana. La crisi economica voluta dalle lobby finanziarie con la complicit\u00e0 degli organismi internazionali di controllo e di governo, ha messo sul lastrico famiglie, ha mandato in fallimento aziende, ha provocato disoccupazione, ha generato precariato, indebitamento e sfruttamento lavorativo, ha spento la fiducia, ha rubato il futuro ai giovani e la pensione ai lavoratori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il capitalismo selvaggio che fino ad allora aveva dissanguato il terzo mondo, scatenava ora la sua offensiva sulle economie occidentali. Per i poveri del terzo mondo le cose non cambiavano. Vittime erano. Vittime restavano. Le cose sono cambiate invece per la classe media di casa nostra che si \u00e8 vista ridurre drasticamente il potere d\u2019acquisto e le garanzie previdenziali e assistenziali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non \u00e8 stato difficile per i veri responsabili della crisi mondiale dirottare la rabbia diffusa della nostra gente contro i migranti. \u00c8 bastato descriverli come invasori intenzionati a rubare il lavoro e a cambiare le nostre tradizioni. E la gente ha abboccato prendendosela col nemico sbagliato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per distogliere l\u2019attenzione dalle loro catastrofiche politiche economiche ed estere, i nostri governi (Stati Uniti in testa) hanno sempre scaricato la colpa su qualche nemico esterno. Tempo addietro avrebbero dato la<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>colpa all\u2019Unione Sovietica. Ma dopo la caduta del Muro di Berlino era necessario trovare qualcun altro. La scelta cadde sul mondo arabo islamico. Le ragioni sono storiche. Le potenze vincitrici della prima guerra mondiale (Francia e Inghilterra in particolare) si erano letteralmente divise a tavolino il Medio Oriente e il Nord Africa instaurando un regime coloniale teso principalmente a sfruttare economicamente quei territori e favorendo l\u2019ascesa di regimi collaborazionisti. La scelta di permettere l\u2019insediamento violento di Israele espellendo i palestinesi dalla loro terra natale, lasciando al contempo inattuate le risoluzioni ONU che nel corso dei decenni hanno ripetutamente condannato il sedicente stato ebraico \u00e8 coerente con questa scelta colonizzatrice.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019ingerenza massiccia nel controllo dell\u2019area mediorientale \u00e8 venuta alla luce ogni volta che emergevano aspiranti leader ribelli alla sottomissione imposta dall\u2019Occidente e dal suo avamposto Israele. La politica americana ha sempre cercato dapprima di comprare l\u2019obbedienza di questi leader. Quando la compravendita non ha funzionato, l\u2019America non ha mai esitato ad abbattere questi leader mediante colpi di Stato e aggressioni militari sempre sulla base di pretesti, a volte del tutto inventati. Nella pi\u00f9 totale indifferenza dell\u2019Europa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 successo in Iran all\u2019inizio degli anni \u201950; \u00e8 successo con Saddam Ussein in Iraq. \u00c8 successo con Gheddafi in Libia; sta succedendo adesso con Assad in Siria (senza successo); \u00e8 successo con il presidente Morsi in Egitto non gradito a Israele; \u00e8 successo perfino nella nostra Europa con il colpo di Stato architettato dai servizi segreti americani in Ucraina neppure due anni fa per deporre il presidente legittimo Yanukovich (colpevole di essere amico dei russi) e insediare il fascista Porosenko, amico degli americani.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La necessit\u00e0 sempre pi\u00f9 frequente degli Stati Uniti e alleati di ricorrere apertamente alle armi per costringere i popoli all\u2019obbedienza, dimostra che l\u2019impero americano (e alleati) \u00e8 diventato pi\u00f9 debole economicamente e politicamente. La sua leadership ha cominciato a traballare allorch\u00e8 nuovi soggetti economici hanno fatto capolino: India, Cina, Brasile. E ora di nuovo la rediviva Russia. Il lento declino avrebbe dovuto consigliare agli strateghi d\u2019oltreoceano e a quelli nostrani di modificare le proprie politiche economiche e militari, rinunciando ad esempio a una quota di poteri e privilegi, favorendo una distribuzione pi\u00f9 equa delle ricchezze e promuovendo realmente la democrazia. Invece nulla di tutto questo. Americani e soci hanno deciso di usare un pugno di ferro ancora pi\u00f9 duro per schiacciare chiunque avesse osato modificare la gerarchia del mondo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si spiega cos\u00ec la decisione all\u2019inizio degli anni \u201990 di dare una lezione al vecchio alleato e dittatore Saddam, reo di usare la sua dittatura contro gli interessi americani invece che in loro favore. Saddam in