Neuroni in libera uscita

Nelle mie zone, i Castelli Romani, la vendemmia era attesa con ansia e timore: dal suo esito ti giocavi l’intero anno e l’intero bilancio della famiglia che la coltivava. Era un periodo di festa. Tutti erano coinvolti, parenti ed amici, dai più grandi ai più piccoli, tutti davano una mano, e magari ti divertivi con i tuoi compagnucci a pestare con i piedi quell’uva che diventava sempre più appiccicosa e pesante dentro quella botte che sembrava gigantesca. Si iniziava a metà settembre e si arrivava fino ad ottobre.

Oggi, come adesso, a metà agosto si va a vendemmiare. Non so per quale motivo sia stata così anticipata. Scelta dell’enologo? Cambiamento climatico? Nuovi vitigni costretti a produrre in anticipo per fare arrivare l’uva a tavola già a fine luglio? Diversa vinificazione che garantisce bollicine sempre più pregiate? Ricerche di mercato sempre più tirannidi? Non lo so, ma quello che più mi rammarica è la perdita della gioia che questo evento procurava. Il segnale di questo indurimento l’ho ascoltato l’altro giorno da un vignaiolo del nord che si esprimeva con tutti i crismi della cattiveria di quel capopopolo che, non avendo mai lavorato ma solo criticato e sputato sentenze contro tutto e tutti, e lui, che ne aveva mutuato il linguaggio, e sicuramente votato, affermava che: mancano i migranti per la raccolta (!), la colpa è del governo che ha bloccato il rientro da quelle nazioni che forniscono manodopera a basso costo(!). la scusa è il Covid!, e noi siamo senza braccia. Non è mica colpa nostra se quei lavoratori non hanno qui una casa, non ci dobbiamo pensare noi, ma il governo a dargliela! Vi garantisco che non credevo a ciò che stavo ascoltando. Ma non si devono sigillare i porti per difendere il suolo patrio? Poi, magari, li apriamo quel tanto che basta per raccogliere l’uva, gli aranci e le olive e poi li rimandiamo a casa?

La Coldiretti dice che per questa vendemmia mancano 22.000 lavoratori. Non è forse una bella notizia per i nostri disoccupati che possono trovare lavoro anche se stagionale? Gli stessi figli di chi si lamentava che i migranti portano via il lavoro ai nostri ragazzi, possono finalmente dimostrare cosa sanno fare. O, forse, 50 centesimi di euro l’ora sono pochi e non garantiscono l’elevato tenore di vita dei nostri ragazzi?

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