{"id":10663,"date":"2013-12-16T13:14:47","date_gmt":"2013-12-16T13:14:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=10663"},"modified":"2013-12-17T07:17:47","modified_gmt":"2013-12-17T07:17:47","slug":"baracca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/?p=10663","title":{"rendered":"MATURITA\u2019, SOLIDARIETA\u2019, INCREDULITA\u2019, SDEGNO"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: \"Liberation Serif\",\"Times New Roman\",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: \"Bitstream Vera Sans\"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: \"Bitstream Vera Sans\"; font-size: 12pt; }A.western:link {  }A.ctl:link {  }\n--><\/style>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Queste sono state le emozioni forti vissute dai giovani di un \u201cclan\u201d scautistico milanese durante il loro lavoro volontario svolto presso il \u201cghetto\u201d di Rignano, in provincia di Foggia.<\/p>\n<p>Ragazzi allegri, strafottenti nei confronti della vita cos\u00ec com\u00e8 giusto che sia da parte di chi si sente in mano il proprio futuro.<\/p>\n<p>Hanno trascorso una settimana intensa al campo organizzato dallo scalabriniano p.Arcangelo Maira, significativamente chiamato \u201cIo ci sto\u201d.<\/p>\n<p>Del tutto impreparati a quella realt\u00e0, erano arrivati per dare una mano. Insegnare i rudimenti della lingua italiana, dare uno strumento importante di comunicazione per poter capire meglio la realt\u00e0 difficile di uno in terra straniera, che non deve essere estraniante.<\/p>\n<p>Mettere in piedi una rudimentale ciclo-officina, per aiutarli a pedalare con pi\u00f9 autonomia verso un briciolo di libert\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Offrire un contatto visivo, uditivo, musicale, allegro, tra giovani e per giovani e poter condividere quei principi troppo spesso solo enunciati e non praticati.<\/p>\n<p>Se ne sono tornati a casa pi\u00f9 ricchi di umanit\u00e0, di voglia di fare, di trasmettere quella esperienza unica.<\/p>\n<p>Da futura classe dirigente di questo Paese faranno in modo che non ci si debba pi\u00f9 vergognare di appartenere a coloro che, senza memoria perch\u00e9 procura dolore, ostentano arroganza, egoismo, individualit\u00e0 che, presi insieme segnalano inconsciamente una grande paura.<\/p>\n<p>Paura del diverso, dell\u2019ignoto, di rimettersi in discussione, di scoprirsi ignoranti.<\/p>\n<p>Leggete i loro pensieri raccolti durante l\u2019impatto emotivo con una realt\u00e0 non mediata da media filtratori di emozioni.<\/p>\n<p>Le foto di David, scattate con timore e con la paura di disturbare un\u2019intimit\u00e0 troppo palese, chiariscono la realt\u00e0 e fanno da sottofondo alle parole dei suoi amici. Parole che hanno avuto bisogno di una consistente elaborazione prima di trovare la via d\u2019uscita dal cervello e dal cuore.<\/p>\n<p>Ve le offrono cos\u00ec come le hanno vissute, fresche ed emozionanti.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che il prossimo anno non tornino al campo di \u201cIo ci sto\u201d per continuare ad approfondire l\u2019essenza del loro essere.<\/p>\n<p>Grazie per esserci stati e per aver testimoniato, fate in modo che il vostro futuro sia saldamente nelle vostre mani e non lasciatevi scippare le vostre utopie.<\/p>\n<p>Ciao a: Giulio, Elena, Emma, Pietro, Arianna, Federico, Nathan, Lorenzo, Davide, Federico, Laura, Chiara, Francesco, Camilla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andrea Cantaluppi<\/p>\n<h2>\u00a0BARACCA<\/h2>\n<p><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il ghetto si trova a pochi chilometri da dove alloggiamo, nell\u2019interland di Foggia. Per arrivarci bisogna percorrere una piccola parte di autostrada e poi una strada sterrata che genera un denso nuovolone di terra che porta sino alle baracche. C\u2019\u00e8 una prima parte del ghetto con poche baracche e un paio di case malmesse poi, dopo il pullman di emergency e i tendoni di noi volontari di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Io ci sto <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">e degli <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Avvocati di strada, <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">comincia una fitta distesa di baracche che si estende per alcuni chilometri.