fondo voleva emulare la politica conquistatrice dell\u2019occidente. Il problema si sarebbe potuto risolvere con altri mezzi. Un\u2019ampia rete di movimenti manifest\u00f2 in quei mesi contro l\u2019intervento militare. Bandiere colorate apparvero sui municipi, sui campanili, alle finestre della case, nelle scuole. Ma i nostri governi europei ascoltarono gli strateghi e i comandi statunitensi e vollero compatti la guerra. Una coalizione di 34 paesi guidati dagli Stati Uniti sotto l\u2019egida dell\u2019ONU muoveva guerra alI\u2019Iraq riducendolo a brandelli e uccidendo in sette mesi decine di migliaia di persone inermi. Prima o poi doveva succedere che il costante sfruttamento da parte occidentale delle risorse altrui, la repressione delle aspirazioni democratiche insieme al finanziamento della corruzione e del terrorismo insieme ai bombardamenti avrebbe moltiplicato i focolai di guerra, diffuso le cellule cancerogene della violenza e dell\u2019estremismo di stampo laico o religioso oltre che rendere la vita impossibile alle popolazioni di quelle terre. La Guerra del Golfo fu il detonatore di questa spirale di distruzione che \u00e8 ancora in corso. Da allora il conflitto \u00e8 andato allargandosi all\u2019intero Medio Oriente ed \u00e8 stato ricorso continuo ai bombardamenti, crescita abnorme delle vittime civili, diffusione di cellule terroristiche filo-occidentali e anti-occidentali e fuga impazzita di milioni di persone dalla morte.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La crisi economica, la migrazione e il terrorismo sono frutti delle insane politiche occidentali. Eppure vengono usate in Europa come argomenti per convincere l\u2019opinione pubblica a incrementare invece di ridurre la politica muscolare della NATO e a rinunciare alla \u201cpatetica\u201d difesa dei diritti umani. Per quanto le responsabilit\u00e0 dei nostri paesi siano clamorose e le vittime di questa guerra siano soprattutto bambini, nessuno sdegno pacifista percorre pi\u00f9 le strade d\u2019Europa, a meno che i morti siano europei, americani o israeliani. I civili europei ammazzati meritano cortei. Quelli medio orientali no.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Europa che negli anni \u201990 aveva preso le difese dei neri in Sudafrica non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Cos\u2019\u00e8 successo da ridurci in questo stato? La propaganda occidentale ha utilizzato la crisi e il terrorismo per alimentare la paura e ridurre al silenzio la critica interna.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Poche, anzi pochissime sono le voci che si alzano contro la corsa europea agli armamenti e gli interventi militari, contro i massacri di civili in Medio Oriente, a Gaza e in Africa, contro le complicit\u00e0 degli stati nel traffico degli esseri umani. Poche sono le voci indignate per la chiusura delle frontiere, contro le politiche<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>coloniali, contro l\u2019ingerenza politico-militare dell\u2019occidente sempre travestita da intervento umanitario. Pochissime le voci contro l\u2019oppressione israelo-americana dei palestinesi, contro il vassallaggio europeo nei confronti dell\u2019America. L\u2019indifferenza dell\u2019opinione pubblica \u00e8 assordante. La gente d\u2019Europa e d\u2019America preferisce non conoscere. Preferisce credere che se i nostri governi bombardano hanno sicuramente buone ragioni. E che il terrorismo \u00e8 una buona ragione per bombardare. Il risultato di queste buone ragioni sono paesaggi rasi al suolo da cui spuntano come spettri rovine di edifici a ricordare che un tempo sorgevano citt\u00e0. Degli abitanti nessuna traccia: uccisi sotto i bombardamenti, giustiziati, morti di fame e sete, sotto assedio per anni, venduti, comprati e rivenduti. Chi ha potuto si \u00e8 messo in fuga affrontando odissee inenarrabili, tallonato da paramilitari, eserciti allo sbando, milizie straniere, mercenari al soldo di gruppi contrapposti. Chi ha innescato tutto questo? A chi interessa che tutto questo continui? E soprattutto: a chi interessa veramente saperlo? Sono state le cattive politiche occidentali il brodo di coltura che ha permesso alla corruzione dei paesi arabi di prosperare, alla rivalit\u00e0 storica tra le fazioni religiose di acutizzarsi e all\u2019estremismo islamico di trovare pretesti. La societ\u00e0 \u201ccivile\u201d, gli intellettuali e i mass-media occidentali non possono nascondere o minimizzare questa responsabilit\u00e0. E neppure sono autorizzati a confondere le vittime con i carnefici. In uno stato di diritto le garanzie di un processo equo vengono date a tutti, anche agli assassini, ai ladri, ai violentatori. Che cosa autorizza l\u2019Europa a chiudere le porte in faccia a gente che fugge