{"id":10728,"date":"2014-02-27T07:56:52","date_gmt":"2014-02-27T07:56:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=10728"},"modified":"2014-02-27T08:03:15","modified_gmt":"2014-02-27T08:03:15","slug":"rete-di-quarrata-febbraio-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=10728","title":{"rendered":"Rete di Quarrata &#8211; febbraio 2014"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e molto volentieri rilanciamo un articolo di Antonio Vermigli e alcune riflessione di Waldemar Boff sulla situazione sociale in corso in Brasile che appare sempre pi\u00f9 esplosiva in vista dei campionati del mondo di calcio. <\/em><\/p>\n<p><em>Andrea Cantaluppi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carissima, carissimo,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>sono rientrato da poco dal Brasile, dove, dopo alcuni impegni lavorativi, ho incontrato amici e visitato progetti che la nostra Rete accompagna da tempo. Sono capitato in un momento in cui si sta sviluppando una nuova protesta sociale. Gruppi di centinaia di giovani delle periferie, chiamati \u201cRolezinhos\u201d, che si convocano su internet e, invadono gli Shopping Centers, suscitando paura nei frequentatori abituali, dal momento che arrivano in massa. Ma sono diversi dai manifestanti dello scorso luglio che accusavano il Governo di distogliere i fondi per la scuola, la salute, i trasporti per costruire gli stadi. Oltre a protestare per la corruzione dilagante. Ci\u00f2 sta suscitando le pi\u00f9 disparate interpretazioni a secondo con chi parli. Alcuni, quelli che hanno scelto il neoliberismo come idolo, prostrandosi al Dio denaro e al Dio consumo, con le loro analisi che partono solo dal giudizio, non meritano nessuna considerazione. Essendo di una tale povert\u00e0 analitica da farmi vergognare per loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre c\u2019\u00e8 chi va al cuore del problema, come il nostro amico e referente Waldemar Boff, che afferma che non si tratta di giovani poveri, delle grandi periferie senza spazi per passare il tempo e la cultura, penalizzati dai servizi pubblici assenti o molto scadenti. Waldemar afferma che i giovani rolezinhos sono la nuova classe media, ossia, le classi C e D frutto della crescita economica grazie alle politiche sociali e educative dei governi Lula-Dilma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che cosa si nasconde dietro il loro andare negli Shopping? Che cosa stanno comunicando questi ragazzi con il loro andare in massa nei bunker del consumo, nelle nuove cattedrali, dove puoi entrare solo se sei un \u201csoggetto economico e sociale all\u2019altezza\u201d? Non vanno per fare manifestazioni o per rubare. Sono l\u00ec per dimostrare che gli spazi che prima loro non frequentavano, perch\u00e9 frequentati solo dai ricchi benestanti, fanno parte di loro. Perch\u00e9 anche loro possono comprare i \u201cbeni simbolo\u201d (scarpe Nike e roba firmata) affinch\u00e9 questa merce possa essere un bene comune, popolare, alla portata degli operai. Il conflitto di classe in Brasile \u00e9 sempre stato offuscato, tenuto nascosto. Per questo l\u2019\u00e9lite non gradisce che venga alla luce, per questo usano l\u2019ideologia del\u201dbrasiliano cordiale e pacifico\u201d. I gestori degli shopping non hanno niente in contrario che la gente delle periferie li frequenti. Non chiedono che vi arrivino in massa, perch\u00e9 disturba i normali frequentatori, perch\u00e9 rivela il conflitto sotterraneo di classe esistente. I responsabili degli shopping chiedono solo che non si presentino in massa&#8230; perch\u00e9 loro gradiscono che ci siano pi\u00f9 compratori, indipendentemente dalla classe sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le nuove classi C e D emergenti costituiscono un capitale economico nuovo da sfruttare, ma manca in loro il capitale culturale, che permetta loro di contestare questo tipo di societ\u00e0, come bene ha scritto la sociologa Valquiria Padilha.