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il primo giorno in cui siamo andati al ghetto alcuni ragazzi ci hanno accompagnati a visitarlo. Abbiamo subito notato le grandi e azzurre cisterne d\u2019acqua alle quali c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che riempie bottiglie. Nel ghetto si sente un gran vociare di lingue diverse, ma in sottofondo si sente un silenzio pesante, coerente con le condizioni di vita dei suoi abitanti. Il colore chiaro della terra ricopre ogni cosa, in particolare si nota sulla pelle degli abitanti del ghetto. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A prima vista il paesaggio \u00e8 monotono, tanto da sembrare un labirinto, le baracche si assomigliano tutte e le facce si confondono l\u2019una con l\u2019altra. Riceviamo degli sguardi di sfiducia, siamo un discreto numero di ragazzi bianchi in un ghetto di ragazzi neri. Ci\u00f2 nonostante alcuni ricevono anche dei sorrisi o delle frasi carine. Il ghetto \u00e8 un villaggio, oltre alle abitazioni ci sono diversi locali, ristoranti e bancarelle dove si pu\u00f2 ritrovare il sapore di diverse culture. Dietro la prima fila di baracche c\u2019\u00e8 un grande spiazzo dove sorgono il campo da calcio e la baracca della radio in costruzione. Al calare del sole l\u2019atmosfera cambia, \u00e8 finito il ramadan, i ristoranti aprono e il ghetto si risveglia.<\/span><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/ghetto2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10664\" alt=\"ghetto2\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/ghetto2-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/ghetto2-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/ghetto2.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h2>La Radio<\/h2>\n<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); widows: 2; orphans: 2; }P.western { font-size: 11pt; }P.cjk { font-size: 11pt; }P.ctl { font-size: 11pt; }\n--><\/style>\n<p><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Radio ghetto \u00e8 la voce del ghetto, delle centinaia di migranti che hanno trovato un mezzo per esprimersi. L&#8217;emozione della prima volta in onda \u00e8 palpabile, i volontari girano per il ghetto con radio in mano facendo sintonizzare tutti sulla frequenza 97.0. In molti si accalcano davanti alla baracca da cui si trasmette, chi per parlare, cantare o semplicemente guardare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La radio \u00e8 il mezzo attraverso cui unirsi, raccontare la propria storia, denunciare la propria situazione, formare una coscienza di massa, ma anche stare bene, ridere e trasmettere, attraverso la musica, una parte di s\u00e9, della propria cultura e la nostalgia per il proprio paese.<\/span><\/span><\/p>\n<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); widows: 2; orphans: 2; }P.western { font-size: 12pt; }P.cjk { font-size: 12pt; }P.ctl { font-size: 12pt; }\n--><\/style>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">IL CALCIO<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #3c0042;\">Al tramonto tutto finisce. &#8220;E&#8217; il ramadan&#8221;, ci spiegano, &#8220;il campo \u00e8 dietro alla moschea, e bisogna avere rispetto per chi va a pregare per la fine del giorno&#8221;. Il campo da calcio, fino a quel momento pieno di giovani contendenti, si svuota, rimangono solo le due minuscole porte composte da due bastoni uniti da una camera d&#8217;aria sgonfia, l&#8217;aria terrosa sollevata dalla corsa e le tracce del gioco su di essa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #3c0042;\">I ragazzi del ghetto amano giocare a calcio. Lo fanno a piedi nudi o con le scarpe, mettendoci tutta la voglia e la grinta che hanno. Si sporcano, sudano e ridono rincorrendo un pallone sgonfio, il tutto per staccare emotivamente dal contesto in cui sono costretti a vivere. Un arbitro tiene il tempo: cinque minuti a partita. Non c&#8217;\u00e8 un portiere, il tiro deve essere il pi\u00f9 preciso possibile.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #3c0042;\">Le partite si giocano in quattro contro quattro: il primo che segna vince, e ha il diritto di restare in campo e sfidare la squadra successiva. La coda \u00e8 spesso lunga: un solo campo per duemila persone rimane comunque poco. