Con il COVID 19, terrorismo a riposo?

Un mio amico recentemente ha letteralmente stravolto le nostre (gruppo ristretto di amici) abitudini quotidiane, non solo di prendere il caffè insieme, ma anche di scambiare quattro chiacchere sugli avvenimenti quotidiani, piacevoli o meno, inserendo con la massima tranquillità l’insolita affermazione che il Corona Virus non è stato solo fonte di timori ed ansietà. Ha anche messo a tacere i numerosi attentati alla tranquillità pubblica a livello mondiale. Affermazione ripetuta più volte.

Chi non ricorda le due torri di New York il famoso settembre 11 (2001), innescando, a sua volta, una serie di altri attentati, a Bali (2002), Jakarta (2003), Madrid (2004), Londra (2005), con l’ultimo a Parigi (2015)? E dando vita alle varie ramificazioni del temuto Stato Islamico, attivo anche in zone lontane dai conflitti armati in Siria, Iraq, Somalia e Nigeria? E con molta probabilità, responsabile per gli attacchi coordinati in diverse località di Colombo (21.4.2019), provocando oltre 200 vittime e un numero cospicuo di feriti? Alcuni commentatori hanno spiegato il numero considerevole di vittime nello Sri Lanka con la scarsa coordinazione delle forze dell’ordine pubblico, non attrezzate in maniera adeguata.

Con il gruppo di amici ci siamo chiesti più volte: “come mai gli attentatori di qualsiasi colore politico, religioso o etnico siano, hanno preferito rimanere, almeno finora, inattivi? che cosa è venuto a mancare a loro?” Ognuno ha offerto pareri diversi, a volte contraddittori. Dopo parecchio tempo è saltata fuori la parola magica Intelligence. Cioè la capacità di anticipare, prevenire, immaginando le mosse altrui. E’ una impresa quanto mai impegnativa, che richiede impegno, un senso di circospezione a tutta prova, una fantasia che spinge lo sguardo oltre i fatti per anticipare mosse, sulla traccia di sentieri non battuti, nascosti.

Durante la messa in comune delle nostre idee, ognuno si è confrontato con il quesito che suscitava maggior curiosità: come mai in tempo di Covid, i fornelli degli attentati violenti e sanguinosi si sono ridotti, quasi spenti? Tanto da suggerire l’idea che si siano dileguati nel nulla?

Si è presentata l’opzione che il fuoco dilagante in tutto il mondo del Covid ha messo in disparte i fornelli più piccoli: il numero di morti per Covid (700.000 – 18/8/2020) sono infatti di molto superiori alle vittime di tutti gli attentati messi insieme. In secondo luogo, le precauzioni (distanziamento, mascherine, lavaggio delle mani) messe in atto da molte nazioni per arginare, in parte, la diffusione del virus hanno offuscato, nella consapevolezza pubblica, l’opera subdola e incontrollabile che precede gli attentati compiuti da forze sovversive. In terzo luogo, se l’antivirus per il Covid rimane, per ora, solo un forte desiderio dei tanti laboratori specializzati, la ricerca di soluzioni alle tante disuguaglianze reali o presunte, persecuzioni e soprusi propugnati da forze militari è ancora, dopo vari anni, lontana da una efficace soluzione.

Le ragioni elencate ed altre ancora condividono orizzonti limitati comuni. Oltre a provocare reazioni, condite anche di derisione (Trump e Borsonaro…), il virus non è stato comunque irretito dai laboratori con la produzione di un antivirus efficace di lunga durata. Appare tuttora come un’ ombra minacciosa che incombe su tutta l’umanità.

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