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cercano di rompere le barriere dell\u2019apartheid sociale. E\u2019 una denuncia verso un Paese altamente ingiusto, tra i pi\u00f9 disuguali del mondo, organizzato su un grave peccato sociale. La nostra societ\u00e0 \u00e9 conservatrice e le nostre \u00e9lite altamente insensibili alla sofferenza dei loro simili e, per questo ciniche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attualmente in Brasile ci sono 60 milioni di famiglie di cui 5 mila possiedono il 50% della ricchezza nazionale. Siamo in una democrazia senza uguaglianza. I rolezinhos denunciano questa contraddizione. Essi entrano nel paradiso delle merci \u201cvisto virtualmente in TV\u201d, per vederle realmente, toccarle con le proprie mani e acquistarle. Ecco il sacrilegio insopportabile per i \u201cpadroni e i frequentatori degli shopping.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di fronte a questi nuovi movimenti sociali di massa emersi nello scorso luglio e, alle ricolte che ne sono seguite, i movimenti cristiani si sono interpellati preparando il 13\u00b0 incontro delle Comunit\u00e0 Ecclesiali di Base \u2013 CEBs, che si \u00e8 svolto dal 7 all\u201911 gennaio scorso a Juazeiro do Norte nello stato del Cear\u00e0, avendo come tema: \u201cGiustizia e profezia a servizio della Vita\u201d, dove per la prima volta \u00e9 arrivato un messaggio di condivisione e augurale del papa, riconoscendo nelle CEBs il modo d\u2019essere, antico e nuovo, della Chiesa, una Chiesa che non si stanchi di essere il volto di \u201cuna Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade\u201d, piuttosto che di \u201cuna Chiesa malata per la chiusura e la comodit\u00e0 di aggrapparsi alle proprie sicurezze\u201d. Insomma una chiesa dove \u201cil pastore prenda il puzzo delle sue pecore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Direi, un\u2019intesa perfetta fra il papa e la comunit\u00e0, senza nessuno sforzo, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale. E la commozione era sul volto di tutti. Mai visto un papa cos\u00ec in sintonia con la gente , fino a identificarsi totalmente con loro, con i loro problemi, con le loro difficolt\u00e0, come se fosse uno di famiglia, un padre, un fratello, un amico. Papa Francesco sta superando se stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sue espressioni semplici, le immagini popolari di cui il papa si serve per comunicare le sue idee non devono trarre in inganno; si tratta di parole che hanno alla loro base un pensiero solido, preciso, attuale, una convinzione lungamente maturata nella riflessione e nell\u2019esperienza. Di conoscenze profonde, di dimestichezza con i grandi problemi del pensiero e della teologia del nostro tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma egli colpisce per il suo linguaggio laico usa nelle sue espressioni. Dove al centro mette la persona umana, l\u2019uomo, tutto l\u2019uomo, tutti gli uomini, dai \u201crolezinhos\u201d a chi lavora per la Pace, dai movimenti sociali di protesta a quegli di salvaguardia ambientale&#8230; Un linguaggio antropologico che sostituisce, almeno provvisoriamente, quello teologico. Cos\u00ec le parole rivolte a tutti, coinvolgono tutti, credenti e non credenti, perch\u00e9 sa molto bene che non tutti i suoi interlocutori hanno una fede e una religione. Ha capito profondamente che quello laico \u00e9 l\u2019unico linguaggio udibile da parte dell\u2019uomo e delle donne di oggi. L\u2019urlo dei giovani emarginati del Brasile e di tutto il mondo prende sostanza anche dalla \u201csua\u201d condanna dell\u2019idolo del denaro, che domina i pensieri, gli atteggiamenti e crea gravi ingiustizie. La denuncia di papa Francesco non potrebbe essere pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 efficace. E\u2019 il no pi\u00f9 deciso al capitalismo selvaggio, al liberalismo, al mercato senza regole e controlli, che uccide tutti i giorni!