Bintou e le acque del fiume

Era un’altra mattina di sole nel villaggio della nostra piccola amica, e come sempre continuava con le faccende quotidiane: pulire, nutrire gli animali, aiutare sua madre a pestare i cereali, raccogliere inhame, sbucciare i fagioli, sempre accompagnata da Nora, la sua scimmietta che salta da un lato all’altro. L’ultima cosa da fare prima di poter giocare era aiutare a raccogliere le foglie, le foglie che servivano come medicina, cibo, ornamento per le capanne. Questa foglia dalla forma di un piatto, chiamata taioba, cresceva solo vicino al fiume. È là che la nostra piccola amica è andata, con la sua scimmietta di fronte a lei. Sempre cantando.

In lontananza si sentiva il rumore del fiume che bagnava le rocce sulle rive. Mentre cantava Bintou non si rese conto che improvvisamente l’unica cosa che si udiva era il silenzio, e talvolta una raffica di vento. E il fiume? Non si sentiva più, fino a che la nostra piccola amica non è arrivata sulla riva, ma la riva non c’era. Non c’era fiume, acqua o piante, solo un enorme cratere e nient’altro. Il fiume, acqua, pesci, niente. Non c’era più vita, solo un buco ancora umido.

Bintou e la sua scimmia si sono sedute senza capire nulla di quanto stava succedendo. Owùm se n’è andata? Pensò, ma dove? Come vivremo senza fiume? Niente acqua, niente piante? Cosa dirà la nostra amica a sua madre? Si è prosciugata la sorgente? Inseguendo questa domanda, la nostra amica è scesa nel letto del fiume. Durante la discesa ha cantato una canzone per la madre delle acque. Forse Oxùm era arrabbiata per qualcosa e simpatizzava con le canzoni della sua piccola Iyaò. Dopo aver camminato per un po’, le nostre piccole amiche sono arrivate ai piedi della montagna dove nasce il fiume, ma c’era solo un filo d’acqua e accanto una grotta.

Bintou, benché spaventata, entrò nella grotta con la sua scimmietta sulle spalle. Con stupore, vide che la grotta non era buia, c’era come il sole dentro, erano i cristalli che riflettevano l’acqua di un grande lago. Questo aveva molti colori, oro, verde e blu. Era bellissimo. Bintou pensò: “ Questa è la casa di Iyà Oxùm”. Ma non c’era nessuno lì. Poi si mise a pensare e a farsi domande: perché l’acqua non scorre? Perché il fiume si è prosciugato se c’è così tanta acqua? E che senso c’era a porsi le domande se non c’era nessuno a rispondere? Sedette vicino al lago e cominciò a cantare, ma l’acqua non si muoveva, era un silenzio che feriva la sua anima. A un certo punto si sentì assetata e si chinò a bere, ma si chinò troppo e cadde nel lago. Nora saltò avanti e indietro, ma non poteva fare nulla. Bintou sentì il suo corpo affondare, ma non aveva paura e non stava annegando, riusciva perfino a respirare. Quelle erano acque davvero magiche. Scese in fondo al lago e lì c’era un altro mondo.

Vide quello che sembrava un raduno di pesci di tutti i colori e dimensioni, e, di fronte a loro, seduta su una pietra, Oxùm che parlava. Per qualche motivo nessuno vedeva la nostra amica, ma lei vedeva e ascoltava bene. C’erano pesci nervosi, altri si giustificavano per tutto, altri che avevano solo paura, c’erano quelli che pensavano che ognuno dovesse avere il suo posto nella vita. Questi pesci agivano proprio come gli esseri umani. E Oxùm disse che amava ognuno di loro, dell’importanza e della grandezza di servire come offerta di cibo, di quanto alcuni di loro fossero responsabili della pulizia dei fiumi che si nutrono dei resti che cadono nelle acque. Bintou pensò che per qualche motivo quell’incontro fosse il responsabile del prosciugamento del fiume. Si dimenticò del fatto che stava in fondo a un lago, che il villaggio stava senza acqua e che non sapeva come aiutare.

Finalmente l’incontro finì, ogni pesce si inchinò davanti alla dea e se ne andarono. Alla fine rimasero loro due. La dea sussurrò: “ Vieni qui ragazza”. Così, Bintou si inchinò davanti alla grande madre che disse: “Tutto su questa terra ha una ragione d’essere, ha utilità, non c’è di più o di meno importante, c’è una logica per tutto. Tu, Bintou, continua a crescere, fare, imparare”. Così la nostra amica  pensò: “ Quindi qual è lo scopo della mancanza d’acqua?”. Prima che le parole le uscissero dalla bocca, la dea sorrise e disse: “ L’acqua non ha mai smesso di scorrere. Hai visto quello che volevo tu vedessi, e avevo bisogno di te. In questo incontro avevo bisogno che tu ascoltassi tutto ciò che hai sentito, per capire il tuo ruolo in questo mondo. Sei la custode dei ricordi più profondi, quelli che hanno dato inizio all’universo”.

Bintou sentì uno strano sonno e chiuse gli occhi e, quando li riaprì, era vicina al fiume con la sua scimmietta. Accanto a lei c’erano diverse foglie di taioba e di oriri, l’erba sacra di Oxùm. La nostra piccola amica non riusciva a capire tutto ciò che vedeva e sentiva, ma tutto rimase nella sua memoria.

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