Che senso ha il compenso di Marchionne?

Cosa ci fa un essere umano con 150mila Euro al giorno? E cosa ci dice questo fatto della condizione dell’uomo odierno?

Ci sono alcune reazioni immediate: rabbia, incredulità, paragoni con la sterminata umanità che campa, si fa per dire, con 1 o 2 dollari al giorno, ma forse è il caso di riflettere ancora.

Perché qui sta saltando una costruzione sociale, e culturale, che pensavamo non solo acquisita, ma che indicavamo come termine verso cui potesse aspirare chi era ancora oppresso da dittature e tirannia. Com’è potuto accadere, e in così breve tempo?

Il lavoro mio, come sindacalista, è sempre stato basato sulla definizione dei salari: lo si è fatto, nei contratti collettivi, costruendo quelle che in gergo sindacale si chiamano griglie di inquadramento: si definiscono dei livelli di inquadramento, basati sulla coppia competenze possedute/autonomia nello svolgimento del lavoro, si immagina una “scala parametrale” che fissa ad ogni livello un valore (100 al più basso, e poi via via salendo fino a quello più alto), si definisce il valore economico del parametro 100 e si ha così la distribuzione, lungo la scala, dei salari di quel settore. Se la distanza tra il valore 100 e il massimo è breve, ad es. 100/200, la differenza tra il salario di chi fa il lavoro più elementare e chi quello più complesso è pari al doppio; se la distanza è maggiore il rapporto è superiore, e così via.

A che serve un esercizio simile? A declinare in modo ragionevole il principio di eguaglianza, che dice, grossolanamente, che a lavoro eguale deve corrispondere un salario eguale. Cioè non ci devono essere discriminazioni a seconda se la persona che svolge quel lavoro ha un colore della pelle, una convinzione religiosa, un genere, una provenienza diversa da quanto è ritenuto “normale”.

Dopodiché ci sono sempre state figure professionali, se resto alla mia esperienza i cuochi e i macellai, che avevano un “mercato parallelo” per cui le retribuzioni dei contratti collettivi erano dei semplici riferimenti, perché il salario “vero” si contrattava direttamente: la ragione era che quelle figure avevano un potenziale impatto sull’andamento generale dell’impresa talmente importante che le si doveva pagare ben oltre il minimo tariffario.

Ma – appunto – ho appena detto che si trattava di figure chiave per l’impresa che aveva quindi interesse a tenersi i migliori lavoratori perché questo determinava le condizioni di un successo imprenditoriale.

Ora la domanda che si pone è: ma un amministratore delegato che valore ha? E come si rapporta con le persone che eseguono le sue disposizioni?

Basta porsela, la domanda, e si capisce subito che l’esempio citato prima, dei cuochi e dei macellai, non ha alcuna rilievo. E che invece incide, drammaticamente, un altro parametro, quello della redditività d’impresa, detto in inglese le stock options. In altre parole, i managers sono pagati in proporzione al valore che riescono a far affluire all’impresa da loro diretta. E quindi nasce una potente spinta a far crescere il valore dell’impresa, sul mercato azionario, a prescindere dai valori reali.

Di qui la nascita di un mercato parallelo, totalmente svincolato dai “comuni mortali”, in cui un manipolo di persone viaggia secondo standards incomparabili.

Si dice, che il loro valore dipende dall’abilità mostrata nel loro lavoro. A tal proposito un libro recente di tre economisti (Maurizio Franzini, Elena Granaglia, Michele Raitano), che ha un titolo accattivante “Dobbiamo preoccuparci dei ricchi?”[1], discute proprio quell’affermazione e ne dimostra l’intima inconsistenza. Perché non si riesce a dimostrare in alcun modo una correlazione, rintracciabile invece nelle scale parametrali citate prima, tra la competenza e il risultato. Lo stesso si potrebbe dire per calciatori, cantanti, e altre figure di quello che non a caso viene chiamato lo star system. Ossia un mondo di personaggi che eccedono qualunque parametro razionale.

Ma una volta detto della inconsistenza della giustificazione, rimane il fatto che quelle forme di compenso stanno scardinando il parametro su cui noi tutti siamo cresciuti, ossia il principio di eguaglianza. A maggior ragione  ci si aggiunge, com’è il caso di Marchionne, di un domicilio fiscale in un Paese come la Svizzera.

Il tema ci riguarda, perché senza quel principio è il collante sociale che si sgretola, come dimostrato da molte altre vicende, in primis quelle migratorie.