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #1a1a1a;\">Il calcio \u00e8 il modo per svagarsi dei ragazzi del ghetto, per vivere l&#8217;amicizia. E&#8217; l&#8217;unico momento della giornata per stare assieme e dimenticare la situazione e la disperazione della situazione in cui si trovano. Le risa, le urla, il rumore del pallone calciato sono i rumori che restano nell&#8217;aria dopo la partita: sono i suoni della normalit\u00e0 restituita attraverso il gioco.<\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.22.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10665\" alt=\"2013-07-29 19.35.22\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.22-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.22-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.22-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">IL CIBO TRADIZIONALE<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando scende la sera sui campi la strada principale del ghetto si riempie di luci e suoni. A noi \u00e8 sembrato strano che un posto del genere in mezzo al nulla fosse illuminato e animato da musiche.\u2028Nel corso del tempo gli abitanti del ghetto si sono organizzati e hanno creato dei piccoli ristoranti e bar illuminati da generatori, al suono di ritmi etnici. \u2028Arrivando da lontano si scorgono uno dopo l\u2019altro alcuni piccoli ristoranti che consistono in grosse baracche ripulite e fornite di panche, sedie e tavoli, rigorosamente senza tovaglia. Le portate sono composte solitamente da un unico piatto che contiene un\u2019abbondante porzione di riso accompagnata con carne di capra speziata, pesce, agnello, pollo o verdure miste. Le caraffe servite contengono acqua rinfrescata con un cubo di ghiaccio, altrimenti si possono comprare delle bibite al bar. \u2028Non si tratta di alta cucina per palati sopraffini per\u00f2 basta a saziare e rinvigorire i corpi stanchi dal lavoro.\u2028La cena termina senza dolce n\u00e9 caff\u00e8, tuttavia all\u2019uscita si trovano delle bancarelle dove \u00e8 possibile comprare dei dolci tradizionali. Noi siamo rimasti affascinati da quella specialit\u00e0 del posto, si tratta di semplici palline di pane fritte e cosparse di zucchero.<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10666\" alt=\"2013-07-29 19.35.02\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.02-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.02-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.02-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">LE TANICHE D\u2019ACQUA, LE LANTERNE E I PACCHI DI PASTA UE<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">La zona del Gargano \u00e8 molto torrida d\u2019estate e l\u2019acqua \u00e8 un bene veramente prezioso. Ci sono tuttavia delle parti di pianura un po\u2019 isolate dove l\u2019acqua non arriva e tra queste vi \u00e8 il ghetto di Rignano.\u2028Nei campi vicino alle baracche e lungo la strada del ghetto si trovano delle condotte per l\u2019irrigazione dei campi dove scorre acqua non potabile. Grazie al lavoro di alcuni volontari, da qualche anno si pu\u00f2 attingere a queste fonti con dei rubinetti o delle rozze pompe. Ogni giorno molti abitanti del ghetto riempiono numerose taniche per avere dell\u2019acqua nelle capanne con cui pulire le stoviglie, i vestiti o semplicemente per lavarsi.\u2028Inizialmente il ghetto non aveva l\u2019acqua potabile e gli abitanti, pazienti e tenaci, compivano lunghi viaggi con taniche enormi per avere acqua da bere.\u2028Quando degli operatori di Medici Senza Frontiere visitarono il ghetto si resero conto del degrado, della sporcizia e dell\u2019alto livello di malsanit\u00e0 dovuto all\u2019assenza di beni essenziali come l\u2019acqua potabile. Vennero dunque installate circa una quindicina di cisterne d\u2019acqua potabile all\u2019interno del ghetto che vengono periodicamente riempite (circa due volte al giorno) da un ente comunale. Nonostante tutto \u00e8 difficile fare affidamento sulle cisterne pubbliche, infatti gi\u00e0 alle 21:00 sono tutte vuote.\u2028Un altro problema riguarda l\u2019alimentazione e il rifornimento di provviste. Quando nacque il ghetto, come luogo di stazionamento stagionale dei lavoratori, non esistevano sul posto mercati dove ci si potesse rifornire e quindi i volontari si organizzarono per far arrivare gli aiuti della Comunit\u00e0 Europea come pacchi di pasta, formaggi e latte di olio.\u2028Per risolvere il problema dell\u2019illuminazione vennero donati alcuni generatori.<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.221.