Tre principi

Io ho tre principi di speranza quando le probabilità sono disperate o la tirannia trionfa.

Il primo è scommettere sull’improbabile, ciò che ho conosciuto quando il generale Zhukov, comandante in capo di Stalin, salvò Mosca nel dicembre 1941, allorché l’URSS sembrava perduta. Due giorni dopo, gli Stati Uniti entrarono in guerra in seguito all’attacco del Giappone a Pearl Harbor. Questa speranza l’ho ritrovata quando l’erede del dittatore franchista, Juan Carlos, ha ristabilito la democrazia in Spagna. E infine, quando il Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Gorbaciov, pose fine a settant’anni di totalitarismo.

Ho anche come secondo principio quello di credere sempre nelle capacità creative e di resistenza all’oppressione di una minoranza che, prima o poi, riesce ad emanciparsi, come fece Mandela.

E il mio terzo principio è credere che anche il peggior sistema totalitario del futuro, basato sul controllo computerizzato generalizzato di tutti gli individui, avrà sempre dei difetti, come ci mostra il film Matrix. La grande macchina totalitaria potrà trasformarci in parte in altrettante macchine.

Ma alcune persone sorgeranno per salvare il mondo.

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