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il papa merita di essere ascoltato. Il suo non \u00e8 un discorso di tecnica politica, ma un discorso di politica vera, di politica morale. Dove il campo economico \u00e8 oggi, ancora assai lontano dai principi di giustizia umana e cristiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e9 un tempo di riflessione e di ricerca delle cause profonde del disordine economico e morale che grava sulle nostre societ\u00e0. Ogni uomo, per la sua quota di responsabilit\u00e0. Credente o no, \u00e9 chiamato in causa. Si ascolti questo papa e non gli eterni banditori dell\u2019egoismo, veri e unici mandanti della morte di decine di milioni di uomini e donne ogni anno, che stanno distruggendo il tessuto dell\u2019umana societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 a questo punto che Waldemar ed io ci siamo domandati: cosa \u00e9 che ci fa felici?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo concordato sul fatto che, nella societ\u00e0 neoliberista nella quale viviamo, l\u2019ideale di felicit\u00e0 \u00e8 centrato sul consumismo e sull\u2019edonismo. Il che non significa che, realmente, essa sia frutto, come suggerisce la pubblicit\u00e0, del possesso di beni materiali o della somma di piaceri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla felicit\u00e0 il discorso \u00e8 passato all\u2019amore. Cos\u2019\u00e8 l\u2019amore? Abbiamo deciso di parlare a partire dalle nostre esperienze. E\u2019 stato allora che Waldemar ha riflettuto sul fatto che una delle grandi preoccupazioni del mondo di oggi \u00e8 che gli straordinari progressi tecno scientifici stimolano una accentuata atomizzazione degli individui, spingendoli a perdere i loro vincoli di solidariet\u00e0, affettivi, religiosi, ecc&#8230; E che questi vincoli sono sostituiti da altri, burocratici, amministrativi e, soprattutto, anonimi (reti sociali), distanti dalle antiche relazioni affettive tra le persone, unite l\u2019una all\u2019altra sotto il segno dell\u2019uguaglianza e della fraternit\u00e0, con gli stessi diritti e doveri, indipendentemente dalle disuguaglianze esteriori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Waldemar ha continuato: ci\u00f2 che rende una persona felice non \u00e8 il possesso di un bene o una vita confortevole. E\u2019 soprattutto il progetto di vita che assume. Ogni progetto, coniugale, professionale, artistico, scientifico, politico, religioso, suppone una traiettoria piena di difficolt\u00e0 e sfide. Ma \u00e8 appassionante. E\u2019 la passione o, se vuoi, l\u2019amore, che densifica la nostra soggettivit\u00e0. E ogni progetto suppone vincoli comunitari. Se il sogno \u00e8 personale, il progetto \u00e8 collettivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli ho dato ragione. Vivere per un progetto, una causa, una missione, un ideale o anche un\u2019utopia, \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 senso alla vita. E una vita piena di significato \u00e8, anche se colpita da dolori e sofferenze, \u00e9 ci\u00f2 che ci d\u00e0 la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Saranno felici le 85 persone pi\u00f9 ricche del mondo che hanno \u201caccumulato\u201d la fortuna di 1.7 trilioni di dollari, pari al reddito della met\u00e0 della popolazione mondiale: tre miardi e mezzo di persone. Questo \u00e8 un dato uscito da Davos (il Forum Mondiale dei paesi ricchi) lo scorso 20 gennaio.Questo dato, purtroppo reale \u00e9 un grave pericolo sia per l\u2019economia mondiale, sia per la democrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre anche in Italia la forbice si allarga, i 10 individui pi\u00f9 ricchi posseggono una quantit\u00e0 di ricchezza pi\u00f9 o meno equivalente ai 5 milioni di italiani pi\u00f9 poveri (studio Bankitalia).<\/p>\n<p>antonio vermigli<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"10728\"> (213)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10728\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10728\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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