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10667\" alt=\"2013-07-29 19.35.22\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.221-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.221-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-29-19.35.221-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">LA BICICLETTA<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il ghetto di Rignano \u00e8 completamente isolato e circondato in ogni direzione da uliveti e da campi coltivati. Spesso i braccianti devono raggiungere luoghi molto distanti dal ghetto e sono costretti a camminare a lungo. Per trovare lavoro solitamente bisogna recarsi sui campi, ma senza un mezzo di locomozione non si arriva in tempo.\u2028La bicicletta \u00e8 la soluzione migliore ai problemi di spostamento. \u2028Le bici non si trovano ovunque n\u00e9 tantomeno al mercato, ci sono alcuni immigrati che gestiscono il commercio delle bici nel ghetto e loro decidono il prezzo da pagare. \u2028La maggior parte delle volte le bici non si trovano in buone condizioni anzi sono usate, con i copertoni logori, i raggi storti, i pedali rotti, il sellino bucato o la camera d\u2019aria sgonfia. \u00c8 difficile che una carretta del genere sopravviva a lungo sulle strade sterrate di campagna o sui campi secchi. \u2028Ci ha molto stupito l\u2019attaccamento alla propria bici dei braccianti che, pur di non perdere il loro mezzo, erano in grado di fare riparazioni in tutti i modi e con i pochi attrezzi a disposizione. \u2028Come servizio sul luogo abbiamo organizzato una modesta ciclofficina per aiutare e insegnare a riparare alcuni danni subiti dalle bici.<\/p>\n<p align=\"CENTER\">\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-31-20.33.01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10668\" alt=\"2013-07-31 20.33.01\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-31-20.33.01-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-31-20.33.01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2013-07-31-20.33.01-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">QUADERNO<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando il sole comincia a diventare meno caldo \u00e8 l\u2019ora della scuola d\u2019italiano. Partiamo con i pulmini per raggiungere il ghetto. Siamo una trentina di volontari. Passando sulla strada sterrata ci lasciamo dietro un grosso nuvolone di terra. Arriviamo al ghetto verso le diciassette e trenta e ci sono gi\u00e0 alcuni ragazzi che ci<b> <\/b>aspettano per fare scuola, ci scambiamo saluti sorridenti. La scuola viene fatta sotto un grande gazebo verde, all\u2019entrata del ghetto. L\u2019area \u00e8 uno spiazzo delimitato da piccoli ulivi. Accanto al gazebo c\u2019\u00e8 il tendone degli <i>Avvocati di strada, <\/i>un\u2019associazione di volontari laureti o laureandi in giurisprudenza, che danno consulenze agli abitanti del ghetto riguardo problemi burocratici o con le leggi. Il primo giorno abbiamo appeso volantini della scuola d\u2019italiano in giro per il ghetto e abbiamo avvertito anche a voce, molti sapevano gi\u00e0 di cosa si trattava perch\u00e8 questo servizo \u00e8 stato offerto loro anche l\u2019anno scorso. La scuola \u00e8 aperta dal lunedi al venerdi dalle 17.30 alle 20.30 ed \u00e8 discretamente partecipata:ogni volontario segue da uno a quattro ragazzi che vengono raggruppati a seconda del livello di conoscenza della lingua e a seconda degli obiettivi di apprendimento. Quando arrivano dei nuovi ragazzi chiediamo loro di scrivere il proprio nome su una cartellina, dove poi inseriamo i lavori fatti insieme, e parliamo con loro per conoscerci un po\u2019. Ognuno ha la sua storia e le sue esigenze, c\u2019\u00e8 chi vuole imparare a leggere per capire i cartelli, chi vuole imparare a parlare per comprendere cosa dice il caporale, chi vuole imparare a scrivere. Le lezioni che teniamo vengono improvvisate al momento e sono poco convenzionali, molto ricche di scambi interculturali e racconti di esperienze vissute, tant\u2019\u00e8 che le figure di maestro e alunno sono interscambiabili. Fare scuola d\u2019italiano al campo <i>Io ci sto <\/i>\u00e8 un\u2019esperienza di servizio speciale: risate sincere e sguardi limpidi ti rapiscono il cuore e ti stupisci di essere maestro perch\u00e9 ogni volta ascolti lezioni di vita dal valore inestimabile.