Bisognerebbe aggiornare quel principio alla luce dei processi globali in corso, e ricondurre a razionalità la dimensione delle deviazioni dall’eguaglianza, ma questo è un argomento troppo complesso per un articolo breve. Provo solo ad indicare i titoli di un lavoro che deve ancora cominciare:

Ripristinare la titolarità dell’Unione Europea sulle politiche fiscali, oggi interamente lasciate alla concorrenza tra sistemi nazionali;
Ripristinare la progressività dei prelievi come principio regolatore della costruendo politica fiscale europea;
Pensare ad una patrimoniale europea da finalizzare al finanziamento di politiche europee di contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica, in particolar modo dei migranti;
Ricostruire, sulle basi delle scelte sopra indicate, un sentimento europeo di sostegno all’inclusione sociale e alla lotta alle disuguaglianze, a cominciare dalle scuole dell’infanzia

Come si vede, non è poco quello che dovremo fare, ma prima si comincia….

Claudio Treves, sindacalista CGIL

Roma, giugno 2016

( Sergio Marchionne, presidente e amm.re delegato FCA, ha guadagnato nel 2015: 54 milioni e 543 mila euro. 150 mila al giorno).


Where is the sense in the Marchionne’s fee?

How does a human being use 150 thousands euro per day? What does this fact say about modern man’s condition?

There are some immediate reactions: rage, incredulity, comparisons with the endless humanity who lives, so to speak, with 1 or 2 dollars per day, but maybe it should be thought on it again and again.

It is falling through a social construction that we believed acquired, and that we even specified as a term to be aimed for by people even oppressed by dictatorships and tyrannies. How has it happened, and how in a short time like this?

My job as a union official, has always been built on the definition of the wages: we did it, in collective agreements, by building the so-called framework forms: some levels of placement are determined, based on the pair “own competencies/ job autonomy”, one imagined a “perimeter level” which gives to every level a measure (100 to the shorter, and then going on until you arrive to the tallest), one determines the economic measure of the 100 parameter and then you have the distribution, along the scale, of that sector’s wages.

If the distance between the 100 measure and the highest is little, for example 100/200, the difference between the wage of the one who does the easier job and the one who does the harder job is equal to the double; if the distance is bigger, the relationship is larger, and so on.

What is the usefulness of that exercise? It is useful to inflect in a reasonable way the equality principle, who affirm, approximately, to give a right wage based to the work done. In other words, it is said that it mustn’t be any kind of discrimination based on colour of the skin, religious creed, gender, other origin.

After that, there always have been some professional subjects, in my experience chefs and butchers, which have had “parallel markets”, so the collective  agreements where only simple points of reference, because the “real” wage has had to be discussed directly: that subjects were so important for the general tendency of the company that they had to be paid much more than the minimum wage.

But – indeed – I just said that they were key subjects for the company, which was directly interested to keep the best ones because they gave it the right conditions for a business succeed.

Now the question is: which is the value of a CEO? And how does he confront with the people who accomplish his dispositions?

You only have to put yourself the question, and you will immediately understand that the example of above (butchers and chefs) has no significance. The example of above dramatically affects another parameter, the one of the company profitability. In other words, CEOs are paid in proportion to the value they conduct to the company. So it starts a powerful incentive for the company’s value growth, on the stock options market, apart from the real values.

The born of a parallel market comes from there, and this market is totally freed from the “mere mortals”, where a handful of people find itself on incomparable standards.

It is said that their value depends on the ability shown in their job. Regarding this, a recent book from three economists (Maurizio Franzini, Elena Granaglia, Michele Raitano) “Do we have to be concerned of the rich people?” debates that sentence and demonstrates the lack of foundation. It can’t be proved in any way a relationship between the competence and the final results, that can be proved with the previously mentioned framework forms. It could be said the same for football players, singers, and other figures of the so-called star system; that is a world of people who exceed any rational parameter.

One time that it is said of the lack of foundation of the explanation, the fact is that kinds of payment are going to demolish the parameter which we have grown with, the equality principle. Even more so it has to be added the fiscal residence in Switzerland of Marchionne.

The issue concern us because without that principle the social glue will collapse, as it is proven by many other events, like for example the migratory ones.

Viewing the current global processes, the principle should be uploaded, and the dimension of the swerve of the equality should be rationalised. This is a too much complex topic for a brief article. I try only to give the titles for a job that still has to come:

– Restoring the EU title on fiscal policy, that are today entirely left to the competition between national systems

– Restoring the principle of gradual withdrawal of the European fiscal policy

-Thinking to a property tax to contrast poverty and school dispersion and other European policies like migration one

-Rebuilding an European feeling of support to the social inclusion and the fight against all odds, starting from the childhood schools.

As you can see, they are lots of things to do, but well begun is half done…

Claudio Treves, CGIL Union official

Rome, June of 2016-06-09

(Sergio Marchionne, president and CEO of FCA, earned 54 millions of Euros on 2015, 150 thousands of Euro per day).

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