DONNE ALL’ ATTACCO

Disegno  di Adriano Cantaluppi
Disegno di Adriano Cantaluppi

Parlo forse della nazionale femminile italiana di calcio, reduce da una stagione molto soddisfacente? No. Mi riferisco invece ad un gruppo di donne che di solito non entrano a far parte di una nostra regolare dieta quotidiana, rappresentata dal mondo della comunicazione scritta o orale (giornali, TV, radio ecc …).

Si tratta di un gruppo di donne cosiddette claustrali (rinchiuse dentro 4 mura), clarisse e domenicane, i cui monasteri sono sparsi in tutta Italia. Insieme hanno deciso di entrare in un territorio a loro insolito, l‘agone politico e mediatico, per perorare la causa dei migranti e rifugiati che approdano in Italia. Hanno spedito una lettera al Presidente Mattarella e al Primo Ministro Conte dal titolo: “Noi claustrali, sorelle d’ Italia e dei migranti”.

Dopo aver descritto il polso attuale delle discussioni e dei diversi punti di vista, più o meno a favore dei migranti in Italia, ed aver accennato agli ultimi sviluppi, quali i viaggi di Papa Francesco e le prese di posizione di organizzazioni internazionali, quali l’ OIM or UNHCR, la prima parte della lettera termina con un invito quanto mai attuale, anche se disatteso: Tutelate la vita dei migranti.

Di fronte ad una campagna mediatica che tende a considerare i nuovi arrivati SOLO come pesi e preoccupazioni (vedi lavoro, alloggio e percorsi integrativi) da inserire in una economia nazionale che stenta ad offrire lavoro remunerato come si deve a tante persone nate sul territorio o ivi residenti da tanti anni, le donne in clausura mettono in evidenza le tanti luci che vengono accese dai nuovi arrivati: accanto alle tante problematiche e difficoltà ci sono innumerevoli esempi di migranti che costruiscono relazioni di amicizia, si inseriscono validamente nel mondo del lavoro e dell’università, creano imprese, si impegnano nei sindacati e nel volontariato.

Il giudizio delle claustrali non nasconde la pluridimensionalità del fenomeno delle nuove migrazioni. Ma, senza indugi o raggiri per servire un tornaconto personale, con una convinzione derivante anche dalla loro esperienza di vita comunitaria all’ interno di 4 mura, queste donne (figlie di Dio e sorelle di ogni persona su questa terra) affermano: ciò che ci sembra mancare oggi in molte scelte politiche è una lettura sapiente di un passato fatto di popoli che sono migrati e una lungimiranza capace di intuire per il domani le conseguenze delle scelte di oggi.

Suscita un forte sentimento di sorpresa che tale invito sia scaturito da un mondo, quale quello claustrale, nascosto da muri più o meno alti. L’ invito spedito al Presidente della Repubblica Italiana Mattarella e a Conte alza il tiro, per cosi dire, sopra qualsiasi muro, per abbracciare con il proprio cuore persone di altra stirpe, lingua e cultura. Loro in viaggio verso destinazioni geografiche non facilmente identificabili e noi, anche se più o meno già assestati, impegnati nella costruzione di comunità non adagiate comodamente sulla propria “sedia”, ma dotati anche di piccole scalette con le quali, mentalmente aggiungo subito, esercitarsi in sempre nuove arrampicate, per scavalcare muri vecchi e nuovi.

 

Tony Paganoni, scalabriniano

WOMEN ON THE ATTACK.

Am I speaking of the Italian Women’s National Football team on their completion of a fairly satisfying season? No. I am referring, instead, to a group of women who usually do not constitute part of our daily diet of written or oral media (TV, radio etc…).

This is a group of cloistered women, enclosed within 4 walls = poor Clares and Dominicans, whose monasteries are scattered throughout Italy. Together they have decided to enter a territory that is unusual for them: the arena of politics and media to take up the cause of the migrants and refugees currently arriving in Italy. They have sent a letter to President Mattarella and Prime Minister Conte entitled: “WE cloistered women, sisters of Italy and the migrants”.

After they describe the current pulse of discussions and arguments, more or less in favor of new migrants to Italy and also referring to developments, such as the journey of Pope Francis to Lampedusa and the suggestions made by international organizations such as IOM and UNHCR, the first part of their 3 page long letter concludes with a timely invitation: Protect the life of the migrant.

Faced with a media campaign that tends to consider new arrivals ONLY as burdens and worries (employment, housing, subsistence) to be absorbed into a national economy already struggling to offer paid work for the many born in the territory or residing here for many years, these women in seclusion highlight the many positive “lights” that are offered by newcomers. Alongside the many problems and difficulties there are countless examples of migrants who are building friendships, inserting themselves validly in the world of employment and higher learning, setting up businesses, engaging in trade unions and volunteer outreach.

The judgment of these cloistered women (=daughters of God and sisters of every person on earth) does not attempt to hide the complexity of migrant flows. But without hesitation or deception they state very convincingly citing their experience of cloistered community life: “That what seems to be lacking todays in many political choices is a wise reading of a past made up of people who have migrated and a farsightedness able to foresee for tomorrow the consequences of today’s choices”.

It is rather surprising that this invitation comes from a world cloistered and hidden by relatively high walls. The invitation sent to the Italian President Mattarella and Conte raises the bar, so to speak, higher than any wall inviting anyone to embrace with one’s heart people of a different language, lineage and culture. The strangers travel to geographic destinations not easily identifiable. By looking at them and being with them, we, in our established towns and villages should be also equipped (mentally and spiritually) with little ladders to be able to climb over both old and new invisible walls.

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