La guerra delle Chiese.

Ormai i morti raggiungono le migliaia tra i civili e i giovani soldati ucraini e russi. Le popolazioni colpite dalle bombe sono disperate, in fuga ed errabonde, e le macerie lasciate dalla guerra sfigurano quelle terre. Anche se si arrivasse a un armistizio, dobbiamo dirlo, giungerebbe troppo tardi: l’inutile strage è avvenuta e nessuno è riuscito non dico a impedirla, ma nemmeno a fermarla. Anzi, in molti modi si è alimentato il conflitto inviando armi, versando benzina sul fuoco, risvegliando e riprendendo l’inimicizia verso il popolo russo che ora torna ad essere per molti il grande nemico dell’occidente, finalmente inventato e come tale acclamato.

Nel libro Vita e Destino di Vasilij Grossman, folle in Cristo rivela:” La storia degli uomini non è la lotta del bene che cerca di vincere il male, ma è la lotta del male che cerca di distruggere quel poco di umanità che continua a vivere. Ma per ora ciò che è umano non è distrutto, allora il male non vincerà!”. Anche noi non sappiamo dire altro in questa terribile situazione di guerra, che vede la follia di chi ha scatenato un conflitto che non avrà nè vinti nè vincitori, né qualcuno che ne tragga un vantaggio, se non i mercanti delle armi.

Ma anche se oggi rischia di interessare ormai pochi, va denunciato in questo caso la presenza e il coinvolgimento di cristiani che per vocazione dovrebbero essere “operatori di pace” nella compagnia degli uomini. Ebbene cosa anno? Si ha vergogna di accettarlo ma è la realtà: le chiese sono diverse, ma se quella russa tramite il Patriarca Kirill ha dato l’appoggio all’aggressione operata da Putin motivandola anche come guerra escatologica tra bene e male e dichiarando che è “un’azione per mantenere unito il mondo russo (Russkij Mir)”, il primate della chiesa ortodossa ucraina, Epiphany ha detto che “ nostro comune compito è difendere la patria, respingere il nemico tiranno”, e il capo della chiesa greco-cattolica Shevchuk ha proclamato “ è sacro dovere difendere la patria perché le vittorie dell’Ucraina sono le vittorie di Dio sulla bassezza del nemico!”. Quello che non pensavamo più possibile per i cristiani è avvenuto: si è sacralizzata una guerra e la religione è stata anche invocata come giustificazione del conflitto.

Su fronti opposti le chiese hanno ceduto alla tentazione del nazionalismo e quando religione e nazionalismo si intersecano allora la miscela è esplosiva. Solo il metropolita di Kiev Onuphrij (chiesa ortodossa russa) ha chiesto a Putin “ di fermare immediatamente la guerra fratricida che non ha giustificazioni né per Dio, né per l’uomo!”. E ricordava: “Non c’è un nemico da distruggere, ma un fratello che non abbiamo il diritto di uccidere”.

Parole luminose, chiare, cristiane.

Enzo Bianchi, monaco, fondatore della Comunità di Bose

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