Buon Natale!

Vorrei condividere con voi due righe, un augurio di Natale un po’ più discorsivo, ma desidero raggiungervi con un pensiero, in questa pausa così lunga.

L’autore di questa miniatura ha da dirci qualcosa.

Sia che siamo come l’uomo incappucciato seduto, che non vuole o non può guardare e che si spaventa quando lo invitano a farlo; sia che siamo il vecchio che sembra più sereno nel vedere l’invisibile, sia che siamo infine l’uomo che segnala a entrambi di guardare il cielo… qualcosa ci riguarda, nel 1300 come ora.

Assistiamo alla compresenza di due realtà; una solida, compatta che è quella materiale, abitata da folta vegetazione e animali di vario genere… L’altra più rarefatta, aerea, di una natura diversa, immateriale, ma del tutto presente.

L’artista è riuscito a rendere la natura diversa di queste due dimensioni che possiamo frequentare e abitare, cambiando il modo di rappresentarle, usando diversi stili compositivi e stesure di colori: guardate la differenza tra l’alto e il basso della scena.

Ma perché ci riguarda?

Perché per vedere entrambe non possiamo usare gli stessi occhi, gli stessi modi di pensare e di sentire. Per diventare abitatori di entrambe dobbiamo poter muoverci da una all’altra e sono luoghi e esperienze diverse.

Quando siamo attratti dal cielo, rappresenti esso la vita spirituale, i nostri desideri, fantasie, sogni o perfino le nostre speranze… Per incontrarlo e realizzarlo dobbiamo poter tornare bambini, dotati di quel preciso modo di vivere le cose, così fiducioso, amante dei colori e di quello che brilla.

Bambine e bambini davanti a una Natività che da millenni fa da portale, un momento in cui possiamo partecipare del mistero della ripartenza della vita al culmine della morte apparente dell’inverno. Di una vita che nella storia di Cristo e nello svolgersi della Natura è capacità di creare e donare senza limiti. Andando e venendo dalla morte. Andare oltre se stessi e dare, proprio come fa la Natura da miliardi di anni.

Forse questo getta luce sulla insolito fermento attorno a questo presepio, dove assistiamo al calore della scena raramente tutta al femminile, con donne entrate a colpi di fantasia nella pagina che nessun vangelo raccontò mai, che aiutano Maria assieme a Giuseppe del tutto a suo agio con pannicelli caldi. Perché il femminile è in noi, uomini e donne, proprio la Natura che crea, nutre e protegge.

Buon Natale e Buone Feste!

Giovannino de’Grassi, sec. XIV, Libro d’Ore Visconti, Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze.

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