Se le api potessero parlare..…

Se le api potessero parlare, cosa direbbero a noi, compagni di viaggio sulla stessa madre terra? Le api son quelle piccole creature che di solito sono troppo indaffarate nel loro lavoro, lento, paziente e produttivo di quel dolce miele, così gustoso, che viene venduto a prezzi sempre più alti, perché la sua produzione sta subendo ribassi notevoli. Parlo naturalmente di quel prodotto che esce dalle arnie, le loro “case”, e non confezionato a parte e immesso sul mercato come loro prodotto. La falsificazione è pur sempre dietro l’angolo, specialmente di prodotti che vanno a ruba, come il miele.
Son facilmente reperibili gli apicoltori nel luogo dove vivo attualmente, Arco (Trento). Mi viene detto che, per produrre un grammo di miele, ogni ape deve fare una cinquantina di voli, alla ricerca dei fiori, petali o altro da cui succhiare ed estrarre quanto desiderano. Lavorano di giorno e anche di notte quando c’ è la luna piena e possono godere di luce sufficiente per espletare il loro lavoro di raccolta. Uno di questi apicoltori settantenne, che le ha seguite da molti anni in tre file di arnie ben disposte, mi racconta la sua preoccupazione per la produzione di miele che si va sempre più riducendo. E perché? Il loro nemico non è la concorrenza di altri apicoltori, ma gli insetticidi.
Le api se la passano sempre peggio. Uno studio in Italia afferma che almeno un terzo delle api è in pericolo. Quando vanno a far la spesa, non fanno altro che succhiare ed assorbire anche gli inevitabili pesticidi. Ciò nonostante, continuano a produrre oltre 10 mila tonnellate in Italia: secondo la FAO delle Nazioni unite, la produzione mondiale di miele si attesta intorno a 1.80 milioni di tonnellate all’ anno. Ma i pesticidi, usati un po’ dappertutto, hanno effetti ben prevedibili sulla loro salute, per non parlare della loro abilità lavorativa.
E pensare che il nostro futuro è legato al loro, come lo è a quello dell’ acqua, visto che dal loro lavoro di impollinazione non dipende solo la frutta e la verdura che consumiamo, ma la vita di un numero inimmaginabile di vegetali presenti nel mondo. Lo stesso apicoltore mi raccontava che aveva accettato l’ invito di un amico a 20 Km di distanza, la cui proprietà era sul limitare del bosco. Aveva provveduto a trasportare su un camioncino alcune sue arnie, solo per costatare che, durante i primi tre giorni di soggiorno nella località nuova le sue api erano state decimate. Non un evento raro. In un pioppeto vicino era stato amministrato un insetticida, dove le api erano andate a prendere la resina per fare il propoli, sostanza utilizzata per mantenere l’alveare disinfettato.
Occorre regolamentare e controllare l’uso di pesticidi e diserbanti, si continua a ripetere. Si sa quel che occorre fare, ma non sempre il bene viene perseguito con pazienza e alacrità. In Europa sta crescendo l’ opposizione all’uso indiscriminato di pesticidi, ma la risposta delle istituzioni è lenta, quando non contradittoria. E’ giunto il momento di adottare misure e controlli severi. E non solo per salvaguardare le api e la produzione del miele, sempre più desiderato, ma anche la salute di tutti noi.

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