da guerre che l\u2019Europa stessa ha contribuito a innescare? Com\u2019\u00e8 possibile lasciare che le persone continuino ad annegare senza che l\u2019Europa decida uno straccio di corridoio umanitario a cui protezione s\u00ec che servirebbe impiegare l\u2019esercito?! La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Europa \u00e8 avida. Vuole le ricchezze dei poveri, non i poveri. Ferma i profughi alle frontiere mentre da pi\u00f9 di un secolo le oltrepassa per spadroneggiare in casa loro. La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Europa non vuole pi\u00f9 sottoscrivere i diritti universali dell\u2019uomo a cominciare dall\u2019articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit\u00e0 e diritti. Nell\u2019Europa di oggi, \u201cessere umani\u201d non soddisfa i requisiti minimi. Ci\u00f2 che serve in Europa in ordine di importanza per ottenere riconoscimento \u00e8 possedere capitali ed essere cittadini. Nessuna via preferenziale a chi fugge dalle guerre. Lo status di rifugiato viene rilasciato soltanto ad un prezzo altissimo: essere riusciti a scampare ai bombardamenti, essere sopravvissuti alle torture, ai rapimenti e alle onde del mare. Nessun riconoscimento \u00e8 dato a chi proviene da regioni impoverite da un sistema globale ingiusto e ha rischiato la vita per trovare dignit\u00e0. Questa \u00e8 l\u2019Europa: pronta ad amputare uno dei capisaldi della propria migliore tradizione umanistica (i diritti dell\u2019uomo) piuttosto che cedere quegli stessi diritti ai poveri che essa stessa ha contribuito a creare. L\u2019Europa delle istituzioni scarica sulla buona volont\u00e0 di molti cittadini volontari europei il compito di salvare le apparenze riservando un p\u00f2 di umanit\u00e0 a chi raggiunge sfinito le sue coste. Evita per\u00f2 di fare ci\u00f2 che le spetta: rivedere le politiche economiche e la politica estera a partire dai diritti dell\u2019uomo e dei popoli. Sicch\u00e8 I poveri vengono assistiti per un p\u00f2. Dopodich\u00e8 vengono abbandonati al loro destino. O rispediti indietro o abbandonati nella giungla europea del traffico di esseri umani, dello sfruttamento lavorativo, della clandestinit\u00e0. I poveri speravano che l\u2019Europa fosse un luogo dove l\u2019umanit\u00e0 venisse prima della cittadinanza, prima del benessere, prima delle differenze religiose, prima di ogni altra cosa. Si sbagliavano. Il pensiero diffuso \u00e8 che la loro situazione non dipenda da noi; che abbiamo gi\u00e0 i nostri grattacapi e che in fondo i poveri siano la causa del proprio male. Al pari dei singoli paesi europei, anche i diversi settori dell\u2019amministrazione statale scaricano sugli altri la responsabilit\u00e0 adducendo confusione normativa, paventando rischi di terrorismo e brandendo contro i poveri la croniche insufficienze dell\u2019assistenza ai cittadini italiani. Proprio cos\u00ec: usando i poveri di casa nostra contro i poveri alla nostra porta. A cominciare dalle regioni fino ad arrivare a moltissime amministrazioni comunali la risposta \u00e8 sempre la stessa: per loro non c\u2019\u00e8 posto. Le parrocchie e i cristiani bergamaschi non si stanno comportando meglio. Ci pensi la Caritas, dicono. Neppure l\u2019invito dell\u2019amatissimo Papa Francesco riesce a scuoterli. Noi sacerdoti non possiamo rovesciare le sorti dei poveri. Per\u00f2 possiamo stare dalla loro parte. Possiamo protestare e progettare azioni concrete nonviolente a favore della Verit\u00e0 e della Giustizia. Cominceremo a stare in una tenda perch\u00e9 se migliaia di esseri umani possono essere abbandonati per anni nella nostra Europa in tendopoli improvvisate, fangose, senza servizi (andate a Calais in Francia per vedere e credere) perch\u00e8 mai noi, che siamo esseri umani come loro, dovremmo abitare in una casa? Noi pensiamo di non essere pi\u00f9 umani dei poveri perch\u00e9 ci debba essere concesso qualcosa di pi\u00f9\u2026sapendo oltretutto che loro hanno di meno anche per colpa nostra. Se loro non hanno diritto a una casa allora questo diritto non l\u2019abbiamo neppure noi. Non ci sembra un grande affare perdere l\u2019umanit\u00e0 comune che ci lega ai poveri per godere del privilegio della cittadinanza. Essere cittadini \u00e8 un onore. Ma se deve venire prima della nostra comune umanit\u00e0 allora vi rinunciamo volentieri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nella tenda sarete i benvenuti\u00bb. I sacerdoti delle comunit\u00e0 di Ambivere, Mapello e Valtrighe.<\/em><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"12070\"> (30)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12070\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12070\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 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