ARMAMENTI PER LA PACE?!

In molti paesi del mondo, le spese sostenute per armamenti di vario genere sono in crescita e sviluppo inarrestabili, per molteplici ragioni. Non a caso diversi commentatori mettono in risalto come il sistema multilaterale si sia ristagnato, diventando sempre meno efficace nel far fronte alle interminabili tensioni e sfide globali.

Secondo dati forniti dal SIPRI (Ist. Internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma) nel 2020 le spese militari nel mondo hanno raggiunto un nuovo record: 1.981 miliardi di dollari, anche quando l’economia mondiale, a causa della pandemia, calava di quasi il 5%. Svettavano gli USA con 778 miliardi di dollari, seguiti da Gran Bretagna, Francia, Giappone, Italia e Canada. I paesi cosiddetti del G7 sono i più grandi esportatori armi, raggiungendo il 52% della spesa militare a livello mondiale, anche se costituiscono solo il 10% della popolazione mondiale.

Sembra che le super-potenze militari siano supinamente prostrati in adorazione perpetua di fronte al principio: “se vuoi la pace, prepara la guerra”. Anche l’attuale conflitto ucraino ha avuto un periodo di incubazione notevole, come del resto si è verificato in diverse zone del Medio Oriente.

Inevitabile è anche il fatto che, a forza di preparare la guerra, i conflitti armati non si facciano attendere. Prima o dopo, ad alta o bassa intensità, ma arrivano. Con quali conseguenze deleterie? Una di queste risiede nel fatto che investire somme notevoli in armamenti altera la visione dell’altro. Questi, a torto o a ragione, diventa un nemico da cui difendersi, con il pericolo di ingrandire eventuali torti subiti o sminuire o mettere in dubbio gesti e dichiarazioni distensive. Quasi quasi si rimane in uno stato di guerra permanente che di tanto in tanto emerge e si trasforma in guerra aperta.

Preparare la guerra non porta mai alla pace. La cosiddetta “Guerra Fredda”, anche se ha lasciato l’Europa in relativa tranquillità dal 1945 in poi, non ha certo risparmiato altre zone, in Africa e in Asia soprattutto (vedi per es. Guerra nel Vietnam). Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Papa Pacelli in un famoso radio messaggio, ricordava quanto la storia continua ad insegnarci e cioè che “nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra”.

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