Stati Uniti: Quale cultura? Quale dignità umana?

“Ti scrivo nel tuo quindicesimo anno. Ti scrivo perché questo è l’anno in cui hai visto Eric Garner morire soffocato per aver venduto delle sigarette; perché ora sai che Renisha McBride è stata colpita da un proiettile mentre chiedeva aiuto, che a John Crawford hanno sparato perché dava un’occhiata agli scaffali del supermercato. E hai visto uomini in uniforme sparare dall’auto e uccidere Tamir Rice. Un ragazzino di dodici anni che erano tenuti, sotto giuramento, a proteggere. E hai visto uomini con le stesse uniformi picchiare a sangue Marlene Pinnock, una nonna, sul bordo di una strada. Così ora sai, se non l’avevi già capito prima, che alla polizia del tuo Paese è stata conferita l’autorità di distruggere il tuo corpo”.

Ta-Nehisi Coates.

Dissenso pacifico e preghiera per la morte di George Floyd.

In un clima di violenza e tensione generalizzata per le tante manifestazioni in diversi luoghi degli Stati Uniti per la morte di George Floyd, a El Paso i fedeli cattolici hanno provato a esprimersi in modo diverso. Il Vescovo di El Paso, Mons. Mark Seitz, ha guidato un gruppo di sacerdoti in una veglia di preghiera in memoria dell’uomo di Minneapolis. I sacerdoti hanno osservato un momento di silenzio e si sono inginocchiati per otto minuti e 46 secondi, lo stesso tempo durante il quale un ufficiale di polizia ha tenuto fermo il ginocchio sul collo di Floyd prima che morisse in custodia, secondo i registri della polizia. Proprio a El Paso era stata annunciata una grande manifestazione al Memorial Park, ma è stata annullata, dati gli scontri già registratisi nei giorni precedenti.

Il pensiero dei Vescovi statunitensi dice che:” L’uccisione di George Floyd è stata insensata e brutale, un peccato che grida in cielo per ottenere giustizia. Come è possibile che negli USA la vita di un uomo nero possa essergli tolta mentre le richieste di aiuto non ricevono risposta e la sua uccisione viene registrata mentre accade? La crudeltà e la violenza subite non riflettono però quello che sono la maggior parte dei buoni uomini e donne che operano nelle forze dell’ordine, che svolgono i loro compiti con onore. Lo sappiamo. Confidiamo che le autorità civili indaghino attentamente e facciano giustizia. Il razzismo è stato tollerato per troppo tempo. Questa volta dobbiamo ascoltare ciò che le persone dicono attraverso il loro dolore, ma la violenza delle ultime notti è distruttiva. Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde. Bruciare e saccheggiare le comunità, rovinando i mezzi di sussistenza dei nostri vicini, non fa avanzare la causa dell’uguaglianza razziale e della dignità umana. Non dovremmo dire che George Floyd è morto senza motivo. Dovremmo onorare il sacrificio della sua vita rimuovendo il razzismo e l’odio dai nostri cuori e rinnovando il nostro impegno per adempiere la sacra promessa della nostra nazione: essere una comunità amata di vita, libertà e uguaglianza per tutti”.

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