Una preghiera…

Prego a un dio sconosciuto, o forse a nessun dio affatto. Prego rintanato in casa, mentre fuori cade la pioggia da tre giorni. Finalmente, le falde e i pozzi si riempiono. E prego che questa acqua possa bastare per l’estate e la maturazione dell’uva.

Prego per la nostra madre natura, ancora oggi vittima di tante aggressioni dell’uomo e delle sue cieche azioni. Invasa da colate di cemento, laddove sarebbe urgente lasciare respirare la terra. avvelenata ogni giorno da sostanze tossiche, sparse nel nome di una produzione senza limiti. Incendiata nei suoi polmoni verdi. Ferita fino in fondo ai mari e agli oceani. Prego che l’uomo si risvegli e rispetti questa sua madre.

Prego per ogni persona che un giorno si alza e fugge. Perché c’è la guerra, la fame, la povertà, la disperazione. Che attraversa montagne, deserti e mari. E che a volte, proprio in vista della costa dorata tanto sognata, annega insieme alla speranza. E va a infoltire il vergognoso cimitero marino del Canale di Sicilia. Prego per le loro anime tradite.

Prego per i ragazzi che crescono nella confusione. Che ogni giorno vengono bombardati da messaggi virtuali e subliminali, violenti e perversi. Che dovrebbero trovare la loro personale via, ma che invece si perdono nella contaminazione di gregge. Che guardano al futuro e non vedono nessuna luce. Che sentono che sono stati ingannati fin dalla nascita. Prego che trovino comunque la forza interiore per alzare la testa.

Prego per le vittime della guerra. Per le vittime del terrorismo. Per le vittime della mafia. Per le vittime stuprate violentate ustionate sfregiate. Per le vittime di dittature. Prego per l’innocenza dei loro cuori. Prego per la fine delle bombe e delle armi. Che l’uomo si svegli finalmente dall’inutilità delle guerre. Che si renda conto che la legge del taglione non fa altro che perpetuare l’ingiustizia e la sopraffazione. Che tutti sono perdenti in questa sciagura, inclusi i cosiddetti vincitori. Prego che la bontà vinca sulla barbarie. Prego per un miracolo.

Prego per la fine del regno del denaro. Per la fine della ricchezza senza limiti. Per la condanna dell’opulenza oscena dei pochi, di fronte ai tanti che arrancano per arrivare a domani. Per il divorzio di una visione della vita meramente economica. Prego perché l’avidità arretri, si affievolisca, e muoia. Prego per gli uomini e le donne sole. Per quelli che l’esistenza ha dimenticato. 

Prego per l’amicizia. Il tesoro più grande dela vita. Che ci avvolge in una calda coperta di complicità. Che ci rassicura quando tutto traballa. Che ci invita a lasciarci andare, intanto nessuno ci giudica. E fare lunghe passeggiate nelle praterie della vita, sempre tranquilli che non camminiamo mai soli. L’amicizia nei momenti di gioia, l’amicizia nei momenti tristi. Prego che non venga mai tradita. Prego a un dio sconosciuto. Un dio che vorrei che arrivasse velocemente per rimettere le cose a posto. Un dio che non si distragga, che non ci dimentichi, che ci dia la forza di essere più dolci. Più umili. Più liberi. Prego che serva a qualcosa pregare…

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