<\/p>\n<h2>\u00a0<b>IL POMODORO<\/b><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il caporalato \u00e8 una pratica di sfruttamento del lavoro utilizzata da lungo tempo ed \u00e8 stato giudicato reato soltanto nel 2011. Il caporalato si personifica nel soggetto che recluta manodopera per il lavoro nei campi e che trasporta i braccianti sul campo stesso, esigendo da essi un pagamento sproporzionato rispetto alla paga giornaliera.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il caporale \u00e8 un immigrato che risiede in Italia da una decina d\u2019anni e che possiede un\u2019automobile che gli consente di porsi in una posizione privilegiata rispetto agli altri lavoratori e agli occhi del datore di lavoro, che dunque lo assolda per scegliere braccianti da far lavorare sui propri terreni e intrattenere i rapporti con loro. Vedendo un video di Saviano sul rapporto tra caporalato e sfruttamento del lavoro degli immigrati ci siamo accostati al concetto di caporalato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I ruoli che riveste un caporale sono principalmente due: il primo pu\u00f2 essere associato alla figura di Caronte: traghetta i braccianti. La scelta di un bracciante piuttosto che un altro pu\u00f2 avvenire in maniera casuale oppure in base alla conquistata fiducia di alcuni lavoratori con il caporale. I braccianti, dopo essere stati selezionati alle prime ore dell\u2019alba, vengono trasportati al campo di lavoro, dove raccolgono pomodori per l\u2019intera giornata; al tramonto vengono traghettati dal caporale al loro alloggio. Il secondo invece riguarda il rapporto che il caporale deve intessere con i braccianti al fine di sgravare da questo compito il datore di lavoro. Sta a lui dirimere le questioni riguardanti le esigenze dei braccianti, sedando le eventuali ribellioni o proteste insorte riguardo alla paga o alle condizioni di lavoro. Viene da s\u00e9 che il caporalato sia una pratica molto utilizzata dalla criminalit\u00e0 organizzata per tenere legati a s\u00e9 i lavoratori, che non si ribellano per timore di non essere pi\u00f9 chiamati a lavorare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il reato di caporalato dilaga soprattutto in Sud Italia, e ovviamente anche in Puglia, a Rignano, nel ghetto vicino a Foggia dove fanno servizio i volontari che partecipano al campo \u201cIo Ci Sto\u201d. I ragazzi del ghetto per non pagare il passaggio fino al campo si spostano con biciclette. Di biciclette al campo ce n\u2019\u00e8 un\u2019infinit\u00e0! Usano mountain bike, vecchie Graziella o city bike per liberarsi dal vincolo dei caporali, per conquistare indipendenza e autonomia e non dover pagare nessun tributo ai caporali per il trasporto al campo di lavoro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Una caratteristica dell\u2019organizzazione del caporalato nel ghetto di Rignano \u00e8 legata al fatto che i caporali si distinguono in capi <i>neri<\/i> e capi <i>bianchi<\/i>. I primi sono il punto di collegamento tra i braccianti e capi bianche che invece sono direttamente in contatto con i datori di lavoro. E\u2019 molto difficile riuscire a distinguere il comportamento dei caporali da quello dei semplici braccianti. E\u2019 una forma di sfruttamento del lavoro degli immigrati all\u2019interno dello sfruttamento stesso, l\u2019unico vantaggio \u00e8 quello di un compenso maggiore per i caporali rispetto a quello percepito dai semplici braccianti.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"10663\"> (253)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10663\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10663\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Queste sono state le emozioni forti vissute dai giovani di un \u201cclan\u201d scautistico milanese durante il loro lavoro volontario<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10663\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10663\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-10663","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10663","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10663"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10663\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10673,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10663\/revisions\/10673"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsorrisodiclaudiocantaluppi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}