Guerra contro la Chiesa in America Latina

Finito il pericolo comunista, (ma non per tutti), finalmente anche dall’interno degli USA si leva qualche voce autorevole che denuncia come, in nome della democrazia e per combattere il “male comunista”, il gendarme del mondo abbia usato tutti i mezzi del male per vincere la battaglia democratica. La Teologia della Liberazione era uno dei mali da estirpare da quel sub continente latino-americano. Ascoltate le omelie di papa Francisco viene da pensare che all’interno della chiesa ci sia ancora qualche erbaccia da estirpare. E vai gringo vai che bisogna vendere le armi”.

Andrea Cantaluppi

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Chomsky: “gli Stati Uniti hanno intrapreso una guerra brutale e violenta contro la Chiesa in America Latina”

Per decenni gli Stati Uniti hanno promosso una guerra contro i cattolici seguaci degli insegnamenti della teologia della liberazione, che è predicata adesso da papa Francesco.

Per decenni gli Stati Uniti hanno messo in atto una guerra contro i cattolici che seguivano gli insegnamenti che ora predica papa Francesco. Tutto questo ha colpito profondamente i religiosi e la situazione politica in America Latina, afferma il filosofo politico Noam Chomsky.

L’analista internazionale ha sottolineato, nella sua intervista con l’attivista per la giustizia sociale Alber Collins raccolta nel portale The Raw Story, che la restaurazione del Vangelo nella Chiesa Cattolica durante il Concilio Vaticano II del 1962 ha avuto conseguenze profonde sui leader religiosi del Sud America.

Secondo Chomsky, in quel periodo in America Latina sacerdoti e laici formavano un gruppo con i contadini per leggere il Vangelo e stimolarli ad esigere più diritti dalle dittature militari del continente, cioè qualcosa che si è presto convertita nella corrente chiamata “teologia della liberazione”, che unisce la visione spirituale del cristianesimo con le teorie economiche del marxismo ed altre ideologie sociali. “Il Vangelo é un testo radicale, è principalmente un pacifismo radicale con un occhio di riguardo verso i poveri”, spiega il filosofo.

I seguaci della teoria della liberazione, secondo l’analista, sono stati sistematicamente perseguitati per più di 20 anni da forze sostenute da Washington per evitare che nei paesi sudamericani si installassero al potere governi socialisti che cercassero dei benefici per i loro popoli invece di soddisfare gli interessi statunitensi.

“Gli Stati Uniti hanno sostenuto una guerra amara, brutale e violenta contro la Chiesa”ha detto Chomsky.

L’analista aggiunge che gli U.S.A. hanno appoggiato la caduta dei governi e l’istituzione delle dittature” come parte di una guerra che é terminata nel 1989 con l’omicidio di sei gesuiti e due donne nell’ Università Centroamericana” da parte delle truppe del Salvador.

Chomsky assicura che queste truppe furono addestrate nella Escuela de las Americas, fondata a Panama come strumento per preparare le nazioni latinoamericane a coopearare con gli Stati Uniti, ed agivano sotto ordine ufficiale del comando salvadoregno, in relazione con l’ambasciata statunitense.

Lo stesso governo statunitense, d’accordo con le dichiarazioni di Chomsky, afferma che la Escuela de las Americas ha addestrato gli ufficiali assassini latinoamericani e che l’esercito degli Stati Uniti ha collaborato significativamente a demolire la teologia della liberazione.

Ciononostante, poco tempo dopo la sua elezione a pontefice,il gesuita argentino Francesco ha fatto il gesto simbolico di tornare ad accettare la teologia della liberazione in seno alla Chiesa dopo anni di condanne delle sue aspirazioni politiche da parte dei papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Il suo recente ‘Evangelii Gaudium’- o la ‘gioia del Vangelo-‘ è stato considerato da molti un attacco al capitalismo e all’economia del mercato libero, ma Chomsky ha segnalato che finora le parole del papa ancora non sono state convertite in azione. “Sono contento che il tono sia cambiato e che si parli di più della giustizia sociale, ma dobbiamo vedere se questo verrà messo in pratica”, ha confessato Chomsky.

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